Museo 1914-1945

Museo 1914-1945 La pagina ufficiale del Museo 1914-1945 di Montecchio Maggiore.
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Il Museo Civico delle Forze Armate 1914-1945 si prefigge di
incentivare la conoscenza della Storia delle Forze Armate e dei fatti accaduti tra il 1914 ed il 1945, promuovendo adeguate iniziative, incentivando e sviluppando la ricerca storica, organizzando e dirigendo studi, convegni ed esposizioni.

Art. 12 - La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali d...
02/06/2026

Art. 12 - La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Lo sapevi che i tre colori della Bandiera Italiana simboleggiano i più alti valori su cui è stata edificata l’Unità d’Italia?

Le origini della bandiera vanno ricercati nei vessilli reggimentali dei reparti lombardi durante la Campagna Napoleonica in Nord Italia: il bianco ed il rosso comparivano nell’antico blasone comunale della città di Milano, il verde era il colore delle uniformi della Milizia Cittadina.

Tali colori apparvero in una coccarda sembra per la prima volta a Genova nel 1789 vennero in seguito riportati sulle bandiere della Legione Italiana e di qui vennero adottati per la Repubblica Cispadana.

La Bandiera Tricolore venne poi usata durante l’epopea Risorgimentale e quindi, per continuità e consuetudine venne adottata dal neonato Regno d’Italia nel 1861.

Tuttavia, la formalizzazione vera della Bandiera, definita per legge, avvenne soltanto nel 1925 (ovviamente con la presenza dello stemma reale).

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo del 19 giugno 1946 stabilì la foggia della nuova Bandiera (da cui venivano rimossi i simboli Regi), confermata dall’Assemblea Costituente ed inserita nell’articolo 12 della Carta Costituzionale.

Il vessillo oggi è costituito da tre bande verticali di colore verde felce, bianco acceso e rosso scarlatto.

I colori rappresentano: (verde, diritti naurali: libertà ed uguaglianza, bianco: la fede e la purezza, rosso: il sacrificio) ma, per la popolazione andarono presto ad identificare: la speranza (verde) la fede (bianco) e l’amore (rosso).

Ci sono anche altre interpretazioni in cui il verde è il colore dei prati delle pianure e delle colline nonché della macchia mediterranea, il bianco il colore delle nevi della Alpi ed Appennini ed il rosso il sangue dei martiri e di coloro che erano morti per il Paese.

Resta, almeno per noi, la bandiera più bella del Mondo.

Buon 2 giugno a tutti!

E oggi ci troviamo dietro a una mitragliatrice.... riuscite a individuare di che cosa si tratta?
30/05/2026

E oggi ci troviamo dietro a una mitragliatrice.... riuscite a individuare di che cosa si tratta?

Vi ricordiamo che domenica e lunedì il Museo sarà aperto con i consueti orari. Saremo invece chiusi Martedì 2 giugno.
30/05/2026

Vi ricordiamo che domenica e lunedì il Museo sarà aperto con i consueti orari.

Saremo invece chiusi Martedì 2 giugno.

Save the date...
29/05/2026

Save the date...

Volete vedere la nostra BMW R75 come non l'avete mai vista?Alcune settimane fa abbiamo avuto il grande piacere di avere ...
29/05/2026

Volete vedere la nostra BMW R75 come non l'avete mai vista?

Alcune settimane fa abbiamo avuto il grande piacere di avere ospiti in Museo i dottorandi del Digital Heritage Science dell'ABAVR - Accademia di Belle Arti di Verona coordinati dal professor Stefano Marziali.

Il Museo, grato per questa importante collaborazione, ha messo a disposizione alcuni oggetti facenti parte delle Collezioni per un progetto di acquisizioni fotogrammetriche e modelli tridimensionali ad alta risoluzione di materiale di interesse storico, con finalità di studio, conservazione digitale e divulgazione.

Condividiamo con grande piacere il link per poter osservare l'interessantissimo lavoro svolto (in questo caso sul sidecar BMW R75 che potrete esaminare letteralmente da ogni angolazione).

L'auspicio è che questa sia solo la prima fase di una collaborazione tra Enti della Cultura proficua e a disposizione di tutti.

https://sketchfab.com/3d-models/motocicletta-con-sidecar-bmw-r-75-wehrmachtsges-00f95705af004af9a558141f2ce525fd

"Ogni esercito dovrebbe avere migliaia di questi cani pronti per il più grande e pietoso dei servizi. Perché il cane può...
29/05/2026

"Ogni esercito dovrebbe avere migliaia di questi cani pronti per il più grande e pietoso dei servizi.

Perché il cane può fare ciò che nessun uomo può.

Può muoversi in mezzo ai proiettili e granate celermente e in condizioni tali che l’uomo sarebbe sicuro di morire.

Riesce a trovare il ferito con il suo sovraumano senso dell’olfatto, distinguendo i vivi dai morti.

