10/10/2026
Alle 22:39 del 9 ottobre 1963, il versante del monte Toc collassa improvvisamente nel bacino della diga del Vajont. Una frana ciclopica sposta con violenza inaudita 50 milioni di metri cubi dโacqua: unโonda gigantesca si solleva fino a 200 metri e supera la diga, riversando nella gola circa 25 milioni di metri cubi di acqua, sassi e fango.
In appena quattro minuti la piena irrompe sul fondovalle. Le luci e la vita di Longarone, Pirago, Villanova, Faรจ e delle frazioni limitrofe si spengono per sempre, cancellate da un muro d'acqua e da uno spaventoso spostamento d'aria, lasciando dietro di sรฉ oltre duemila vittime e una distesa desolata di fango e silenzio.
In quel dramma viene spazzato via anche il distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Longarone: la sede crollata, l'autopompa sepolta, i compagni inghiottiti. Si salveranno soltanto in due pompieri: Raffaele Simonetti e Ado De Col.
La testimonianza di Ado De Col racconta tutta la dedizione del Corpo. Subito dopo il boato e la vista di una grande massa bianca levarsi sulla diga, De Col riesce a mettere in salvo la moglie e il figlioletto, spingendoli verso l'altura di Tormen. Pochi minuti dopo, pur conscio del dramma che ha appena travolto la sua famiglia โ perderร i genitori e quattro fratelli con i rispettivi congiunti โ, decide di tornare sui suoi passi: smette i panni dell'uomo in fuga per indossare di nuovo quelli di vigile del fuoco.
ร lui il primo e solo a cominciare, nell'oscuritร totale, un'odissea disperata tra melma e rovine nel "paese del niente", muovendosi tra i detriti per cercare superstiti e portare i primissimi soccorsi a una comunitร cancellata in cinque minuti.
Da leggere su: https://www.impronteneltempo.org/1963---la-tragedia-del-vajont.html