22/06/2026
Cavalluccio marino Longobardo - VII sec d.C.
La tomba 10, datata alla metà del VII secolo, si inserisce in un’area occupata in precedenza da un complesso rustico romano ancora riconoscibile e riutilizzato, già antica anche per i Longobardi. Qui viene deposto un individuo di rango elevato, accompagnato da un corredo funerario articolato – armi, cinture decorate, oggetti personali – fra cui spicca un piccolo utensile in ferro, la cui estremità prende la forma di un cavalluccio marino.
Non conosciamo con certezza la funzione di questo reperto: potrebbe essere stato un acciarino, strumento utilizzato per produrre scintille battendo il ferro contro una pietra e accendere il fuoco, oppure un attrezzo legato alla cura dei cavalli (ambito centrale nella cultura longobarda), come la pulizia degli zoccoli. L’assenza di confronti perfettamente sovrapponibili non consente infatti una definizione univoca.
La figura del cavalluccio marino – o ippocampo – è un motivo noto nell’arte longobarda, soprattutto nelle decorazioni degli scudi cerimoniali. La presenza della decorazione zoomorfa suggerisce una sovrapposizione tra funzione e significato: l’oggetto non è solo utile, ma anche portatore di un segno riconoscibile, forse legato al ruolo, allo status o alle credenze del proprietario.
👉 La collana è uno dei reperti del Museo Zannato selezionati per il concorso Relics & Comics
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