Galleria Matria

Galleria Matria Un contenitore d’arte visiva in continua evoluzione

Così come l’integrale di Feynman somma infiniti cammini simultanei per ottenere la traiettoria finale, Boyer sovrappone ...
28/05/2026

Così come l’integrale di Feynman somma infiniti cammini simultanei per ottenere la traiettoria finale, Boyer sovrappone diversi frammenti fotografici per creare un’unica immagine. La “realtà” della fotografia emerge dalla stratificazione di possibilità visive. Sia in fisica quantistica che in arte concettuale ciò che vediamo è il risultato di un processo di relazioni e interferenze.

Andrea Boyer
Sincronie dei possibili

Fino al 30 giugno alle Galleria Matria

Grazie Manuela Accinno per questa bella intervista su Hestetika Magazine!L’arte non è solo un oggetto da guardare, ma un...
11/05/2026

Grazie Manuela Accinno per questa bella intervista su Hestetika Magazine!

L’arte non è solo un oggetto da guardare, ma una forma viva di pensiero che abita lo spazio. In questa visione, la galleria d’arte smette di essere un semplice contenitore per farsi soglia: un punto di passaggio necessario tra l’idea e lo sguardo, tra l’artista e la comunità.

Galleria Matria si configura come uno spazio critico che utilizza la fotografia come strumento di indagine, aprendosi a pratiche ibride tra scultura, collage, disegno ed editoria indipendente per esplorare i confini fluidi tra immagine e materia; promuovendo un dialogo autentico tra sensibilità diverse, italiane e internazionali.

Nelle fotografie di Giulia Soul c'è sempre qualcosa che non si vede del tutto. Non è un difetto tecnico o un vezzo piuttosto è il punto.

In "Sincronie dei possibili", Andrea Boyer opera un’ontologia del frammento che scardina l’illusione della fotografia co...
21/04/2026

In "Sincronie dei possibili", Andrea Boyer opera un’ontologia del frammento che scardina l’illusione della fotografia come specchio della realtà. L'autore ci svela che l'immagine non è una trascrizione neutra del mondo, ma un atto di sottrazione che seziona l'esperienza in porzioni spazio-temporali, interrompendo quella continuità del visibile che siamo abituati a dare per scontata. Questa operazione rivela una verità radicale: la realtà stessa non è mai univoca, bensì un mosaico instabile e una stratificazione poliedrica della percezione.

Ci troviamo così di fronte a un puzzle insolubile in cui l’oggetto, anche nella sua forma più quotidiana, resiste a ogni sintesi definitiva e richiede uno sforzo percettivo che va ben oltre il semplice riconoscimento. Boyer non analizza per catalogare o definire, ma per permettere al reale di emergere in tutta la sua instabilità. Questo approccio richiama la tensione cubo-futurista di Umberto Boccioni, dove la figura non abita passivamente lo spazio ma ne viene attraversata, moltiplicandosi in una proliferazione continua.

Ciò che emerge è una forma di fotocubismo strutturale, dove ogni frammento non serve a completare il quadro, ma a confermare l'inafferrabilità del reale. Ne deriva una configurazione aperta, un campo dove più traiettorie della visione restano attive contemporaneamente, senza mai chiudersi in una risposta rassicurante.

Andrea Boyer | Sincronie dei possibili
In mostra alla Galleria Matria

Andrea Boyer | Sincronie dei possibili In mostra alla Galleria Matria In ogni immagine abita una soglia, il punto esatto...
17/04/2026

Andrea Boyer | Sincronie dei possibili
In mostra alla Galleria Matria

In ogni immagine abita una soglia, il punto esatto in cui la visione tradisce il riconoscimento per farsi possibile.

La Torre Velasca non appare come un monolite di cemento, ma come una precipitazione fluida di stati coesistenti.

