Muda Las Plassas

Muda Las Plassas Un piccolo, grande Museo nel cuore della Sardegna. A Las Plassas, il Medioevo Giudicale e i suoi protagonisti prendono vita...

📌Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali.♟ 𝑻𝑨𝑩𝑳𝑼𝑻 ♟Il Tablut nasce ...
29/05/2026

📌Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali.

♟ 𝑻𝑨𝑩𝑳𝑼𝑻 ♟
Il Tablut nasce nel nord, non è un gioco "vichingo" in senso stretto, ma appartiene alla stessa grande famiglia dei giochi d'assedio. Lo conosciamo grazie a Carl Linneaus, che nel 1732 lo vide e lo descrisse con precisione nel suo diario.

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒄𝒂?
Il tabellone è un quadrato di 9x9 caselle. Al centro c'è il Re, nella sua "casa", intorno a lui otto difensori. Ai quattro lati, sedici attaccanti pronti a chiudere ogni via di fuga. È un gioco asimmetrico: le due parti non hanno lo stesso numero di pezzi, né lo stesso destino.

I pezzi si muovono in linea retta, come una torre negli scacchi. Con la cattura, un pezzo viene eliminato quando finisce tra due avversari. Il Re è più resistente: per catturarlo servono quattro lati occupati, non due.

La partita è semplice ma tesa. Il Re e i suoi cercano di raggiungere uno qualsiasi dei bordi del tabellone. Gli attaccanti devono impedirglielo, stringendo il cerchio mossa dopo mossa.

𝑪𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒗𝒊 𝒈𝒊à 𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒈𝒊𝒐𝒄𝒐?
Questa rubrica dedicata ai 𝖌𝖎𝖔𝖈𝖍𝖎 𝖒𝖊𝖉𝖎𝖊𝖛𝖆𝖑𝖎 è giunta al termine. Grazie per averci seguito!

📌Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali. ♟ 𝑯𝑨𝑳𝑨𝑻𝑨𝑭𝑳 ♟Nel Medioevo ...
22/05/2026

📌Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali.

♟ 𝑯𝑨𝑳𝑨𝑻𝑨𝑭𝑳 ♟

Nel Medioevo c'era un gioco che sembrava un piccolo racconto di campagna. Da una parte una volpe sola, astuta e veloce. Dall'altra un gruppo di oche compatte, unite per bloccare la volpe. Era il gioco dell'Halatafl, originario del mondo nordico, forse portato dai Vichinghi.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚?
La versione più diffusa è quella con un tavoliere a 33 posizioni. Si gioca in due persone, una usa le 13 pedine bianche rappresentanti le oche, l'altra usa una pedina rossa o nera rappresentante la volpe.

I due giocatori hanno obiettivi differenti.
Le oche devono bloccare la volpe, circondandola e rendendo impossibili i movimenti.
Le volpe devono catturare le oche.

La prima mossa spetta al bianco, che potrà muoversi nelle intersezioni esclusivamente in verticale e orizzontale. Il nero, invece, potrà muoversi in qualsiasi direzione e dovrà catturare le pedine bianche.

Era una danza di pazienza e astuzia. La volpe vinceva se riusciva a mangiare abbastanza oche. Le oche vincevano se riuscivano a intrappolarla.

𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢à 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨?
Continua a seguirci per scoprire i giochi tipici del Medioevo.

📌 Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali. ♟️ 𝑨𝑳𝑸𝑼𝑬𝑹𝑸𝑼𝑬 ♟️Il gioco ...
14/05/2026

📌 Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali.

♟️ 𝑨𝑳𝑸𝑼𝑬𝑹𝑸𝑼𝑬 ♟️

Il gioco dell'Alquerque è un gioco molto antico, di cui troviamo traccia in Cina, Egitto, Grecia e a Roma. Si tratta di un gioco rapido , intenso, per cui non servono né dadi né fortuna: solo strategia, pazienza e un po' d'audacia.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚?
Il tavoliere è diviso in 25 intersezioni su cui vengono poste le pedine dei giocatori (12 per parte). Ogni pedina può muoversi in verticale, in orizzontale o in diagonale, purché il punto adiacente sia vuoto.

