06/04/2025
«Non ero niente, ero un corpo destinato a svanire, una presenza che muta e si trasforma.
Ma, nella mia natura effimera, conservavo il mio vissuto, il mio ricordo, le mie esperienze, le emozioni che mi definiscono e che mi hanno definito dal primo istante in cui ho messo piede al mondo. Ogni piega del mio corpo, ogni mia cicatrice, ogni percorso tracciato dalle mie vene, che si intrecciano per far funzionare questa macchina che mi sostiene, sono stati forza motrice del mio esistere e del mio resistere, del mio domare gli urti e del mio cedere alle carezze della vita. E così, questo mio stanco corpo effimero è, in realtà, il tronco che mi ha permesso di respirare, di sentire, di far scorrere la linfa meravigliosa del mio spirito.
In questo mio corpo effimero, che ho amato e odiato, tradito e perdonato, ho abitato la mia casa.»
Testi a cura di Beatrice Cordaro
I nostri corpi effimeri - Esposizione personale di Asya Dall’Agata, Galleria Tilde in collaborazione con Wundergrafik (FC) e Sofia Orioli