Attraverso la sovrimpressione, Andrea Boyer non documenta il reale, lo mette in tensione, trasformando un’icona milanese in una mappa del possibile. Le impalcature che fasciavano la struttura introducono un ulteriore livello di lettura: il cantiere diventa condizione di instabilità, uno spazio in cui l’edificio si scompone e lascia emergere la propria vibrazione interna.

La Torre Velasca si stratifica su sé stessa, si addensa, fino a diventare una presenza ambigua e vitale, quella “Madame Ombra” che Giovanni Testori individuava come cifra dell’artista. Le facciate frammentate, le finestre evanescenti, le linee dei tetti appena accennate suggeriscono che il familiare è instabile, stratificato.

Ciò che vediamo non è un’immagine unitaria, ma la coesistenza di possibilità simultanee, come se la forma emergesse — in senso quasi feynmaniano — dalla somma dei suoi percorsi possibili.

L’immagine di Boyer non registra un evento, ma costruisce una condizione percettiva.

Nulla dichiara esplicitamente il dramma, eppure tutto sembra attraversato da una tensione silenziosa. I bordi si dissolvono, creando una distanza sottile, abbastanza vicini da percepire l’intimità della struttura.

Il contrasto non è cromatico, ma materico, tra la densità quasi scultorea del centro e la leggerezza degli strati esterni, in un equilibrio continuo tra visibile e invisibile.

Nell’interpretazione di Boyer, la Torre diventa una superficie su cui memoria e percezione si depositano.
Un’immagine sobria e persistente, in cui anche la quiete vibra.

In Sincronie dei possibili, Andrea Boyer costruisce un paesaggio visivo che sfugge a una lettura immediata.Le immagini s...
14/04/2026

In Sincronie dei possibili, Andrea Boyer costruisce un paesaggio visivo che sfugge a una lettura immediata.
Le immagini si sovrappongono, si trattengono, si attraversano, come se ogni forma custodisse la memoria delle realtà possibili.

Andrea Boyer | Sincronie dei possibili
in mostra alla Galleria Matria!

In Synchronies of the Possible, Andrea Boyer constructs a visual landscape that resists immediate reading.
Images overlap, linger, and intersect, as if each form held the memory of possible realities.

Andrea Boyer | Synchronies of the Possible
on view at Galleria Matria

MILAN ART WEEK

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Coordinated by Associazione Arte Totale (, , )
In collaboration with

Andrea Boyer – Sincronie del possibileE se la realtà fosse fatta di infinite possibilità simultanee?Galleria Matria ospi...
05/04/2026

Andrea Boyer – Sincronie del possibile
E se la realtà fosse fatta di infinite possibilità simultanee?
Galleria Matria ospita un progetto fotografico in cui immagini stratificate trasformano il tempo e lo spazio in un percorso mentale unico. Ogni opera è un universo possibile, una traccia delle alternative coesistenti che costruiscono il visibile.

📍 Galleria Matria, Milano
Lunedì 13 aprile 2026, 18:00–21:00 (inaugurazione)

MILANO ART WEEK

Promossa da
Coordinata da Associazione Arte Totale (, , )
In collaborazione con

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Andrea Boyer – Synchronicities of the Possible
What if reality were made of infinite simultaneous possibilities?
Galleria Matria presents a photographic project where layered images transform time and space into a singular mental journey. Each work is a possible universe, a trace of coexisting alternatives that shape what we see.

Galleria Matria, Milan
Monday, April 13, 2026 | 6:00–9:00 PM (Opening)

MILANO ART WEEK

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E all’improvviso arrivò marzo. Ultima occasione per visitare la mostra di Stefania Raimondi alla Galleria Matria ! Dal l...
02/03/2026

E all’improvviso arrivò marzo.
Ultima occasione per visitare la mostra di Stefania Raimondi alla Galleria Matria !

Dal lunedì al venerdì
Galleria Matria
Via Melzo 34, Milano
+ Info in bio

Fino al 6 marzo alla Galleria Matria.Il lavoro di Stefania Raimondi si muove in una zona sottile e tutt’altro che rassic...
02/02/2026

Fino al 6 marzo alla Galleria Matria.

