“Il museo etnografico è un luogo di resistenza e di resilienza, di immaginazione e di riscatto, presidio della diversità culturale, della memoria e dei saperi del territorio”
(Pietro Clemente)
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Il museo civico è nato nel 2000, ed ha ottenuto dalla Regione Campania il riconoscimento di "museo di interesse regionale" ai sensi della L.R. 12/05, nel 2010, quando ha assunto anche la denomina
zione di "etno-antropologico", in coerenza con le tipologie museologiche. Dal 2017, il museo ha ricevuto in dono una importante collezione storico-artistico destinata ad essere allocata nelle sale del palazzo Gerbasio, ampliando, così, le categorie museologiche di riferimento e dando al Civico una connotazione ancor più ricca e interessante. La sezione etno-antropologica espone una cospicua collezione di oggetti oltre che di testimonianze della cultura materiale, sociale e antropologica di Montesano sulla Marcellana e dell'intero territorio del Vallo di Diano. Col passare del tempo e dopo una prima azione culturale "spontanea" di raccolta delle emergenze culturali materiali e immateriali locali, fino a quando la mole e l'importanza non stimolò la naturale scelta di approdare ad una sua musealizzazione stabile. Il museo, pertanto, da spazio di conservazione delle memorie di un luogo e di una comunità, ha assunto sempre più il ruolo di protagonista attivo della vita culturale cittadina e territoriale, ponendosi, grazie ad un gestione e una direzione attenta e dinamica, come quell' "entità diffusa e permeabile" capace di produrre cultura e sapere in un continuo scambio con gli attori del territorio. Questo ruolo il museo non lo svolge solo con un'attenzione alla cura e alla valorizzazione delle collezioni, ma anche stimolando i confronti, le ricerche, gli studi che in continuità e coerenza con l sua identità museologica, si sono imposti come forme di attività politica culturale locale territoriale. La collezione qui allestita presenta oggetti facenti parte della storia socio -antropologica locale sviluppatasi a cavallo tra XVIII e il XX secolo. Tutte le categorie della vita singola o di comunità è qui presente, in insiemi di oggetti, che nel tempo sono rimasti stabili nelle loro categorie formali, anche se lentamente si è trasformato il mondo al quale appartenevano. Gli oggetti esposti, nati tutti per una funzione di uso e così tramandati nel tempo, una volta musealizzati assumono un valore simbolico e di "testimonianza di civiltà", solo se mantengono leggibile la loro originaria funzione. Per tale ragione nell'assetto del museo i pezzi sono esposti in modo da rendere comprensibili le sottili trame di significato e di utilizzo che li legavano al loro universo originario. La sfida che il museo ha accolto è quella di farsi partecipe dei processi di costruzione identitaria sulle cui dinamiche si struttura lo sviluppo di una comunità e quindi quali "memorie collettive". Fare museologia antropologica significa agire in forme partecipate agli sforzi di costruzione di nuove "comunità di memoria"(Pietro Clemente). L'identità e la memoria non sono oggetti statici da contemplare, ma segni tangibili sui quali costruire e ricostruire nuove forme di aggregazione sociale e di comunità, nuovi scenari di sviluppo capaci di tenere nel proprio orizzonte di senso il territorio e la memoria come serbatoio da cui trarre ispirazione e idee. L' alleanza educativa tra scuola e territorio impone a un soggetto museale di offrirsi alle nuove generazioni non solo come luogo di conoscenza, ma anche e soprattutto come soggetto propositivo nella costruzione di nuove forme di didattica partecipata. Pertanto, il museo non poteva mancare di essere partener attivo nell'offerta formativa degli Istituti scolastici, che insistono sul territorio. Inoltre, la direzione museale ha avviato in collaborazione sia con le Università UniNa "Federico Il" e "L'Orientale"; UniSa/Dispac e UniBas/CID sia con alcuni degli Istituti scolastici d'istruzione superiore presenti nel Vallo di Diano e a Montesano sulla Marcellana in particolare. Progetti che hanno visto professionisti e volontari del museo lavorare con docenti e discenti in percorsi di conoscenza e di approfondimento degli aspetti della civiltà materiale, linguistica e culturale del luogo, secondo forme di didattica laboratoriale e attiva.