16/10/2023
David Berkovitz (pseudonimo) nasce a Bologna il 24/04/1978 da madre bolognese e padre calabrese.
Autodidatta, negli anni di scuola superiore scopre il rap, il writing e più generalmente l’Hip Hop, movimento
nuovo d’oltreoceano che raduna diverse discipline. Inizia a dipingere per strada lavori illegali come era uso
in quei tempi tra gli artisti emergenti per mostrare alla stessa sub cultura la propria identità, il proprio
coraggio e la propria tecnica. Il periodo che va dal 1992 al 1994 lo vede compreso nella scena nascente, e in
misura non autorizzata lavora la notte con dedizione e costanza. Dal 1994 al 1996 seguono due anni di
stallo artistico in cui si dedica soprattutto a conoscere la vita nelle sue sfaccettature edonistiche, tema a lui
caro che non abbandonerà più. Dal 2000 al 2009 suona e compone assieme alla sorella. Parallelamente
scopre l’amore per la lettura e per la cultura, inteso come cultivar e come mezzo per accrescere sé stesso.
Nel 2009 la Band si scioglie e lui torna al primo amore: il disegno e la costruzione.
Riferimenti come Giorgio de Chirico, Morandi, Guttuso, Scanavino, piuttosto che Scajola, Rothko Malevic
Mondrian, Castellani, Manzoni, ma anche i futuristi, come Depero, Balla o Boccioni, fino ad arrivare agli
informali o a Burri e al grande Fontana, sono solo alcuni degli Artisti che Berkovitz vede come Icone Sacre
da cui attingere piacere, ancora prima che sapere.
Nel 2011, grazie ad un’intuizione conseguenziale ad un momento di elucubrazione dei suoi, nasce il cubo di
Berkovitz. *rif1- Questo è l’elemento che lo porterà con furore, verso una produzione nuova, che diventa
una necessità ed un riparo dalle difficoltà che la vita comincia a presentargli, in quanto lo stesso sa, di
bruciare la sua candela dai due lati. Da questo momento l’arte visiva sarà alcova, sorgente e fuoco che gli
permetterà di allontanarsi dalla strada che aveva intrapreso, e se anche non pedissequamente seguita, la
stessa sarà salvifica per l’artista.