Museo Cappella Sansevero

Museo Cappella Sansevero Cristo velato
Gioiello d'arte barocca nel cuore di Napoli
Molto altro da svelare
(1402)

Situato nel cuore del centro antico di Napoli, il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s’intrecciano creando qui un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo. Con capolavori come il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa “tessitura” del velo marmoreo, mer

aviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l’ingegno umano abbia mai concepito. Un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Nei giorni scorsi il Museo Ca****la Sansevero ha ospitato una speciale visita guidata solidale promossa da ANT in Campan...
17/06/2026

Nei giorni scorsi il Museo Ca****la Sansevero ha ospitato una speciale visita guidata solidale promossa da ANT in Campania, realtà impegnata da anni nell'assistenza domiciliare gratuita ai malati oncologici e nei programmi di prevenzione oncologica sul territorio.

L'iniziativa ha offerto ai partecipanti l'opportunità di scoprire uno dei luoghi più significativi del patrimonio artistico napoletano e internazionale, accompagnati in un percorso tra arte, storia e cultura alla scoperta dei capolavori custoditi nella Ca****la, a partire dal celebre Cristo velato di Giuseppe Sanmartino.

La visita ha rappresentato anche l'occasione per approfondire la figura di Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, raffinato intellettuale, mecenate e protagonista della cultura europea del Settecento, la cui visione continua ancora oggi a suscitare interesse e meraviglia nei visitatori provenienti da tutto il mondo.

Siamo lieti di aver sostenuto un'iniziativa che ha unito la valorizzazione del patrimonio culturale a un importante obiettivo sociale, confermando come i musei possano contribuire a creare connessioni tra patrimonio culturale, cittadinanza attiva e solidarietà.

Grazie alla Fondazione ANT e a tutti coloro che hanno scelto di prendere parte a questa esperienza, contribuendo con la loro presenza a sostenere questa causa.

Credits ph: 327 Collective

Una prospettiva inedita del Cristo velato.Ogni giorno migliaia di visitatori si soffermano davanti al capolavoro che Giu...
15/06/2026

Una prospettiva inedita del Cristo velato.

Ogni giorno migliaia di visitatori si soffermano davanti al capolavoro che Giuseppe Sanmartino realizzò nel 1753, ammirandone il celebre velo marmoreo e la straordinaria intensità espressiva. Eppure, anche un'opera così nota può sorprendere quando viene osservata da un punto di vista diverso da quello abituale.

L'immagine, infatti, mostra il Cristo velato dall'alto, secondo una prospettiva che il pubblico non può normalmente sperimentare durante la visita. Un punto di vista che mostra il virtuosismo tecnico del velo, ma anche la costruzione complessiva della scultura.

Osservata da questa angolazione, l'opera rivela infatti nuovi equilibri compositivi. Il corpo di Cristo appare nella sua interezza, mentre il sudario marmoreo disegna una trama di pieghe, trasparenze e chiaroscuri che accompagna lo sguardo lungo tutta la figura. Dettagli che spesso passano inosservati diventano improvvisamente evidenti, offrendo una nuova occasione per apprezzare il talento di Sanmartino.
Cambiare punto di vista significa spesso cambiare ciò che vediamo. E il Cristo velato, dopo oltre due secoli, continua ancora a sorprendere.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Marco Ghidelli

Dal 12 al 14 giugno ricorrono le Giornate Europee dell'Archeologia, cui il Museo Ca****la Sansevero partecipa idealmente...
12/06/2026

Dal 12 al 14 giugno ricorrono le Giornate Europee dell'Archeologia, cui il Museo Ca****la Sansevero partecipa idealmente con una riflessione sul dialogo tra passato e presente.

Può sembrare sorprendente associare il Museo Ca****la Sansevero all'archeologia. Le sue origini barocche e i suoi straordinari capolavori settecenteschi sembrano infatti appartenere a un universo molto distante da quello dei reperti antichi, degli scavi e delle testimonianze del mondo classico. Eppure, osservando con attenzione alcuni dettagli scopriamo l'esatto contrario.

Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, fu una delle personalità più originali e lungimiranti del Settecento europeo. Uomo di scienza, sperimentatore, inventore e raffinato intellettuale, mostrò più volte la capacità di anticipare idee e sensibilità che sarebbero diventate centrali soltanto negli anni successivi.

Tra le sue invenzioni più affascinanti, infatti, vi è il celebre pavimento labirintico della Ca****la, progettato come parte integrante del complesso percorso allegorico che caratterizza il tempio gentilizio dei Sansevero. Realizzato da Francesco Celebrano a partire dalla metà degli anni Sessanta del XVIII secolo, il pavimento era costituito da elaborate tarsie marmoree policrome attraversate da una linea continua di marmo bianco, priva di interruzioni e giunture visibili.

Sebbene il crollo del 1889 abbia compromesso gravemente l'opera originale, oggi alcuni frammenti sono ancora conservati all'interno del Museo e testimoniano la straordinaria complessità del progetto. Il motivo decorativo alternava croci gammate e quadrati concentrici, creando un effetto ottico di profondità e movimento che trasformava la navata in un vero e proprio percorso simbolico verso la conoscenza.

Proprio quella linea continua che attraversava il pavimento sembra richiamare un celebre motivo dell'antichità romana: il meandro prospettico, uno straordinario mosaico del I secolo a.C., di cui un esemplare è oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Un dettaglio che suggerisce come l'interesse per il mondo antico e per i suoi linguaggi figurativi fosse già presente nel pensiero del principe, ben prima che l'archeologia diventasse una disciplina di moda o moderna.

In occasione delle Giornate Europee dell'Archeologia, questo dialogo tra il Settecento e l'antichità ci ricorda come la conoscenza si costruisca spesso attraverso connessioni inattese, tra passato e futuro.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.

Tra i monumenti più antichi conservati nella Ca****la Sansevero vi è quello dedicato a Paolo di Sangro, secondo principe...
11/06/2026

Tra i monumenti più antichi conservati nella Ca****la Sansevero vi è quello dedicato a Paolo di Sangro, secondo principe di Sansevero.

Attribuita a Michelangelo Naccherino e realizzata tra il 1609 e il 1615 circa, la scultura rappresenta il principe nelle vesti di un centurione romano, un richiamo al prestigio acquisito durante le campagne di Spagna al servizio di Filippo III.

La lancia spezzata e il cimiero piumato ai piedi della figura diventano simboli della sua carriera militare e della fama conquistata in vita. Il rigore compositivo e la sobrietà dell'opera la distinguono dalle più elaborate creazioni barocche che caratterizzeranno la Ca****la nei decenni successivi.

L'opera permette di comprendere le origini della memoria dinastica della famiglia di Sangro e di osservare una fase della Ca****la precedente alle straordinarie trasformazioni volute da Raimondo di Sangro nel XVIII secolo.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Tra i grandi protagonisti della pittura del Settecento napoletano, Francesco De Mura occupa un posto di assoluto rilievo...
10/06/2026

Tra i grandi protagonisti della pittura del Settecento napoletano, Francesco De Mura occupa un posto di assoluto rilievo. Allievo di Francesco Solimena e artista apprezzato dalle più importanti committenze religiose e aristocratiche del suo tempo, contribuì in maniera decisiva alla diffusione del linguaggio rococò a Napoli e nel Regno.

Al Museo Ca****la Sansevero è possibile ammirare un'opera che testimonia in modo significativo il suo talento: il Ritratto di Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Per lungo tempo il dipinto fu identificato genericamente come il ritratto di un cavaliere dell'Ordine di San Gennaro. Studi recenti hanno invece proposto con convinzione il riconoscimento di Raimondo di Sangro, grazie al confronto con altre immagini storicamente note del principe e con le descrizioni lasciate dai suoi contemporanei.