Scopo fondamentale del gioco è effettuare la "𝙘𝙖𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖".
Le catture si realizzano scavalcando una pedina nemica e finendo in un'intersezione vuota. Proprio come nella Dama, anche le catture multiple erano possibili e, spesso, decisive per la vittoria. Le catture sono obbligatorie. Se un giocatore non le fa, l'altro può eliminare la cattura che avrebbe dovuto effettuarla.

𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞 la partita chi elimina tutte le pedine dell'avversario, oppure chi lo mette in una posizione in cui non può più muovere nessuna pedina.

𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢à 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨?
Continua a seguirci per scoprire tanti altri giochi tipici del Medioevo!!

Sabato 18 aprile si è tenuto il convegno dedicato al nostro Castello di Marmilla, tra storia e foto inedite di scavi e p...
09/05/2026

Sabato 18 aprile si è tenuto il convegno dedicato al nostro Castello di Marmilla, tra storia e foto inedite di scavi e planimetrie con la partecipazione degli archeologici dr Giorgio Franco Murru, dr Nicola Dessì e la funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura dr.ssa Gianfranca Salis.

Ringraziamo tutti i partecipanti e l' Culturale IsPratzas aps per la cura del pranzo.

Alla prossima avventura !😄

📌 𝐃𝐢𝐜𝐢𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 e ultimo appuntamento con "𝑯𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝑷𝒍𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒖𝒎": la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 in cui esplor...
07/05/2026

📌 𝐃𝐢𝐜𝐢𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 e ultimo appuntamento con "𝑯𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝑷𝒍𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒖𝒎": la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 in cui esploriamo le proprietà curative del mondo vegetale e il suo ruolo nel benessere del Medioevo.

🌿 𝒁𝑬𝑵𝒁𝑬𝑹𝑶 🌿
"𝑳𝒐 𝒛𝒆𝒏𝒛𝒆𝒓𝒐 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒑𝒆 𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒊𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒅𝒆𝒄𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒂 𝒇𝒊𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒆 𝒖𝒗𝒂 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂, 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒕𝒐𝒔𝒔𝒆 𝒇𝒓𝒆𝒅𝒅𝒂 𝒆 𝒍'𝒊𝒏𝒇𝒓𝒆𝒅𝒅𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒗𝒊𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆. 𝑳𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒑𝒐𝒍𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒄𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒕𝒐𝒔𝒊𝒕à 𝒆 𝒇𝒂𝒗𝒐𝒓𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆"
(Dal codice "Historia Plantarum", fine XIV secolo)

Lo zenzero, nel Medioevo, era una radice preziosa che arrivava da molto lontano. Viaggiava essiccato lungo le rotte orientali e, quando finalmente raggiungeva l'Europa, portava con sé un profumo caldo e pungente che sembrava quasi esotico.

⚕ I medici dell'epoca lo consideravano una sostanza "calda", capace di dare energia e risvegliare il corpo. Dioscoride lo consigliava per calmare lo stomaco, mentre Galeno lo vedeva come un potente afrodisiaco. Nelle scuole mediche medievali finiva spesso in pozioni stimolanti, mescolato a cannella e chiodi di garofano. Oggi sappiamo che non era solo teoria: alcune ricerche archeologiche hanno trovato tracce di zenzero nei denti dei pazienti di un lebbrosario inglese, segno che veniva davvero usato come rimedio.

📖 In cucina era una piccola star. Profumava carni, salse e dolci speziati, e dava carattere alle bevande fermentate. Aiutava anche a conservare i cibi, un dettaglio prezioso in un'epoca senza frigoriferi. Non era una spezia per tutti: costava, era presente solo sulle tavole dei più ricchi.

✨ 𝐂𝐔𝐑𝐈𝐎𝐒𝐈𝐓À: Nel Medioevo era quasi una valuta. Era così prezioso che veniva tassato pesantemente. In alcune città europee, un sacchetto di zenzero valeva quanto un capo di bestiame.

📌 Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali. 🎲 𝑰𝑳 𝑮𝑰𝑶𝑪𝑶 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝒁𝑨𝑹𝑨 🎲T...
30/04/2026

📌 Nuovo appuntamento con la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 dedicata ai giochi medievali.

