Che cosa è un ecomuseo
Il termine Ecomuseo è stato coniato da Hugues de Varine nel 1971. Con questo neologismo egli voleva riferirsi ad un museo dedicato al territorio nel suo complesso: qualcosa che rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che d
esiderano mostrate ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli. Il museologo Georges Henri Riviére, così li descrive: “L’ecomuseo è il museo del tempo e dello spazio in un territorio dato, è un’istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro, è il frutto del rapporto costruttivo tra una popolazione, la sua amministrazione e un equipe pluridisciplinare di esperti, è un organismo che, pur rivolgendosi anche ad un pubblico esterno, ha come interlocutori principali gli abitanti della comunità i quali, anziché visitatori passivi, vogliono diventare fruitori attivi, è un museo del tempo, dove le conoscenze si estendono e diramano attraverso il passato vissuto dalla comunità per giungere nel presente, con un’apertura sul futuro, è un museo dello spazio: spazi significativi dove sostare e camminare. Privilegia il linguaggio visivo diretto degli oggetti fisici e delle immagini, nel loro contesto originario e nella loro esposizione al pubblico.”
Perché l’Ecomuseo delle Bonifiche a Frigole
Nel luglio scorso la Regione Puglia ha riconosciuto l’Ecomuseo delle Bonifiche di Frigole, ai sensi delle legge del 2011, aggiungendolo agli altri 14 Ecomusei sparsi nel territorio pugliese. L’agro a nord di Lecce è una sintesi unica di mare, macchia e campi agricoli, percorso da una rete di canali, frutto di tre campagne di bonifica succedutesi tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, che ne hanno trasformato la connotazione originaria di palude malarica. L’Ecomuseo in realtà non è soltanto un luogo fisico dove si espongono materiali e cartelli informativi, ma è il frutto della produzione sociale del paesaggio da parte delle comunità che la vivono quotidianamente. Con l’Ecomuseo delle Bonifiche le comunità di Frigole e Borgo Piave vogliono raccontare una storia ricca di successi, di eventi ma anche di recenti frustrazioni; mostrare i luoghi e i paesaggi; offrire i prodotti della terra e della macchia; ma anche ripensare insieme il passato e il presente per progettare un futuro di benessere, rispettoso dell’ambiente, in una relazione di socialità viva. L’Ecomuseo vuole essere uno dei capisaldi del piano della rigenerazione del litorale leccese, un progetto di offerta paesaggistica e turistica che può essere occasione e motore per un nuovo sviluppo di un territorio per tanti anni dimenticato.