L'opera mostra Raimondo in abbigliamento militare, ricordandone il ruolo di colonnello al servizio di Carlo di Borbone e il suo legame con alcuni dei principali avvenimenti della storia del Regno di Napoli.
Lo sguardo attento, l'espressione vivace e il lieve sorriso restituiscono un'immagine più complessa e umana del personaggio, capace di evocare il pensatore, il mecenate e l'uomo di cultura che contribuì a rendere celebre la Ca****la Sansevero.

Questo dipinto rappresenta anche un'importante testimonianza dell'arte di Francesco De Mura ritrattista, un aspetto della sua produzione ancora oggi oggetto di studio. Attraverso una pittura luminosa, raffinata e attenta alla resa psicologica dei soggetti, l'artista seppe rinnovare il ritratto aristocratico napoletano, dialogando con le più aggiornate tendenze artistiche europee del suo tempo.

Osservare oggi questo ritratto significa riscoprire il talento di uno dei maggiori interpreti del Rococò napoletano, protagonista di una stagione artistica che ha contribuito a definire l'identità culturale della Napoli del Settecento.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Quando si parla della Ca****la Sansevero, l'attenzione si concentra quasi sempre sul principe Raimondo di Sangro, figura...
08/06/2026

Quando si parla della Ca****la Sansevero, l'attenzione si concentra quasi sempre sul principe Raimondo di Sangro, figura che ancora oggi continua ad affascinare studiosi e visitatori. Tuttavia, per comprendere pienamente il contesto culturale e familiare nel quale egli si formò, è necessario guardare anche alle personalità che ne influenzarono la crescita.

Tra queste, Niccolò Gaetani dell'Aquila d'Aragona (1644–1741), nonno materno del principe Raimondo. Nato all'Aquila in una delle più antiche famiglie nobiliari del Regno, studiò presso l'Università di Napoli, dove entrò in contatto con alcuni dei più importanti intellettuali dell'epoca, tra cui Giambattista Vico. Parallelamente intraprese la carriera militare al servizio di Carlo II di Spagna e del Regno di Napoli, raggiungendo il grado di tenente generale. Nel 1715 l'imperatore Carlo VI gli conferì il titolo di Principe di Piedimonte.

La sua figura, però, non si esaurisce nell'ambito politico e militare. Niccolò Gaetani fu anche autore di opere morali e pedagogiche, come "Degli avvertimenti intorno alle passioni dell'animo" e "La disciplina del cavalier giovane", testi pensati per guidare le nuove generazioni nella formazione del carattere e nella gestione delle passioni umane.

Accanto a lui troviamo la moglie Aurora Sanseverino, celebre poetessa e animatrice di importanti circoli culturali. Insieme entrarono a far parte dell'Accademia dell'Arcadia, uno dei più influenti ambienti letterari del tempo, contribuendo alla vivace stagione culturale del primo Settecento napoletano.

Dopo la morte della figlia Cecilia, madre di Raimondo di Sangro, Niccolò ebbe un ruolo significativo anche nelle vicende familiari del nipote. Fu infatti tra i promotori del matrimonio tra Raimondo di Sangro e Carlotta Gaetani dell'Aquila d'Aragona, celebrato nel 1735. Per quell'occasione Giovanni Battista Pergolesi compose l'operina "Il Tempo felice", dedicata proprio a Niccolò Gaetani e ad Aurora Sanseverino.

Attraverso la sua storia emerge il ritratto di un uomo che seppe coniugare servizio militare, impegno culturale e riflessione morale, contribuendo a costruire quell'ambiente intellettuale dal quale sarebbe emersa una delle personalità più straordinarie della Napoli del XVIII secolo.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.

Tra i monumenti che ripercorrono la storia della dinastia dei di Sangro all'interno della Ca****la Sansevero, il Monumen...
04/06/2026

Tra i monumenti che ripercorrono la storia della dinastia dei di Sangro all'interno della Ca****la Sansevero, il Monumento a Giovan Francesco di Sangro, terzo principe di Sansevero, rappresenta una delle opere più suggestive e ricche di significati.

