Museo del Termalismo antico e del territorio
Progetto Aquae Patavinae
Dipartimento dei Beni Culturali - Università degli Studi di Padova
Città di Montegrotto Terme Lo storico edificio che sorge ai piedi del monte Alto, noto con il nome di Rustico di Villa Draghi, ospita il Museo del termalismo, frutto di un progetto di ricerca che l’Università di Padova, in collaborazione con la Soprintendenza Ar
cheologia, Belle Arti e Paesaggio e il Comune di Montegrotto Terme, sta portando avanti da molti anni. La sua realizzazione è stata possibile grazie ad importanti finanziamenti messi a disposizione dall’Università di Padova, dalla Regione Veneto, dalla Fondazione Cariparo, dal MIUR, ma soprattutto da Arcus (ora Ales). Il Museo, che si articola su due piani, intende presentare al pubblico i molteplici e diversificati aspetti dello sfruttamento dell’acqua termale in età romana. Il percorso comprende diverse sezioni: nelle sale al pianterreno si illustra il fenomeno della formazione delle acque termominerali attraverso pannelli esplicativi e una sala immersiva all’interno della quale il visitatore può comprendere come le acque, dopo aver compiuto un lungo percorso nelle viscere della terra, risalgono in superficie a varie temperature, arricchite dei preziosi minerali che le rendono così benefiche per la salute. Un breve video illustrativo del territorio euganeo introduce alla riscoperta delle antichità, in una sequenza diacronica che inizia dall’età protostorica, con le centinaia di ex voto fittili e in bronzo, che attestano una devozione intensa e continua. Il percorso prosegue con l’età romana, quando le Aquae Patavinae divennero un rinomato luogo di cura e benessere che poteva competere con i grandi centri dell’area centro e sud italica. Le diverse fasi sono illustrate anche attraverso plastici, ricostruzioni e calchi di manufatti conservati altrove, come la grande statua di dignitario, oggi al Museo Archeologico di Venezia, oppure le numerose iscrizioni votive, funerarie o pubbliche, provenienti dal territorio oggi dislocate in diversi musei, anche fuori Regione, e che per la prima volta si trovano riunite in un'unica sede. La sala principale è dedicata alla villa di via Neroniana, presentata anche attraverso una ricostruzione virtuale della struttura e dei suoi giardini. Sono esposti alcuni materiali rinvenuti nel corso degli scavi, che attestano la ricchezza dell'edificio; tra questi si segnalano frammenti di decorazione architettonica e statuaria, oltre agli straordinari elementi decorativi appartenenti probabilmente ad un mobile realizzato con l'impiego di pietre preziose. Avviandosi verso l’uscita il visitatore ha modo di confrontarsi anche con le importanti testimonianze del periodo post antico (resti di capanne, alcune sepolture, un grande edificio che documentano una fase quasi inedita nel territorio di Montegrotto. Ma la storia di Aquae Patavinae non poteva concludersi senza uno sguardo alla feconda fase della riscoperta del valore delle acque termali, che coincide con l’inizio di un nuovo approccio scientifico allo sfruttamento della preziosa risorsa, in cui l’Università di Padova ebbe un ruolo determinante, con personalità come quella di Salvatore Mandruzzato. Il Museo dispone anche di una sala didattica attrezzata per attività educative per laboratori dedicati a scuole e famiglie ed è in rete con le tre aree archeologiche visitabili di Montegrotto Terme.