26/05/2026
"La campana" di Francesco Ciusa nasconde dentro la scultura una presenza.
Le due mani simmetriche che stringono il bambino sono quelle della madre, mentre sotto il mantello, sulla destra, affiora appena la sua testa nascosta.
La figura materna sembra quasi impossibile da ricostruire con logica anatomica. Ed è proprio questo il punto: la madre perde forma, equilibrio, senso. Perché senza senso è ciò che le è accaduto: la morte del figlio.
In quegli anni Ciusa era stato colpito da un lutto profondissimo: la perdita dell’ultimogenito. E il dolore entra nelle sue opere non come racconto esplicito, ma come presenza nascosta, frammentata, quasi indicibile.
Così il bacio del padre non è soltanto un gesto d’amore. È un ultimo tentativo di trattenere una vita che sta scomparendo, mentre la madre resta imprigionata nell’opera, in un dolore inesprimibile persino per Ciusa.
"Francesco Ciusa. La forma del mito", in mostra a Spazio Ilisso fino al 14 giugno
Orario continuato 10–20
Chiuso il mercoledì