08/09/2026
OGGI: ANTROPOLOGIA DEL GIOCATTOLO - UNA GIORNATA MEMORABILE
Oggi al Museo non mettiamo in mostra dei giocattoli.
Mettiamo in mostra chi eravamo.
Il giocattolo è il primo pensiero antropologico dell'uomo. Prima di imparare a lavorare, l'uomo ha imparato a giocare per capire il mondo. Per questo nessuno può permettersi di dire che è solo un oggetto.
IL TEATRO: L'AUTOMA
Al centro c'è lui. Bellissimo, antichissimo, da rappresentazione teatrale.
Non è a molla. È ingegneria popolare pura. Un meccanismo manuale a soffietto interno. Il soffietto interno si aziona facendo muovere le mani e chiudendo contemporaneamente gli occhi, mentre i piattini in ottone suonano. Lo prendi in mano e prende vita. Bisque, cartapesta, feltro originale. Primi del '900. Serviva nelle baracche di fiera per raccontare storie quando non c'erano attori. È l'inizio di tutto.
LA CORSA: IL CAVALLINO A BASTONE
Subito dopo, il giocattolo che ha fatto impazzire il mondo. Il cavallino a bastone in juta con la briglia rosa.
Non avevi un cavallo, ma dovevi imparare a correre. Ti mettevi a cavallo su un legno e partiva la passeggiata, la corsa, la libertà. È il rito più antico dell'umanità. Tutti i bambini di tutti i popoli lo hanno cavalcato.
L'INGEGNO: I GIOCATTOLI DI EQUILIBRIO
I lottatori sull'altalena e il ciclista in legno dipinto a mano. Anni '50. Legno di faggio, fil di ferro, solo equilibrio. Niente batterie. L'intelligenza delle mani che crea il movimento.
NOI: HEIDI, CANDY CANDY E PETER
E poi arriviamo a noi. Heidi, Candy Candy e Peter. Gli occhi grandi in vinile degli anni '70 e '80. Non venivano più dalla bottega, venivano dalla televisione, la nuova piazza del paese. Ma il rito era identico. Heidi la montagna, Candy la forza di rialzarsi, Peter la custodia.
Dal soffietto che fa muovere le mani e chiudere gli occhi a un automa teatrale, al legno su cui abbiamo imparato a correre, fino alle bambole che ci hanno cresciuto.
Tre secoli di infanzia, oggi in mezzo alla strada. Spartano, vero, gratis.
Noi possiamo farlo. Gli altri no.
Museo Mercato Storico delle Pulci - Piazza Domenico Peranni 33 - Palermo
Ingresso Libero 2026 - Oggi fino a sera.
DIDASCALIA 1:
1 - L'AUTOMA RITROVATO - Ingegneria popolare eccezionale. Non è a molla. Meccanismo manuale a soffietto interno. Il soffietto interno si aziona facendo muovere le mani che suonano i piatti e chiudendo contemporaneamente gli occhi. Bisque e cartapesta, primi '900, da rappresentazione teatrale. Il pezzo che ha aperto tre secoli di storia del giocattolo.
DIDASCALIA 2:
2 - IL CAVALLINO A BASTONE - Il giocattolo che ha fatto impazzire il mondo. Juta e legno di faggio, briglia rosa. Non avevi un cavallo, ma dovevi imparare a cavalcare. Ti mettevi a cavallo su un legno e partiva la corsa. Rito di passaggio universale di tutti i popoli, la prima libertà dell'uomo.
DIDASCALIA 3:
3 - I LOTTATORI SULL'ALTALENA - Foto autentica originale del Museo. Legno di faggio dipinto, asse a bilico. Niente batterie, solo equilibrio e ingegno delle mani. Il popolo che crea il movimento da solo. Anni '50, pezzo di fiera originale.
DIDASCALIA 4:
4 - IL CICLISTA ARTICOLATO - Legno di pioppo dipinto a mano, fil di ferro, articolato. Spingi e pedala da solo. Anni '50. L'ingegno spartano che ha insegnato a intere generazioni cos'è il movimento. Originale del Museo.
DIDASCALIA 5:
5 - HEIDI, CANDY CANDY E PETER - Le bambole originali autentiche del Museo. Foto autentica originale. Vintage anni '70-'80 in vinile, non ristampe. Venivano dalla televisione, la nuova piazza del paese. Heidi la libertà della montagna, Candy Candy la forza di rialzarsi sempre, Peter la custodia. Chiudono il cerchio partito dall'automa. Spartano, vero, gratis. Gli altri non lo possono fare. Noi sì.