MUSSS Museo Naturalistico di Pennabilli, Ceas, Centro visite

MUSSS Museo Naturalistico di Pennabilli, Ceas, Centro visite Diorami con specie animali e vegetali - Sala conferenze - Aula studio/biblioteca - Zona laboratori -
Gestione attuale: www.chiocciolalacasadelnomade.it
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Il Museo Naturalistico di Pennabilli, situato a pochi passi dal centro storico e dai luoghi dell'anima del Maestro Tonino Guerra è composto da una sala conferenze, mostre tematiche sul territorio, materiale didattico ed una zona polifunzionale nella quale è possibile realizzare attività laboratoriali. La struttura è dotata di un aula didattica polivalente, ideale per lo svolgimento di seminari, c

onferenze, lezioni video e laboratori didattico-creativi. Attualmente gestito dall'associazione Chiocciola la casa del nomade che realizza attività di educazione nel/con/per il paesaggio. www.chiocciolalacasadelnomade.it

Gruppi e scolaresche potranno divertirsi scoprendo il Parco Naturale attraverso laboratori ed esplorazioni del territorio. Il Centro Viste e Museo Naturalistico di Pennabilli è stato inaugurato nel giugno 2004 dall'Ente Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello in collaborazione con il Comune di Pennabilli. La struttura, un ex mattatoio comunale ristrutturato, ospita al suo interno una mostra permanente sulla flora e fauna autoctona. E' possibile osservare numerosi diorami che presentano le specie animali e vegetali più rappresentative del territorio: possiamo ritrovare esemplari di capriolo, tasso, cinghiale, volpe, istrice, donnola, per citarne solo alcuni. Si possono anche ammirare tantissimi altri rappresentanti dell'avifauna locale: rapaci notturni e diurni come la civetta, il barbagianni, il gufo reale, l'allocco, la poiana, il gheppio, etc. Gli animali, tassidermizzati, sono inseriti in una ricostruzione del loro ambiente naturale che si attiene fedelmente a quello presente in natura rendendo il contesto interessante e naturale. Di particolare pregio è un esemplare di lupo appenninico frutto di un raro ritrovamento avvenuto all'interno del parco.

📍 Presentazione del progetto “Il Giro del Monte”Itinerario trekking del Monte CarpegnaPresso la Sala Polivalente dell’En...
20/05/2026

📍 Presentazione del progetto “Il Giro del Monte”
Itinerario trekking del Monte Carpegna

Presso la Sala Polivalente dell’Ente Parco a Carpegna si svolge l’incontro di presentazione e condivisione del progetto “Il Giro del Monte”, una proposta di itinerario escursionistico ad anello dedicato al Monte Carpegna.

Nel corso dell’incontro l'architetto Silvia Soragna, tecnico del Parco, presenta il progetto illustrando le caratteristiche del tracciato e il valore ambientale, naturalistico e storico-culturale del territorio attraversato.

Il percorso, sviluppato attorno al Monte Carpegna, consente infatti di leggere e conoscere ambienti, habitat, paesaggi e aspetti identitari differenti del Parco.

Il Monte Carpegna, con i suoi 1415 metri di altitudine, rappresenta un rilievo centrale del territorio e il tracciato proposto attraversa diversi versanti e vallate, offrendo un’occasione di valorizzazione e conoscenza dell’area protetta.

📍 Presentazione del progetto “Il Giro del Monte”Itinerario trekking del Monte Carpegna📆 Oggi, mercoledì 20 maggio presso...
20/05/2026

📍 Presentazione del progetto “Il Giro del Monte”
Itinerario trekking del Monte Carpegna

📆 Oggi, mercoledì 20 maggio presso la Sala Polivalente dell’Ente Parco Sasso Simone e Simoncello a Carpegna si svolge l’incontro di presentazione e condivisione del progetto “Il Giro del Monte”, una prima proposta di itinerario escursionistico ad anello dedicato al Monte Carpegna.

🌳 Presente anche lo staff del MUSSS – Museo Naturalistico / Centro Visite del Parco.

👤 L'incontro vede la partecipazione di cittadini, amministratori, associazioni, operatori del territorio, forze dell'ordine, guardie forestali, CAI, G*E e realtà locali interessate alla valorizzazione della rete sentieristica e del paesaggio del Parco.

🎙Intervengono il Sindaco di Carpegna Mirco Ruggeri, il Presidente del Parco Lino Gobbi e i tecnici dell’Ente Parco, che illustrano il tracciato e gli obiettivi del progetto, sviluppato prevalentemente lungo la rete sentieristica CAI.

🐝 𝟮𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 – 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗽𝗶🐝 Le api sono molto più di semplici produttrici di miele: dal loro lavoro dipen...
20/05/2026

🐝 𝟮𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 – 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗽𝗶

🐝 Le api sono molto più di semplici produttrici di miele: dal loro lavoro dipende l’equilibrio di prati, boschi e fioriture del Parco. Anche molte orchidee spontanee presenti nel territorio devono la loro impollinazione a specifici gruppi di api, in un rapporto delicatissimo costruito dall’evoluzione naturale.

🌸 Nel Parco esistono orchidee chiamate “fior d’ape”: il loro nome deriva proprio dalla forma del fiore, evoluta per attrarre specifiche api impollinatrici. Alcune specie vengono infatti impollinate esclusivamente da api del genere Eucera

Nel territorio del Parco Sasso Simone e Simoncello la conservazione degli è strettamente legata alla qualità degli aperti: 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗽𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲 rappresentano ambienti ad alta vegetale e faunistica.

