27/01/2024
In un piccolo Paese, fra montagne dolomitiche e spiagge dorate, vive un popolo pacifico e povero... sono i Lucani
Il gusto della lettura e dello studio del testo che comportasse mandare a memoria nozioni o perfino espressioni (pensiamo alla poesia) è un esercizio desueto, culturalmente bollato da certo avanguardismo educativo come inutile e da intere generazioni di studenti, specialmente quelli che hanno inteso porsi sullo stesso piano degli educatori (spesso sostenuti da educatori che si sono messi sullo stesso piano degli studenti), del tutto trascurato. Meglio limitarsi all’informazione radiofonica (prima) e televisiva (poi) con la memoria del breve arco temporale della settimana. Più recentemente, la memoria mordi e fuggi dei social, leggere, scrivere, proporre invettive o riceverne, sistema infallibile per diluire nel mare magnum della rete, rendendo indistinguibile il racconto documentato dei fatti dalla rappresentazione delle opinioni, irrintracciabili i primi tra l’immensità delle seconde.
C’è, tuttavia, ancora qualche speranza che la verità resti, seppur sconosciuta, almeno conoscibile: sono gli archivi della carta scritta, i libri e le biblioteche che li ospitano. Aggiungerei anche i giornali, quelli che andavano in edicola e che, incredibile a dirsi, venivano letti tenendoli tra le mani.
La rinuncia alla lettura dai giornali di carta, vera causa della progressiva riduzione e limitazione della libertà di stampa (i lettori dei libri sono sempre pochi e sempre gli stessi, mentre i lettori dei giornali sono scomparsi del tutto!), e la progressiva chiusura delle biblioteche potrebbe anche non obbedire ad un disegno preordinato da chissà quali “poteri forti” ma, certamente, appare funzionale a chi volesse agire in proprio manipolando la percezione della realtà della gente comune e facendone uno strumento docile quanto incosciente.
Anche nella piccola Lucania (che continuano a chiamare Basilicata per cancellare ogni riferimento al popolo che la abitava) funziona così e si ripete il rito delle elezioni regionali senza che alcuno ricordi o faccia mostra di ricordare gli accadimenti degli ultimi vent’anni, le responsabilità, le promesse, gli slogan: tanto che il rito elettorale sembra interessare solo a coloro che aspirano ad un “posto” in Consiglio Regionale, di qualsiasi foggia e rilievo, ed ad una ristretta cerchia di consigliori e consiglieri che circondano questa ristretta cerchia di “eligendi” i quali, una volta eletti, sapranno ben concedere qualche fetta o qualche briciola dei vantaggi di cui continueranno a godere.
Una esperienza di “memoria”, esercitabile direttamente presso la Biblioteca Provinciale “T. Stigliani” di Matera (che raccoglie i numeri stampati di alcuni settimanali stampati tra il 2005 ed il 2013 (“Giornale della Sera”, “Il Resto”, “Buongiorno”, “L’indipendente Lucano”) e di cui esiste un archivio digitale consultabile via internet, potrebbe aiutare a ricordare le responsabilità evidenziando le criticità che hanno progressivamente e inevitabilmente affossato la Lucania (amministrativamente detta, Basilicata) e che restano i nodi da affrontare per rilanciarla, così che i nuovi (o vecchi) candidati al governo della Regione possano esprimersi su temi concreti e non sulle alchimie di alleanze (accozzaglie) di voti da ottenere dalla esigua popolazione che ritorna alle urne, così ridotta da non rappresentare nemmeno numericamente un dato statisticamente significativo se non della inconsistenza della coscienza civica.
Link utili per i più “digitali”:
https://littleswissnews.blogspot.com/
https://toghelucane.blogspot.com/
IL RESTO: http://www.piccenna.it/ir
GIORNALE DELLA SERA: http://www.piccenna.it/gds
BUONGIORNO: http://www.piccenna.it/buongiorno
L’INDIPENDENTE LUCANO: http://www.piccenna.it/il
(usando le funzioni di ricerca, nei blog oppure negli archivi dei giornali, con le parole “petrolio”, “trisaia”, “nucleare” oppure con i nomi dei presidenti regionali e dei politici lucani a Roma, potrete conoscere quello che è accaduto e quello che è in attesa di risposta da almeno vent’anni)
https://littleswissnews.blogspot.com/2015/08/la-pista-internazionale-del-delitto.html