Il lavoro di Stefania Raimondi si muove in una zona sottile e tutt’altro che rassicurante: quella in cui la materia smette di essere solo forma e diventa campo di tensione psichica, percettiva, quasi emotiva.

Le sue opere nascono spesso da gesti minimi e ripetuti, da interventi apparentemente silenziosi che però producono uno slittamento profondo: ciò che vediamo non è mai del tutto stabile, né pienamente controllabile. Raimondi lavora con materiali e superfici che sembrano in transito, come se fossero colte in un momento di emersione o di trasformazione incompleta. Non c’è mai un’immagine chiusa; c’è piuttosto un processo che resta visibile.

Un aspetto centrale del suo lavoro è l’idea di agire nomade, l’opera non occupa lo spazio in modo monumentale o assertivo, ma lo attraversa, lo sfiora, lo mette in crisi. È uno spazio dove il peso non è fisico ma mentale.

C’è anche una forte componente legata al subconscio, non inteso in senso narrativo o simbolico, bensì come stratificazione: tracce, residui, affioramenti. Le opere di Raimondi sembrano trattenere qualcosa che non si lascia dire del tutto, e proprio per questo mantengono una tensione viva, aperta.

In sintesi, il suo lavoro non cerca l’effetto, né la spiegazione. Lavora per sottrazione, per scarti minimi, per slittamenti. Ed è lì, in quella zona fragile e precisa, che riesce a essere sorprendentemente potente.

Stefania Raimondialla Galleria Matria15 gennaio - 6 marzo 2026Le opere di Stefania Raimondi — dal disegno all’incisione ...
26/01/2026

Stefania Raimondi
alla Galleria Matria
15 gennaio - 6 marzo 2026

Le opere di Stefania Raimondi — dal disegno all’incisione — non raccontano storie compiute, ma affioramenti. Frammenti di un’esistenza interiore che prendono forma attraverso una pratica artistica insieme rigorosa e aperta all’imprevisto.

Il segno, nella sua ricerca, è una traccia di vita, un gesto che registra il tempo e l’esperienza. Raimondi lavora in ascolto della materia; la ruvidezza del gesso, la porosità della carta, le venature del legno non sono supporti neutrali, ma presenze organiche, capaci di orientare il processo e di opporre una propria memoria. Il fare artistico diventa così un dialogo, a tratti un confronto, in cui nulla è completamente deciso in partenza.

Giovedì 15 gennaio alle ore 18:30 vi aspettiamo alla Galleria Matria per l'inaugurazione della mostra di Stefania Raimon...
04/01/2026

Giovedì 15 gennaio alle ore 18:30 vi aspettiamo alla Galleria Matria per l'inaugurazione della mostra di Stefania Raimondi.

La materia attrae, le superfici trattengono lo sguardo.
I legni segnati, le epidermidi del supporto, le tracce del tempo si offrono senza clamore.
È una pulsione primaria, silenziosa, che invita a restare, ad avvicinarsi, ad ascoltare.
Poi qualcosa muta.
Il segno si addensa, il carbone scurisce, l’incisione scava.
Non c’è rottura, non c’è dramma.
C’è profondità.
La figura si ritrae, si deposita, si fa memoria.
Nel lavoro di Stefania Raimondi non esistono opposizioni nette.
La vita della materia contiene già la sua fragilità,
e la fragilità diventa ritmo, struttura, presenza.
Ogni tavola è un passaggio: tra ciò che è stato e ciò che resta,
tra il corpo e la sua traccia,
tra il gesto e il tempo che lo assorbe.
Tutto rimane in equilibrio, sospeso.
Come una presenza che si allontana, un’ eco che risuona.

Opening
15 Gennaio
ore 18:30
Galleria Matria
Via Melzo 34, Milano
Mostra di Stefania Raimondi
A cura di Liana Solis

Indirizzo

Via Melzo 34
Milan
20129

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 11:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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