Il Mio Tempio dell'Incoronata

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Tempio dell'Incoronata
Via Incoronata 25 - 26900 Lodi

Lombardia Beni Culturali - L'INCORONATA
http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1n040-00086/

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Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_Civico_della_Beata_Vergine_Incoronata

SitoUfficiale http://www.incoronata.eu

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DescrizioneAutore: Chiesa, Giovanni della (attribuito) (notizie sec. XV seconda metà), esecutoreCronologia: ca. 1495 - a...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Chiesa, Giovanni della (attribuito) (notizie sec. XV seconda metà), esecutore

Cronologia: ca. 1495 - ante 1498

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: malta / pittura

Misure: 80.5 cm x 102 cm (intero)

Descrizione: L'affresco strappato raffigura la "Madonna con Bambino" e si trova sotto la volta dell'ottavo dell'organo già anticamente, anche se questa, probabilmente, non doveva essere la sua collocazione originale. Davanti a un semplice e brullo paesaggio si staglia un alto trono ligneo con decori dorati e la spalliera a finto marmo, su cui siede la Madonna con il Bambino che si gira verso lo spettatore indicando la Madre, mentre questa è intenta a sfogliare un libro. I colori rivelano la loro brillantezza nel rosso della veste mentre il manto, in origine blu, risulta piuttosto rovinato. Raffinata l'aureola della Vergine in cui compaiono a rilievo le prime parole del saluto angelico "Ave Maria Gratia"

Notizie storico-critiche: L'affresco strappato rivela, stilisticamente, delle somiglianze con gli affreschi che Giovanni e Matteo della Chiesa avevano realizzato per la ca****la del Battista (seconda a destra, ora strappati e conservati nel Museo civico di Lodi), documentando la fase tarda del padre, caratterizzata da una monumentalità zenaliana che induce a pensare che vi possa essere intervenuto anche il figlio Matteo. Ulteriore elemento nella conferma dell'attribuzione a Giovanni risiede nel punzone utilizzato per il nimbo della Vergine, tipico della bottega dei della Chiesa e che ricorre anche nell'aureola di Sant'Alberto nell'anta dell'organo soprastante. L'affresco è stato strappato e posizionato nel lato destro dell'archivolto dell'ottavo dell'organo, racchiuso da una cornice ligna dorata protetta da un vetro

DescrizioneAutore: Lanzani, Carlo Antonio (esecutore) (notizie 1692-1699), esecutoreCronologia: post 1699 - ca. 1700Tipo...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Lanzani, Carlo Antonio (esecutore) (notizie 1692-1699), esecutore

Cronologia: post 1699 - ca. 1700

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: legno di noce / intaglio; legno di noce / scultura

Descrizione: Grandioso leggio in legno di noce intagliato e scolpito con letturino trapeziodale per sostenere i ibri corali, caratterizzato ai lati da una profilatura a foglia d'acanto disposta a riccioli, mentre il coronamento, sempre scolpito, mostra delle arpie con il corpo a ricciolo le cui ali sostengono centralmente una sfera stellata, simbolo della Vergine. Fusto a volute , piano di appoggio sagomato, parte inferiore leggermente bombata con sportello centrale apribile, specchiature decorate con girali intrecciati e disposti simmetricamente, spigoli sottolineati da candelabre a intaglio ad alto rilievo con mascheroni, girali e teste femminli,

Notizie storico-critiche: Il leggio, completamento naturale del coro ligneo, venne scolpito a cominciare dal 1699, cioè immediatamente dopo la decorazione ad affresco dell'abside come rivela il lato sinistro che sormonta parte delle quadrature, da Carlo Antonio Lanzani, fratello del pittore Andrea, realizzando un capolavoro di ebanisteria.

DescrizioneIdentificazione: Madonna con Bambino con santa Caterina d'AlessandriaAmbito culturale: ambito lombardoCronolo...
21/10/2025

Descrizione
Identificazione: Madonna con Bambino con santa Caterina d'Alessandria

Ambito culturale: ambito lombardo

Cronologia: post 1488 - ca. 1500

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: malta / pittura

Descrizione: Incastonato nella parte anteriore dell'altare vi è un affresco che raffigura la Madonna con Bambino in trono con accanto Santa CAterina d'Alessandria con la palma e la ruota del suo martirio. L'affresco è stato staccato e profilato con cornice in legno dorato e modanato nella parte superiore; aureole in metallo dorato sul capo della Madonna e del Bambino

Notizie storico-critiche: Il precario stato di conservazione, probabilmente dovuto all'esposizione esterna dell'opera, ha reso l'affresco difficilmente valutabile sia dal punto di vista stilistico sia da quello pittorico, pur rivelando nella forma dei visi una qualche assonanza con la pittura pavese. Secondo la tradizione orale questo dipinto murale, posto su un muro esterno di contrada Lomellini, fu il protagonista dell'evento miracoloso del pianto della Vergine che diede l'avvio alla costruzione del Tempio dell'Incoronata.