Datato al 1752, il monumento presenta ancora oggi una paternità discussa dagli studiosi. Se Marina Causa Picone lo attribuisce a Francesco Celebrano, Rosanna Cioffi e Oderisio de Sangro ne riconoscono invece la mano di Antonio Corradini, identificandolo con la celebre "Mestizia" ricordata dallo storico Giangiuseppe Origlia nel 1754.

L'opera commemora Giovan Francesco di Sangro, protagonista di una brillante carriera militare interrotta prematuramente dalla morte, sopraggiunta nel 1627 durante una spedizione in Africa. Al centro della composizione troviamo un intenso gruppo scultoreo in cui il tradizionale angelo alato è accompagnato da una conchiglia che funge da acquasantiera e sembra raccogliere le lacrime dell'angelo stesso. Un dettaglio di grande sensibilità artistica che conferisce al monumento un profondo valore emotivo e spirituale.

L'elegante sviluppo verticale della scultura e gli elementi arborei ornamentali richiamano motivi decorativi presenti in altre opere della Ca****la, contribuendo all'armonia dell'intero programma iconografico concepito da Raimondo di Sangro.

La vicenda umana del terzo principe presenta inoltre un aspetto particolarmente singolare: morto in stato di scomunica, il suo corpo fu riesumato e traslato due volte, dapprima dalla chiesa maggiore di Castelnuovo e successivamente dalla stessa Ca****la Sansevero, su iniziativa del vescovo di Napoli monsignor Boncompagni.

Attraverso questi monumenti, la Ca****la Sansevero racconta non soltanto la storia della famiglia di Sangro, ma anche le vicende, i simboli e le memorie che hanno attraversato secoli di storia napoletana.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

In pochi, visitando il Museo Ca****la Sansevero oggi, pensano a Raimondo di Sangro come a un inventore di armi. Eppure n...
03/06/2026

In pochi, visitando il Museo Ca****la Sansevero oggi, pensano a Raimondo di Sangro come a un inventore di armi. Eppure nel 1739, negli stessi anni in cui progettava uno dei complessi scultorei più affascinanti d'Europa, il principe di Sansevero ideò un archibugio che non aveva precedenti.

L'arma, infatti, era capace di sparare, a scelta di chi la impugnava, sia a polvere da sparo che ad aria compressa. Ciò che la rendeva davvero straordinaria era era il fatto che tutto questo avveniva con una sola canna, un solo cane, una sola martellina e un unico focone. Nessun meccanismo doppio, nessuna soluzione di compromesso. Un congegno solo, due funzionalità distinte.

A realizzarla materialmente fu l'artigiano Matteo Algaria, su progetto del principe.
Il risultato fu talmente notevole da non restare a lungo tra le mura di palazzo Sansevero: l'archibugio venne donato a Carlo di Borbone, sovrano del Regno di Napoli.

Un episodio che racconta chi fosse davvero Raimondo di Sangro: non solo il committente visionario di capolavori come il Cristo velato o il Disinganno, ma uno sperimentatore instancabile, che si muoveva con la stessa curiosità tra la scultura, la chimica, la meccanica e persino l'arte militare. Un ingegno settecentesco per il quale i confini tra le discipline non esistevano.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits img: Antonio Sebastiani, Ritratto di Carlo di Borbone in abiti da cacciatore, prima metà del XVIII secolo, Museo nazionale di Capodimonte, Napoli.

Il Libro del mese del Museo Ca****la Sansevero è "In casa del principe di Sansevero" di Sergio Attanasio, un volume dedi...
01/06/2026

Il Libro del mese del Museo Ca****la Sansevero è "In casa del principe di Sansevero" di Sergio Attanasio, un volume dedicato alla storia del palazzo, della Ca****la e delle invenzioni di Raimondo di Sangro.

Attraverso documenti, inventari e approfondimenti storici, il libro restituisce il fascino di uno dei protagonisti più straordinari del Settecento napoletano.

Disponibile nel bookshop del museo.

****laSansevero

Indirizzo

Via Francesco De Sanctis 19/21
Naples
80134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Telefono

+390815524936

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