30/05/2026
IO È UN ALTRO
Giulia Apice, Nico Crisanti, Giuseppe Gallace, Arianna Pessina
Opening 23.06.2026 ore 16-21
Fino al 14.07.2026 dal mart al sab 14-19 o su app
Mostra e testo a cura di Cecilia Severini
La necessità di costruire e decostruire l’immagine, così come di dare forma alla tensione tra cura e lacerazione, attraversa la pratica pittorica di Giuseppe Gallace (Soverato,1993). Con una pittura evocativa e sospesa, l’artista restituisce quelle sensazioni intime e universali che accompagnano l’esperienza umana:stati emotivi difficili da definire, legati tanto alla dimensione privata quanto a quella collettiva e al rapporto tra uomo e natura. Nelle sue opere il silenzio assume una doppia natura: è delicatezza, ascolto e fragilità, ma anche forza trattenuta. Le figure umane abitano il mondo con discrezione, quasi in punta di piedi, immerse in una natura rigogliosa e vitale di cui sembrano parte integrante. La crescita della vegetazione appare viva, pulsante, capace di evocare il rumore stesso della vita nella sua fragile intensità. L’essere umano, invece, si manifesta come una presenza distante, quasi residuale,simile a un ricordo o a un’apparizione interiore. Le figure non incontrano mai direttamente lo sguardo dell’osservatore: sembrano esistere in una dimensione sospesa, separata tanto da chi guarda quanto dagli altri elementi che condividono lo spazio della tela. In questa apparente quiete emerge così una sottile tensione emotiva, dove armonia e inquietudine convivono costantemente.
1. locandina
2. Giuseppe Gallace, Tenendo il nulla, tecnica mista su tela, 40x30
3. Coprimi che anche i fiori hanno freddo, 2025, tecnica mista su tela, 40x30
4. Eredità, 2025, tecnica mista su tela, 68x48cm
5. Alberi di mandorle, 2026, tecnica mista su tela, 45x62cm
6. Disinfestazione, 2025, tecnica mista su tela, 160x120cm
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