🎲 𝑰𝑳 𝑮𝑰𝑶𝑪𝑶 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝒁𝑨𝑹𝑨 🎲

Tra i giochi di fortuna medievali, la 𝒁𝒂𝒓𝒂 (o 𝑨𝒛𝒂𝒓) era la regina.
Il suo nome viene dall’arabo al-zahr (“dado”) e le sue regole ci sono arrivate grazie al Libro de los juegos di Alfonso X.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐯𝐚?
👉 Con tre dadi.
Nella versione più comune, vinceva chi otteneva un numero uguale su almeno due dadi o, in caso di pareggio, chi totalizzava il punteggio più alto.
Un gioco semplice, ma tutt’altro che banale.

🎯 In Italia la Zara si diffuse con una variante più “strategica”:
Ogni giocatore dichiarava prima del lancio il numero che pensava sarebbe uscito.
Chi sbagliava doveva versare una somma di monete pari al numero uscito; chi indovinava, invece, vinceva la posta.
Un gioco di probabilità e intuizione: se vuoi vincere, punta sempre sul 10 o sull’11!

🧩 Esistevano anche altre versioni, come il Sozum e la Murbiola.
Nel 𝑺𝒐𝒛𝒖𝒎 vinceva chi otteneva il numero più alto, mentre nella 𝑴𝒖𝒓𝒃𝒊𝒐𝒍𝒂 al posto dei numeri comparivano figure.

📚 𝑪𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒕à: Dante cita la Zara nella Divina Commedia (Purg. VI, 1-12). Tra le anime del Purgatorio, il poeta si paragona a un vincitore circondato dalla folla che lo assale per chiedere favori, mentre il perdente resta solo, a rimuginare sulle giocate fatte. Un’immagine potente, che racconta quanto questo gioco fosse radicato nella cultura medievale.

𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢à 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨?
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📌 𝐒𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 appuntamento con "𝑯𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝑷𝒍𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒖𝒎": la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 in cui esploriamo le propri...
23/04/2026

📌 𝐒𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 appuntamento con "𝑯𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝑷𝒍𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒖𝒎": la rubrica del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐮𝐝𝐀 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐬 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬 in cui esploriamo le proprietà curative del mondo vegetale e il suo ruolo nel benessere del Medioevo.

🌿 𝑽𝑰𝑻𝑬 🌿
"𝑳𝒆 𝒇𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒗𝒂 𝒃𝒊𝒂𝒏𝒄𝒂 , 𝒎𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒂 𝒑𝒐𝒍𝒆𝒏𝒕𝒂, 𝒔𝒄𝒊𝒐𝒍𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒐𝒎𝒂𝒄𝒐, 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒐 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒂 𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒐𝒇𝒇𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒔𝒔𝒆𝒏𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂. 𝑼𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏𝒈𝒆𝒓𝒆, 𝒇𝒂 𝒄𝒂𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒆𝒍𝒍𝒊".
(Dal codice "Historia Plantarum", fine XIV secolo)

Nel Medioevo, della vite non si buttava via nulla.
L’uva nutriva, il vino dissetava (e spesso era più sicuro dell’acqua), l’aceto conservava, le foglie curavano.

⚕ Secondo gli erbari medievali, la vite aveva proprietà mediche preziose:
Il vino era un ottimo disinfettante e un'ottima base per preparare svariati rimedi;
Le foglie erano perfette per impacchi contro gonfiori e infiammazioni;
L'uva fresca "rinfrescava" il sangue, mentre l'uva passa era usata come rimedio contro la tosse.

📖 In cucina il vino era la bevanda quotidiana, ma anche un ingrediente: serviva per cuocere, marinare, insaporire. Il mosto cotto — la sapa — addolciva piatti e salse molto prima che lo zucchero diventasse comune.
L’uva passa entrava nei ripieni, nei pani speziati, nei piatti agrodolci...

Sabato 18 aprile in occasione del convegno "Il Castello di Marmilla a Las Plassas - Storia e scoperte", il Museo aprirà ...
17/04/2026

Sabato 18 aprile in occasione del convegno "Il Castello di Marmilla a Las Plassas - Storia e scoperte", il Museo aprirà nei seguenti orari:
09:00 - 13:00
16:00 - 18:00

Indirizzo

Via Alessandro Manzoni 4
Las Plassas
09020

Orario di apertura

Giovedì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

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