Benvenuto alla Sala dei Templari, luogo ricco di storia e di arte. Affacciata sul mare, la Sala narra le vicende della città di Molfetta e l'importanza del centro abitato tra i numerosi porti marittimi che consentivano di attraversare l’Adriatico e quindi dirigersi in Terra Santa o verso il Mediterraneo. La Sala dei Templari sorge nei pressi del luogo dove tra il 1085 e il 1089 fu costruita una ch
iesetta dedicata a San Nicola. Questa piccola chiesa venne ceduta nel 1204 all’Ordine dei Cavalieri Templari, che in locali adiacenti, proprio quelli della Sala, costruirono la domus, sede e luogo di residenza dei cavalieri. I primi documenti che assegnano proprietà fondiarie ai Templari nel nostro territorio risalgono al 1148, con il riferimento a un oliveto in località Vaditello. Nel 1312 l’Ordine fu soppresso e le sue proprietà vennero trasferite dal Papa ai cavalieri dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. La chiesa di San Nicola e la domus diventarono una commenda dell’Ordine di S. Giovanni alle dipendenze della precettoria di Santa Maria di Sovereto a Terlizzi. La proprietà di questi ambienti passò di mano in mano fino a che, dopo varie vicende storiche che si susseguirono nei secoli, all’inizio dell'Ottocento la proprietà della chiesa e della domus venne acquistata dal Comune di Molfetta, che la trasformò nella sede dell’archivio comunale. La domus venne quasi completamente demolita e al suo posto, nel 1811, venne realizzato il Teatro Civico, voluto dal sindaco Felice Fiore. Nella seconda metà del Novecento vennero effettuati i veri primi restauri e la struttura, i cui elementi architettonici sono segni evidenti di interventi realizzati in momenti diversi e per differenti finalità, è stata destinata a diventare contenitore culturale, in particolare esposizioni di mostre d’arte contemporanea. La Sala dei Templari è un ambiente composto da due gallerie parallele, sormontate da archi a tutto sesto e da volte a botte e a botte ribassata e da un caratteristico soffitto a cupola ribassata. All'interno della Sala si possono osservare a destra della passerella un vano interrato intonacato e tracce di antica pavimentazione a cerchi concentrici. Dall’altro lato della Sala si possono notare numerose zone in cui sono presenti tracce di pavimentazione con acciottolato, posato sulle creste dei muri verticali del vano interrato. Questi elementi fanno ipotizzare che si tratti di una parte della cinta muraria fortificata che si doveva trovare all’interno o nei pressi del complesso templare. Le tracce di muratura o di basolato potrebbero essere riferibili alla domus, il vano intonacato poteva essere una cisterna o un deposito. In prossimità dell’uscita si scorgono le evidenze archeologiche emerse durante i lavori di ristrutturazione degli anni 2000: un tratto di muraglione a scarpata che si prolunga sotto la pavimentazione del locale adiacente.