DescrizioneIdentificazione: incoronazione di Maria Vergine tra angeliAutore: Piazza, Alberto (esecutore) (1490-1525), es...
21/10/2025

Descrizione
Identificazione: incoronazione di Maria Vergine tra angeli

Autore: Piazza, Alberto (esecutore) (1490-1525), esecutore

Cronologia: ca. 1519ca. 1738

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: seta / pittura a olio; legno / doratura

Misure: 71.5 cm x 90 cm (intero)

Descrizione: Il dipinto su seta raffigura l'Inconorazione da parte di Cristo di Maria Vergine, entrambi in primo piano, circondati da angeli musici, mentre altri svolazzano nel cielo dorato. Il primo piano e lo sfondo sono separati da un drappo blu, dello stesso intenso colore del manto della Vergine. Dipinto su seta racchiuso in una importante cornice lignea dorata con specchiature angolari a ricciolo che racchiudono quattro lapislazzuli agli angoli, e marmo rosa al centro. Sui due lati lunghi, a metà altezza, vi sono teste scolpite di putti, presenti anche nella parte superiore conclusa da un coronamento mistilineo decorato con foglie e fiori.

Notizie storico-critiche: L'opera rivela un cambiamento stilistico nella produzione di Alberto Piazza, per cui si passa dalle ascendenze foppesche e liguri-pavesi della produzione giovanile a quelle marcatemente milanesi di Zenale e Bergognone, senza tralasciare un'assimilazione del classicismo raffaellesco, in modo particolare della Madonna di san Sisto, allora a Piacenza. A questo dipinto, infatti, sembrerebbe alludere lo sfondo dorato di pura luce, mentre il modellato morbido degli incarnati degli angeli e le lumeggiature delle chiome di Cristo e della Vergine, rivelano il momento di maggior vicinanza con il fratello Martino. E' un dipinto di capitale importanza nella ricostruzione del percorso artistico di Alberto Piazza, poichè è l'unica opera datata attraverso i documenti di pagamento che attestano la richiesta di un gonfalone per la chiesa dell'Incoronata, in origine di maggiori dimensioni. Risulta infatti rifilato lateralmente, probabilmente per adattarlo alla cornice barocca dell'altare.

DescrizioneAutore: Chiesa, Matteo della (esecutore) (notizie 1500), esecutoreCronologia: ca. 1500 - ca. 1503Tipologia: p...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Chiesa, Matteo della (esecutore) (notizie 1500), esecutore

Cronologia: ca. 1500 - ca. 1503

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: tela / pittura

Misure: 119 cm x 211 cm (intero)

Descrizione: La portella sinistra dell'organo è dipinta sul verso, la Madonna col Bambino. In alto, nella sagoma a gradini che copre l'andamento piramidale della cassa, vi sono alcuni putti che sostengono uno scudo dorato con croce rossa centrale, emblema del comune di Lodi. La tela è conclusa da una fascia decorativa, in oro su azzurro, con motivi fogliati. La tela è stata trattata come fosse una tavola, stendendo dapprima una consistente preparazione in gesso e colla animale, poi incidendo la superficie con una punta metallica (probabile trasporto da un cartone) e completando il disegno a pennello con un segno ocra e bistro.

