Tema della rassegna, ospitata nelle sale del Palazzo delle Paure a Lecco dal 19 gennaio al 3 aprile, è la pittura di paesaggio in Italia tra le due guerre mondiali. “Natura” e “città” sono le due grandi alternative che un pittore di paesaggio ha davanti a sé: raccontare la poesia del mondo naturale oppure scovare la bellezza nel paesaggio urbano. In mostra entrambe le formule sono raccontate: le p
oesie di De Pisis o Carpi, le sparute case sui declivi montani e collinari di Carrà, Rosai e Morandi, i laghi di Lilloni e Marussig; e al contempo lo sguardo sulla città di Mario Sironi, di Achille Funi, di Antonio Donghi. Ma “Natura e città” non vuol dire solo affiancare due soggetti, ma anche riflettere su un altro aspetto, che è forse il nucleo più autenticamente nuovo della mostra. “Natura e città” vuol dire anche “natura per la città”: il paesaggio porta infatti la natura nelle mura domestiche, negli uffici, nei palazzi, raccoglie schegge di paradisi vagheggiati da poter tenere sempre davanti agli occhi anche nelle luci ben diverse della città. Il paesaggio italiano tra le due guerre. Questo è il contesto che la mostra intende rappresentare. La stagione tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, contrassegnata politicamente dalle vicende del Fascismo. L'occasione della mostra è il comodato a lungo termine da parte delle Civiche Raccolte di Milano ai Civici Musei di Lecco di un capolavoro di Morlotti scelto dal curatore della rassegna, Adda a Imbersago del 1956. Il deposito colma una lacuna per molto tempo presente nelle collezioni di Lecco di un'opera di qualità del suo artista maggiore.