31/12/2025
UN BUON FINE E INIZIO ANNO A CURATORI, CRITICI, ARTISTI E GALLERISTI
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RIFLESSIONI MATTUTINE
PER CHIUDERE IN BELLEZZA IL NOSTRO 2025
Dalla prefazione del libro "La linea analitica dell'arte moderna" del buon Filiberto Menna.
A seguire una breve sintesi sull'argomento...
" Come l'arte, la critica è un'operazione linguistica e non può non essere il risultato di un rapporto tra sistema e processo. Solo così essa può compiere il passaggio necessario, e difficile, dai modelli teorici e modelli critici, passaggio che comporta un inevitabile spostamento di livelli e che non si affida a una pura e semplice operazione deduttiva, ma comporta una continua invenzione. Tra teoria e interpretazione si stabilisce così una relazione aperta, mobile, in cui le parti giocano di volta in volta un ruolo dotato di una propria autonomia relativa. Per questa ragione, l'indagine proposta dalla linea analitica si muove tra la polarità complementari di un discorso e di un contro-discorso dell'arte, e sull'arte: il primo, rivolto agli aspetti manifesti delle opere, ai loro programmi espliciti, il secondo, ai dati più nascosti e ai segreti che pure affiorano tra le maglie della formalizzazione".
IN SINTESI
La critica artistica, al pari dell’arte stessa, è un’attività linguistica: non si limita a descrivere o applicare regole, ma nasce dall’interazione dinamica tra strutture teoriche (sistema) e pratica interpretativa (processo). La critica non può quindi funzionare come una semplice deduzione logica a partire da modelli già dati; al contrario, richiede un continuo atto di invenzione, cioè di adattamento creativo della teoria all’opera concreta.
Il rapporto tra teoria e interpretazione è descritto come aperto e mobile: nessuna delle due domina definitivamente l’altra, ma entrambe mantengono una autonomia relativa, influenzandosi reciprocamente. Da qui deriva un’idea di critica come pratica non rigida, ma flessibile e problematica.
Infine, l’approccio analitico proposto si colloca tra due poli complementari:
un discorso sull’arte, che analizza ciò che è visibile, dichiarato e formalizzato nelle opere;
un contro-discorso, che cerca invece ciò che è latente, implicit