Notizie storico-critiche: La portella dipinta raffigura aperta, la Madonna con il Bambino, dalle preziose corone in oro in pastiglia per ottenere un effetto tridimensionale. I colori sono puri come il bellissimo blu lapislazzuli del manto di Maria e le lumeggiature in l'oro in polvere per le sfumature oppure in foglia ed evidenziato a sgraffio. L'anta rivela la conoscenza della cultura di Foppa e di Bergognone ma aggiornata sulle novità milanesi filtrate attraverso Zenale come evidenzia la quinta rocciosa dietro la Vergine e il festone di frutta che riprende il polittico di Treviglio. Innegabile quindi l'impressione che l'autore mostri una cultura eclettica, in cui ha convogliato aspetti diversi della pittura a lui contemporanea, a volte contrastati, come nel paesaggio oscillante tra Zenale e la pala del Perugino dipinta per la Certosa di Pavia. L'anta con la sua finezza e la sua preziosità arcaizzante, la stoffa ricamata intrisa di bagliori dorati e di lacche, gemme e lapislazzuli si colloca alla fine di un ideale percorso della pittura lombarda e lodigiana in particolare di fine Quattrocento. Secondo la cronaca del padre Paolo Camillo Cernuscolo che nel 1642 trascrisse alcuni documenti perduti relativi all'Incoronata, nel 1500 "la volta della ca****la nella quale si aveva da riporre l'organo et le ante si danno da dipingere a Matteo Chiesa pittore pavese". E' probabile che le vicende costruttive dell'organo si protrassero sino al 1503, anno del presumibile completamento dell'opera. A questa data il padre Giovanni, che nelle fonti gli è sempre associato, risultava già morto, e quindi questa portella costituisce l'unica opera certa del solo Matteo

DescrizioneAmbito culturale: ambito lombardoCronologia: ca. 1508Tipologia: pitturaMateria e tecnica: muratura / pitturaM...
21/10/2025

Descrizione
Ambito culturale: ambito lombardo

Cronologia: ca. 1508

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: muratura / pittura

Misure: 90 cm x 110 cm (intero)

Descrizione: L'opera raffigura su uno sfondo blu con stelle d'oro un trono in marmo verde decorato con girali e una testa di putto. Scende dall'alto un tessuto porpora che permette di inquadrare le figure della Madonna col Bambino, lo sguardo dolce e malinconico rivolto verso il basso, forse presente un committente oggi non più conservato. La Madonna indossa un abito rosso ed è ammantata in blu, mentre il Bambino mostra una vestina verde con il collo bordato in oro; dietro al loro capo le aureole in pastiglia dorata.

Notizie storico-critiche: L'affresco rivela nella dolcezza del volto di Maria e nella posizione dinamica del Bambino un accostamento alla pittura di Alberto Piazza, pur mostrando ancora qualche arcaismo come le aureole rilevate in pastiglia dorata.

DescrizioneAmbito culturale: bottega lombardaCronologia: ca. 1744Tipologia: pertinenze decorativeMateria e tecnica: malt...
21/10/2025

Descrizione
Ambito culturale: bottega lombarda

Cronologia: ca. 1744

Tipologia: pertinenze decorative

Materia e tecnica: malta / pittura; legno di noce / intaglio

Descrizione: Sacrestia a pianta rettangolare caratterizzata da armadi in legno di noce intagliati con inserti in radica nelle specchiature e decorazione della cimasa con cartelle a riccioli, mentre quella centrale presenta una specchiatura con Crocifisso ligneo a tutto tondo. Conserva il pavimento in legno. La volta ad ombrello si presenta affrescata con quadrature, finta cupola centrale prospetticamente schiacciata e mazzi di fiori policromi.

Notizie storico-critiche: La sacrestia nuova, chiamata così per distinguerla dal primo locale adibito a questo scopo e posto a fianco della zona absidale, conserva dei pregevoli armadi in legno di noce intagliato con specchiatura in radica. Nella parte superiore compaiono delle cartelle decorate con riccioli, mentre nella zona centrale vi è il Crocifisso. I mobili seguono il perimetro della stanza, con rientranze in prossimità delle finestre. La volta a ombrello presenta delle unghiature in corriposndenza delle aperture ed è decorata con delle quadrature a monocromo grigie piuttosto "schacciate", soprattutto quelle centrali che fingono una cupola circolare. Sono arricchite da delicati e leggeri mazzi di fiori dai colori vividi e squillanti

DescrizioneAutore: Piazza, Muzio (attribuito) (1545 ca.-1593), esecutoreCronologia: ca. 1590 - ca. 1595Tipologia: pittur...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Piazza, Muzio (attribuito) (1545 ca.-1593), esecutore

Cronologia: ca. 1590 - ca. 1595

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: tela / pittura

Misure: 90 cm x 105 cm (intero)

Descrizione: Il dipinto su tela, racchiuo in una cornice dorata e sormontata da un vetro, infisso nella muratura, raffigura "Cristo in pietà sorretto da due angeli" è risulta collocato nell'intradosso di sinistra della corrispondente porta minore di accesso al Tempio dell'Incoronata, una collocazione probabilmente non originaria ma che evidenzia carattere devozionale di questa "imago pietatis" come fosse destinata ad un altarolo portatile o a un'edicola in luogo pubblico. Cristo, in posizione frontale davanti a un parapetto sormontato da uno scenografico drappo rosso, è sorretto da due angeli in vesti cinquecentesche che si stagliano luminosi sul fondo cupo.

