15/02/2026
𝓡𝓲𝓽𝓻𝓸𝓿𝓪𝓽𝓸 𝓪 𝓟𝓪𝓵𝓮𝓻𝓶𝓸 𝓾𝓷 𝓻𝓲𝓽𝓻𝓪𝓽𝓽𝓸 𝓲𝓷𝓮𝓭𝓲𝓽𝓸 𝓭𝓲 𝓕𝓻𝓪𝓷𝓬𝓪 𝓕𝓵𝓸𝓻𝓲𝓸.
𝒪𝓅𝓅𝓊𝓇𝑒 𝓃𝑜.. ?
Un ritratto a lungo dimenticato riemerge dal tempo. Fondo chiaro, una donna in abito bianco, la firma di un ignoto pittore, G. Rappa, una data, 1895.
C’è chi suggerisce che possa essere la giovane Franca Florio con indosso il celebre collier de chien di Cartier. La suggestione non è arbitraria. Nel 1895 Donna Franca aveva ventidue anni: l’età coincide. Il profilo elegante, il collo slanciato, la compostezza aristocratica sembrano dialogare con quell’immaginario fin de siècle che l’avrebbe resa un’icona internazionale.
Tuttavia, c’è anche chi muove alcune riserve: il mento appare più pieno rispetto alle fotografie certe, il naso meno affilato, e soprattutto non risultano — allo stato attuale — legami documentati tra lo sconosciuto pittore e l’ambiente dei Florio, né risulterebbero tracce archivistiche di un suo ritratto ufficiale o privato della celebre nobildonna. Un ritratto di tale importanza avrebbe molto probabilmente lasciato tracce negli archivi o nelle cronache mondane dell’epoca, senza contare che, considerando l’ambiente frequentato dai Florio, è verosimile che si rivolgessero a ritrattisti di maggiore notorietà, piuttosto che a un pittore di oscura fama.
Un elemento che ha alimentato l’identificazione è il collier de chien, il girocollo aderente che nel dipinto incornicia il collo della giovane, che sarebbe quello che Cartier realizzò per la nobildonna. Tuttavia, questo dettaglio va contestualizzato con rigore: il collier era un accessorio estremamente diffuso tra il 1890 e il 1910 nelle corti e nei salotti europei. Non rappresenta un unicum legato a Donna Franca, ma un codice estetico tipico della Belle Époque. Il celebre collier attribuito a Franca Florio è documentato soprattutto nei primi anni del Novecento e in contesti iconografici ben precisi. In assenza di elementi che consentano di identificare con certezza il gioiello raffigurato come quello specifico esemplare, il dettaglio rimane suggestivo ma non probante.
Eppure i fortunati autori della scoperta, importanti collezionisti e studiosi seri delle ceramiche Florio, ne sono più che certi, si tratta proprio di Donna Franca e assicurano di essere in possesso della documentazione fotografica autografa che fugherebbe ogni dubbio e che sarà esposta insieme al quadro dall’8 marzo al 12 aprile 2026 presso il Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative, a Palermo, in Piazza Vittorio Emanuele Orlando 36.
Il quadro, infatti, sembra essere speculare al ben più noto ritratto commissionato nel 1893 a Ettore de Maria Bergler (vedi immagine nei commenti), tanto che potrebbe essere una commissione parallela o un’opera ricavata su un bozzetto o uno studio del Bergler, o addirittura da una fotografia. Insomma, se confermato, si tratterebbe di un ritrovamento importante, che aggiunge lustro alla storia dei Florio e ulteriore merito al lavoro del Museo della Ceramica Florio.
Il mistero si infittisce e a questo punto, non resta che andare e vedere con i propri occhi e ascoltare le spiegazioni dei curatori della mostra.
E voi che ne pensate, è veramente la Regina di Palermo oppure è il fascino intramontabile dei Florio che ci fa vedere Donna Franca ovunque?
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Per chi fosse interessato:
𝐀𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐚. 𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐅𝐥𝐨𝐫𝐢𝐨
Mostra a cura di Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio
Orari di apertura
• Venerdì: 15:00–19:00
• Sabato e Domenica: 10:00–18:00
• Lunedì–Venerdì: solo su prenotazione per gruppi (minimo 10 persone)
Contatti
📞 350 1264006
📧 [email protected]
🌐 www.museoceramicaflorio.com