Se New York ha il Moma, Monza ha il mimumo. E’ un Museo da Guinnes dei primati: 2,29 metri quadrati di superficie, aperto 365 giorni all’anno, ventiquattro ore su 24. Il mimumo si trova non in un posto qualunque, ma al piano terra della Casa della Luna Rossa, una delle abitazioni è antiche di Monza, che dal ‘300 è affacciata in vicinanze sulla centralissima piazza Duomo. L’idea del mimumo è di Luc
a Acquati (la proprietà) architetto: ”Vogliamo dare una vetrina ai giovani e meno giovani TALENTI esponendo opere, installazioni, video d’artista e tutti i linguaggi dell’arte conosciuti e ... sconosciuti, solamente per una settimana” e di Felice Terrabuio, architetto con streetartpiu, Associazione che valorizza giovani talenti. C'è posto per tutti, se ci sono idee e genialità. mimumo “Casa della Luna Rossa”:
Esiste un legame indissolubile tra il micro e il macrocosmo, tra il minimalismo di uno spazio espositivo incastonato in una fenditura del centro storico e il potenziale espansivo generato dalla folgorazione improvvisa che dalle sinapsi della mente dell’artista si lancia alla ricerca dell’emozione infinita della bellezza. mimumo è una casa di vetro per l’arte, una wunderkammer in vetrina, un monolite di meraviglie aperto sullo curiosità della città. Il dono dell’arte in un micro teatro pubblico, una caleidoscopica lanterna magica aggettante sull’anemia della città. Dal luogo riservato e intimo dell’arte concettuale una domanda sul senso oltre lo spleen e la malinconia, alla ricerca di un’arte sociale perduta perché l’arte è risposta individuale a domande collettive. Una cabina minimalista, un contenitore di idee in movimento, un affaccio sullo sguardo di passaggio. Pensieri che navigano in un acquario di reminiscenze da ripescare nel futuro, perché l’arte è sempre contemporanea al futuro. Un involucro di protezione messo a disposizione, perché l’arte si protegge solo offrendola in dono. Lasciarsi contagiare dall’energia simbolica, generando nuovi sguardi, educando i propri sensi all’insolito e favorendo nuove abitudini mentali, senza arrendersi alla latitanza della cultura: perché il sonno dell’attenzione genera mostri di noia. mimumo è un luogo eccentrico, trasparente e permanente, capace di dialogare con le pietre più nobili ed antiche della città, catalizzando un campo di forze creative e rigenerando una qualità dello spazio urbano come luogo di meditazione inattesa. L’insorgere di improvvise occasioni di bellezza gratuita. La riscoperta della dimensione urbana come luogo privilegiato dell’azione artistica, dell’arte come naturale baricentro delle contraddizioni dello spazio sociale. Un contenitore di materia, luce, forma, ossigeno immaginativo. Un campo di azione per interrogarsi sul senso e risvegliare una sensibilità consapevole, un territorio di sfida per gli artisti, per imparare a reggere l’urto delle interpretazioni dei cittadini, perché le trovate apparentemente assurde e le scommesse paradossali dell’arte contemporanea sono autentiche bussole per trovare una via d’uscita dal caos. Vittorio Raschetti