Notizie storico-critiche: Il dipinto è una copia dello stesso soggetto realizzato da Callisto Piazza e ora conservata nel Museo civico di Lodi. L'autore di questa tela modifica e potenza il chiaroscuro equivocando quello originario ma cerca, con tutto ciò, di conservare il risalto plastico delle figure, anche se l'andamento dei panneggi giunge talvolta a più meccaniche semplificazioni come nella veste dell'angelo di destra. Il risultato finale è di modesta qualità, molto simile agli esiti raggiunti dagli eredi di Callisto: per questo motivo l'ipotesi più verosimile sembra l'attirbuzione del dipinto a Muzio Piazza attorno agli anni Novanta del Cinquecento.

DescrizioneAmbito culturale: ambito lombardoCronologia: ante 1694Tipologia: sculturaMateria e tecnica: legno / pittura; ...
21/10/2025

Descrizione
Ambito culturale: ambito lombardo

Cronologia: ante 1694

Tipologia: scultura

Materia e tecnica: legno / pittura; legno / scultura

Descrizione: Crocifisso ligneo inchiodato alla croce posto all'interno di una nicchia sagomata ricavata nello spessore murario con cornice a doppia profilatura dorata e dipinta, protetto da un vetro. Lo sfondo è costituito da una stoffa in raso rossa bordata in oro.

Notizie storico-critiche: Il Crocifisso ligneo dipinto e scolpito a tutto tondo, è inchiodato alla croce, con capo rivolto verso il basso e sormontato dalla aureola, un tempo dorata. I fianchi sono cinti da un perizoma, che sinuosamente segue l'abbandono del corpo dalla delicata e delineata muscolatura, ben visibile anche nelle braccia. Probabilmente da mettere in relazione alla lastra tombale scoperta recentemente.

Autore: Lanzani, Carlo Antonio (esecutore) (notizie 1692-1699), esecutoreCronologia: post 1699 - ca. 1700Tipologia: arre...
21/10/2025

Autore: Lanzani, Carlo Antonio (esecutore) (notizie 1692-1699), esecutore

Cronologia: post 1699 - ca. 1700

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: legno di noce / intaglio; legno di noce / scultura

Descrizione: Coro in legno di noce composto da un doppio ordine di stalli disposti su due livelli differenti e piccolo gradino per accedere al secondo sormontato da una cornice continua aggettante formata da un'architrave spezzata in modo ritimico da archi a tutto sesto, sorretta da mensoline a riccioli con testine di agneli scolpite, girali d'acanto nella fronte. All'interno dell'arcata a tutto sesto si aprono dei medaglioni ovali con all'interno busti degli evangelisti e della Sacra Famiglia, mentre la profilatura esterna è costituita da foglie d'acanto e teste di angeli scolpite. Al di sopra angeli a tutto tondo e dalla gestualità differente reggono dei cartigli alternati a delle corone fiorite che alludono alla Incoronazione della Vergine. Lo stallo si compone di una specchiatura modanata con decoro a girali centrale e piccola testa di cherubino, mentre la suddivisione fra un seggio e l'altro è ritmata da candelabre movimentate che sorreggono dei putti a tutto tondo; piccolo bracciolo a ricciolo come quelli che racchiudono la seduta dalla forma pronunciata a esse della foglia d'acanto; l'ordine inferiore ripete lo stesso raffinatissimo schema privo però delle candelabre con i putti.

Notizie storico-critiche: Il coro ligneo venne scolpito a cominciare dal 1699, cioè immediatamente dopo la decorazione ad affresco dell'abside come rivela il lato sinistro che sormonta parte delle quadrature, da Carlo Antonio Lanzani, fratello del pittore Andrea, realizzando un capolavoro di ebanisteria. Al centro è posto il grandioso leggio.

