14/10/2026
14 ottobre, ore 14:49
Un anno fa ci ha lasciati Adele Polidori, Presidente Onorario della Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli, ispiratrice, madre e moglie forte e soave, umile e fastosa, come amava definirla il suo Pino.
Insieme furono protagonisti di una storia fatta di rinunce, libertà e scelte coraggiose e importanti. Questa storia è passata anche attraverso le mani di Adele, mani instancabili, senza pretese, mani che seppero custodire, riparare, accogliere e perdonare. Per le sue mani, le mani di Adele, passarono anche l’ispirazione e il genio artistico di Pino, perché accompagnarsi vuol dire anche mettere nelle mani l’uno dell’altra ciò che si è, perché possa essere conservato e custodito.
In tempi di corsa al profitto e all’apparire, le loro figure appaiono oggi rivoluzionarie, controcorrente.
Il Maestro non era un presenzialista e non lo fu mai, ma lui e la sua Adele, con l’esempio e la testimonianza, seppero essere presenti in modo originale ogni volta che si trattò di preferire la libertà di coscienza al compromesso, il sacrificio per una giusta causa, la modestia, il rispetto degli altri, la capacità di perdonare.
Tutto questo oggi si nasconde dietro una collezione d’arte costituita dalle opere del Maestro e da un pezzo importante della storia dell’arte e della televisione italiana, ma anche da ciò che insieme seppero raccogliere per custodire frammenti d’arte, di cultura, di bellezza e di storia.
Scelsero di non lasciare ricchezze e accumuli ma testimonianze di vita, di una vita per l’Arte e la Bellezza che non possono mai autenticamente disgiungersi dal Bene e dal Vero.
Anche di questa dimensione umana e di molto altro racconterà la Collezione Museale di prossimo allestimento.
Adele non vedrà il Museo. Ma tutti i giovani e coloro che sapranno leggervi una storia italiana, rivoluzionaria e coraggiosa, fatta di mani, di occhi, di cuore e di spirito, saranno i suoi occhi, per sempre.
La Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli ne custodisce la memoria con profonda gratitudine e affetto, riconoscendo nel suo esempio umano e nella sua eredità morale una parte essenziale della propria identità e della propria missione culturale.