22/09/2026
🏛️ GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2026
Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026
✨ APERTURE STRAORDINARIE DIURNE
A Palazzo Ducale sarà possibile visitare il cosiddetto Appartamento dei Nani, una riproduzione in scala ridotta della Scala Santa di San Giovanni in Laterano a Roma, commissionata da Ferdinando Gonzaga nel 1615, mentre al Museo Archeologico Nazionale di Mantova si potrà accedere agli ambienti che oggi ospitano la biblioteca, in cui sono ancora visibili tracce di decorazioni risalenti al 1549 circa.
Aperture straordinarie diurne:
26 e 27 settembre 2026, 10–13 e 14.30–17.30
🎟️ Ingresso con biglietto ordinario.
🌙 APERTURA STRAORDINARIA SERALE
Sabato 26 settembre 2026 inoltre il museo sarà aperto in continuità fino alle 23.15 (ultimo ingresso 22.20), con ingresso speciale a €1 a partire dalle 18.40. Sarà attivo il servizio di visite guidate con partenze alle ore 19.20, 20.20, 21.00 (servizio guida €9 a persona).
🌿 In occasione di Interno Verde, il Giardino dei Semplici sarà inoltre visitabile gratuitamente per gli iscritti al festival sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, con accesso dall'esterno (piazza Paccagnini). Negli stessi orari, l’accesso al Giardino sarà garantito ai visitatori del Museo muniti di regolare biglietto d’ingresso.
Dal Giardino dei Semplici sarà anche possibile vedere l'appena restaurato corridore, verso lago.
📍 Vi aspettiamo a Palazzo Ducale per un fine settimana alla scoperta del nostro patrimonio!
🏛️ Gli affreschi della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale
Gli affreschi, realizzati intorno al 1549, decoravano in origine l’esterno del primo teatro stabile dei Gonzaga, affacciato su piazza Castello, nell’area oggi occupata dal Museo Archeologico Nazionale.
Il teatro, ispirato ai modelli di Sebastiano Serlio, fu distrutto da un incendio nel 1588, ma le strutture portanti e le decorazioni esterne sopravvissero. Gli affreschi permettono ancora oggi di ricostruire un’architettura scandita da colonne rustiche binate e nicchie con statue, in un linguaggio che richiama l’eredità di Giulio Romano e l’ambito di Giovanni Battista Bertani.
Un dettaglio della costruzione è inoltre riconoscibile nei Fasti Gonzagheschi di Tintoretto (nell'immagine), dove è raffigurato il lato di piazza Castello con l’antico teatro.
Le decorazioni firmate “Doratti”, visibili nella prima sala, sono invece più tarde: risalgono tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando l’edificio fu trasformato in mercato dei bozzoli di seta.