DescrizioneAutore: Chiesa, Matteo della (esecutore) (notizie 1500), esecutoreCronologia: ca. 1500 - ca. 1503Tipologia: p...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Chiesa, Matteo della (esecutore) (notizie 1500), esecutore

Cronologia: ca. 1500 - ca. 1503

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: tela / pittura

Misure: 119 cm x 211 cm (intero)

Descrizione: La portella destra dell'organo è dipinta su un telaio di legno e raffigura sul verso Santa Caterina d'Alessandria, riconoscibile per la palma e la ruota del martirio. In alto, nella sagoma a gradini che copre l'andamento piramidale della cassa, vi sono alcuni putti che sostengono uno scudo dorato con croce rossa centrale, emblema del comune di Lodi. La tela è conclusa da una fascia decorativa, in oro su azzurro, con motivi fogliati. La tela è stata trattata come fosse una tavola, stendendo dapprima una consistente preparazione in gesso e colla animale, poi incidendo la superficie con una punta metallica (probabile trasporto da un cartone) e completando il disegno a pennello con un segno ocra e bistro.

Notizie storico-critiche: La portella dipinta raffigura Santa Caterina d'Alessandria. I particolari cui voleva conferire effetti tridimensionali, come la corona, sono stati realizzati con l'oro in pastiglia, mentre i colori sono puri e preziosi con lumeggiature in l'oro in polvere per le sfumature oppure in foglia ed evidenziato a sgraffio dopo che era stato volutamente coperto da un altro colore, come nella fascia a decori fitomorfi che circonda la tela dove l'oro brilla da sotto l'azzurro. L'anta rivela la conoscenza da parte di Matteo della cultura di Foppa e di Bergognone, in modo particolare della pala Calagrani dell'Ambrosiana, ma aggiornata sulle novità milanesi filtrate attraverso Zenale come rivelano i due eretici schiacciati dalla santa e il festone di frutta che riprende il polittico di Treviglio. Innegabile quindi l'impressione che l'autore mostri una cultura eclettica, in cui ha convogliato aspetti diversi della pittura a lui contemporanea, a volte contrastati, come nel paesaggio oscillante tra Zenale e la pala del Perugino dipinta per la Certosa di Pavia. L'anta con la sua finezza e la sua preziosità arcaizzante, la stoffa ricamata intrisa di bagliori dorati e di lacche, gemme e lapislazzuli si colloca alla fine di un ideale percorso della pittura lombarda e lodigiana in particolare di fine Quattrocento. Secondo la cronaca del padre Paolo Camillo Cernuscolo che nel 1642 trascrisse alcuni documenti perduti relativi all'Incoronata, nel 1500 "la volta della ca****la nella quale si aveva da riporre l'organo et le ante si danno da dipingere a Matteo Chiesa pittore pavese". E' probabile che le vicende costruttive dell'organo si protrassero sino al 1503, anno del presumibile completamento dell'opera. A questa data il padre Giovanni, che nelle fonti gli è sempre associato, risultava già morto, e quindi questa portella costituisce l'unica opera certa del solo Matteo.

DescrizioneAutore: Piazza, Callisto (esecutore) (1500-1561), esecutore; Piazza, Cesare (esecutore) (1499-1562), esecutor...
21/10/2025

Descrizione
Autore: Piazza, Callisto (esecutore) (1500-1561), esecutore; Piazza, Cesare (esecutore) (1499-1562), esecutore; Piazza, Scipione (esecutore) (1500 ca.-1552), esecutore

Cronologia: ca. 1530 - ca. 1532

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: tavola / pittura a olio

Misure: 102.8 cm x 144 cm (intero)

Descrizione: La Nascita del Battista presenta in primo piano a sinistra Zaccaria mentre scrive il nome del proprio figlio, poichè aveva perso la parola per l'incredulità dimostrata all'angelo che gli aveva anticipato la maternità della vecchia moglie. A destra le nutrici provvedono alle cure del piccolo. Sullo sfondo Elisabetta seduta nel letto viene aiutata da alcune donne. Interessante appare l'ideazione propsettica dell'interno con l'equilibrata disposizione delle figure e la presenza di diversi oggetti della vita quotidiana quali il vasellame in rame e peltro, il cestino di vimini delle bende o le forbici, resi con singolare realismo. Nelle figure femminili di destra insieme a richiami alla pittura di Bernardino Luini, si evidenziano, soprattutto nel Bambino, citazioni ricavate da modelli raffaelleschi. I colori usati sono caldi e luminosi, di matrice veneta e ferrarese.

Notizie storico-critiche: La tavola con la Nascita del Battista è costituita da tre assi verticali con quattro traverse orizzontali innestate a coda di rondine.

Indirizzo

Lodi
26900

Sito Web

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