03/05/2026
Come facevano il vino gli Etruschi? Vi piacerebbe assaggiarlo? Venite il 9 maggio a "Il Sale della Terra", presso la Cooperativa Filippo Mazzolai (tra Sgrilla e Sgrillozzo).
Le ricerche archeologiche nell’importante insediamento etrusco di Marsiliana d’Albegna, in particolare lo scavo della casa delle Anfore, così come le indagini nell’area dell’antico centro di Ghiaccio Forte, hanno mostrato come la Valle dell’Albegna in epoca etrusca fosse un importante produttore di vino, attività che manterrà la stessa rilevanza ancora in epoca romana. Gli scavi ci restituiscono le anfore con cui il vino veniva trasportato e i vasi e le coppe con cui veniva consumato, ma come era effettivamente il vino degli Etruschi? Come veniva prodotto e conservato? Da quali vitigni veniva ricavato? Da queste domande sono nati il progetto VINUM e il progetto ArcheoVino che, nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare che, tra gli altri, ha coinvolto l’Università di Siena, l’Università di Barcellona e il Centro di Archeologia Sperimentale “Gli Albori” di Campagnatico, ha portato alla realizzazione di un vigneto sperimentale nel territorio di Scansano e a sperimenti di riproduzione del vino etrusco secondo tecniche, oggetti e contenitori dell’epoca, appositamente ricostruiti.
Il 9 maggio, alla Cooperativa Filippo Mazzolai, nei locali che ospitano “Il Sale della Terra”, museo demoantropologico che accoglie gli antichi utensili di vita contadina della Collezione Babbanini, Andrea Zifferero dell’Università di Siena, che con Alessandra Pecci dell’Università di Barcellona, è referente scientifico del progetto e Riccardo Chessa, direttore scientifico del Parco Archeologico “Gli Albori”, racconteranno lo sviluppo e le conclusioni delle loro ricerche, facendoci ‘toccare con mano’ i vasi che gli Etruschi utilizzavano nei loro banchetti e facendoci assaggiare, al termine della presentazione, il vino prodotto con le tecniche caratteristiche dell’epoca etrusca.
Venite! La partecipazione è gratuita.