18/08/2026
𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐨𝐭𝐨𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐥𝐚𝐭𝐭𝐚
𝘜𝘯𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘣𝘶𝘵𝘵𝘢
Sembra una ciotola qualunque: legno scuro, un pezzo unico lavorato al tornio, il fondo bucherellato. In dialetto la chiamavano "cosètta", e serviva a fare il formaggio in casa.
Perché d'inverno, nelle famiglie contadine, il poco latte non veniva conferito al caseificio: restava a casa. Lo si lasciava riposare, si toglieva la parte grassa in superficie per farne b***o, e con il latte rimasto si producevano formaggi a breve e media stagionatura. La ciotola dava la forma; i buchi sul fondo lasciavano uscire il siero e garantivano la stagionatura.
Poi, a un certo punto, il legno si è rotto.
Ed è qui la parte più interessante: nessuno l'ha buttata. È stata rappezzata con pezze di latta, materiale preziosissimo nella civiltà contadina, dove la filosofia era una sola: "tutto può venir buono". Si rattoppava, si sistemava, si rammendava — sempre con quello che c'era.
Così una ciotola rotta è rimasta una ciotola, e ha continuato a fare formaggio.
È questo che amiamo cercare e rimettere in circolo: le piccole storie ritrovate che anche gli oggetti più umili continuano a
custodire.
Amici di Ettore Guatelli e del Museo