10/05/2026
GLI INCUNABOLI
DELLA SCRITTURA ALFABETICA GRECA
Madre di tutte le scritture alfabetiche oggi in uso, delle scritture cioè nelle quali ogni suono di una determinata lingua è rappresentato da un unico segno, è la scrittura fenicia, le cui origini, nel Libano e in Palestina, si fanno risalire al XII sec. a. C.
L’aspetto esteriore dei segni, nel corso dei secoli, si è tuttavia tanto discostato dal modello originario che questo è oggi spesso a prima vista irriconoscibile. Dall’alfabeto fenicio derivano, infatti, tanto quello arabo ed ebraico quanto quello greco, dal quale a sua volta deriva il nostro alfabeto latino.
Secondo l’opinione oggi più accreditata, i Greci adottarono l’alfabeto fenicio nel corso del IX sec. a. C., apportandovi notevoli miglioramenti ed adattamenti alla propria lingua, ossia i segni complementari per i suoni (fonemi) phi (Φ), chi (Χ), e psi (Ψ).
Fin dalle prime attestazioni la scrittura greca alfabetica appare differenziata in varietà locali nella forma e nella funzione dei vari segni. La variante che avrebbe avuto più vasta portata fu quella in uso nell’isola di Eubea: da essa, infatti, deriva l’alfabeto latino.