Può portare acqua e corroboranti al soldato colpito e poi, riportando l’elmetto, o un altro oggetto, informare i suoi padroni della presenza del ferito e dopo, quando la strada diventi sicura, guidarli sul posto.

Non passa giorno sui fronti francesi e belgi che un cane, passando sotto silenzio nei bollettini, sfidi il fuoco delle granate e dei proiettili nell’adempimento del suo dovere e forse nel sacrificio della sua vita nell’eroica impresa".

The Red Cross Magazine, 1917

28/05/2026

Un oggetto che conoscono tutti, il bossolo. Ma forse non tutti sanno perché si chiama così.

Prima e dopo...Oggi condividiamo una rara Fotoelettrica Terrestre R.M. del 1939.Prodotta dalle Officine Galileo la fotoe...
28/05/2026

Prima e dopo...

Oggi condividiamo una rara Fotoelettrica Terrestre R.M. del 1939.

Prodotta dalle Officine Galileo la fotoelettrica servì per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale nella zona di Venezia.

Pesante quasi 2 tonnellate il diametro dello specchio misura un metro e mezzo e la potenza della lampada era di 19,2 KW con intensità di corrente a 240 AMP.

Ogni fotoelettrica era composta oltre che dal proiettore anche di una colonnina di puntamento, un ascoltatore ed un gruppo elettrogeno.

I proiettori da ricerca furono usati massicciamente per la difesa da attacchi aerei notturni o per il controllo delle acque. Generalmente una stazione era composta da tre postazioni in grado di illuminare fino a 5 km di distanza.

Nelle immagini la fotoelettrica prima e dopo l'importante intervento manutentivo.

Il modello visibile, recuperato dall’ANMI di Schio presso l’Arsenale di Venezia alla fine degli anni Ottanta, è esposto al Museo a seguito di un accordo con Comune di Schio con beneplacito dell’ANMI.

Ve lo ricordate il “cubo”? Ovviamente stiamo parlando dell’unico modo in cui ci si doveva preparare il letto (meglio, la...
27/05/2026

Ve lo ricordate il “cubo”?

Ovviamente stiamo parlando dell’unico modo in cui ci si doveva preparare il letto (meglio, la branda) durante il servizio militare.

Fare il cubo significava piegare le lenzuola e le coperte con un sistema geometrico quasi perfetto formando un solido dagli spigoli netti da posare sopra al materasso, anch’esso piegato o arrotolato.

Il lavoro finale fatto quasi sempre con pochissimo tempo a disposizione doveva essere caratterizzato grande disciplina e simmetria, con angoli retti a 90°.

Oggi non si può che associare il cubo alla naja e alla vita in caserma soprattutto dopo il 1946.

Ma vi siete mai chiesti l’origine del cubo?

In effetti il discorso va preso alla lontana e grossomodo si può far risalire al XIX Secolo quando gli eserciti si evolsero divenendo di massa.

Le grandi camerate molto spesso arredate con letti in pagliericcio erano ambienti insalubri dove facilmente proliferavano parassiti di vario genere (cimici del letto o pidocchi).

Ci si accorse che coprire il materasso con le coperte usate la notte tratteneva l'umidità e il sudore, favorendo i batteri. Per motivi sanitari i regolamenti cominciarono a imporre di evitare di rifare il letto lasciando invece il materasso scoperto e all’aria per tutta la giornata proprio per farlo letteralmente “respirare”.

Tuttavia, non poteva andare, il senso di disordine che ne nasceva all’interno delle camerate diveniva inaccettabile e quindi si diedero nuove disposizioni in cui lenzuola e coperte dovevano essere piegate in modo geometrico separate dal materasso, secondo precisi regolamenti.

Nondimeno rifare con ordine la branda presto assunse una duplice valenza: veniva certamente migliorato l’igiene ma al contempo si imponeva al soldato un rigido schema di disciplina e precisione.
Fare la branda in modo uniforme, standardizzato, forgiava quindi anche il militare che perdeva da subito le abitudini personali partendo dalla prima attività della giornata e da uno degli oggetti più intimi, il letto.

Ovviamente per quanto sopra, pur con tutte le differenze del caso, il cubo” o cose analoghe non sono prerogativa italiana. In Francia, ad esempio, si parla di Lit au carré (il letto al quadrato).

Nella foto degli anni Trenta, il carrista Giovanni Cracco (MOVM) con la branda rifatta.

Loading...In molti ci chiedete quando faremo la prossima movimentazione dei mezzi del Museo. Ormai ci siamo, a fine giug...
27/05/2026

Loading...

In molti ci chiedete quando faremo la prossima movimentazione dei mezzi del Museo.

Ormai ci siamo, a fine giugno, muoveremo i veicoli pesanti del Museo e sarà un'occasione del tutto speciale e con una grande sorpresa.

Presto condivideremo le date e maggiori informazioni!

Indirizzo

Via Del Lavoro 66
Montecchio Maggiore
36075

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00
Domenica 09:00 - 12:00

Sito Web

https://www.facebook.com/museodelleforzearmate/subscribe/, https://www.tiktok.com/login?re

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