Il 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝟮𝟬𝟬𝟬 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 individua infatti tra gli obiettivi prioritari:

🌾 la conservazione delle praterie
🌿 il mantenimento dei prati stabili
🚜 la tutela del mosaico agricolo tradizionale
🐄 il contenimento della perdita di habitat aperti dovuta all’abbandono delle attività agro-pastorali

Questi ambienti ospitano numerose specie floristiche spontanee, comprese 𝗼𝗿𝗰𝗵𝗶𝗱𝗲𝗲 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 e comunità vegetali strettamente legate alla presenza di insetti impollinatori.

Nel corso delle attività del MUSSS abbiamo più volte affrontato il rapporto tra gestione del territorio e biodiversità, evidenziando come il pascolamento e la cura attiva del paesaggio siano 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮.

La 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 non riguarda soltanto le api domestiche, ma l’insieme delle relazioni ecologiche che collegano flora spontanea, insetti, pratiche agricole tradizionali e qualità ambientale.

𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗶, 𝗼𝗴𝗴𝗶, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗵𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁, 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁à.

La conservazione della biodiversità passa anche dalla 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁à 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 dei paesaggi aperti e delle relazioni che li rendono vivi.





1) Immagine di Corrado Ceccaroni per il calendario del Parco 2024 - mese di maggio.

2) Immagine e testo dell’orchidea Ophrys apifera (“Fior d’ape”, “Vesparia”) tratta da: Loris Bagli, Orchidee spontanee e paesaggio vegetale della Provincia di Rimini, Provincia di Rimini – Assessorato all’Ambiente e alle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile, 2013, p. 120.

✨ 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗴𝘂𝗰𝗰𝗶. 📜 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 Società di studi storici per i...
20/05/2026

✨ 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗴𝘂𝗰𝗰𝗶.

📜 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 Società di studi storici per il Montefeltro 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗶𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲.

Per chi non ha potuto partecipare, ecco un dei principali temi affrontati nel corso della serata.

👇👇👇

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗹𝗹𝗼𝗹𝗲

📖 La serata dedicata a Francesco e ai 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗲𝗿𝗶𝗻𝗶 è stata un’occasione di storico, artistico e territoriale. Al centro dell’incontro non c’erano soltanto gli acquerelli del 1626, ma anche il 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼, 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼, 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼.

📷 Le immagini del Seicento sono state messe a confronto con storiche e più recenti. Da questo confronto è emerso un dato centrale: 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲. È il risultato di adattamenti, crisi, ricostruzioni, lavoro umano e modificazioni ambientali.

🗺️ Fin dall’introduzione è stato chiarito che l’obiettivo non era una semplice operazione celebrativa o di erudizione, ma un sul territorio “nel senso fisico del termine”: 𝗰𝗶𝘁𝘁à, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗶, 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲, 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗲, 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗲, 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗶, 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼.

🎨 Mingucci è stato presentato come un attentissimo, ma non come un “fotografo” nel senso moderno. Le sue vedute derivano da una conoscenza diretta dei luoghi, ma sono costruite attraverso 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶, 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮.

🏰 Nelle sue immagini ricorrono gli 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶: rocche, rupi, mura, torri, campanili, ponti, fortificazioni e sistemi difensivi. Le vedute non restituiscono sempre una precisione topografica assoluta, ma colgono con forza il dei centri rappresentati.

🖼️ Proprio per questo, durante la serata è emerso più volte il tema della 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗹𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲. Le vedute non vanno lette come perfettamente oggettive del territorio: alcuni luoghi risultano semplificati, spostati o ricostruiti secondo una 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮.

🔍 Questo aspetto è stato richiamato anche nella discussione sulle 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮, come quella di Sant’Agata Feltria, e nella posizione approssimativa di alcuni borghi minori. Il valore di queste immagini resta comunque fondamentale, proprio perché mostrano il modo in cui il territorio veniva , ordinato e raccontato.

📸 Le fotografie ottocentesche, d esempio quelle di Cassarini, servono come strumenti di . Permettono di osservare monumenti, strade, fiumi, rocche e abitati di restauri, demolizioni o trasformazioni novecentesche.

⛰️ Uno dei temi più ricorrenti è stato quello della del territorio montefeltrano. Frane, , terremoti e smottamenti non sono stati presentati come episodi marginali, ma come elementi che hanno inciso profondamente sulla 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶.

🌲 La discussione ha toccato anche il rapporto tra bosco, e 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼. È stato citato il caso del monte Loggio, che secondo la tradizione sarebbe franato dopo il taglio degli alberi effettuato nel Cinquecento.

🏞️ Le immagini storiche hanno mostrato un diverso da quello attuale: fiumi più puliti perché utilizzati direttamente dalle comunità, versanti coltivati più in alto, sistemi diffusi anche in e una presenza più estesa nel 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗿𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.

💧 Un altro tema importante è stato il ruolo dell’ . 𝗙𝗶𝘂𝗺𝗶, 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗶, 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗺𝘂𝗹𝗶𝗻𝗶, 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝘂𝗺𝗶𝗱𝗲, 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗮𝗹𝗶 compaiono spesso nelle vedute e nelle descrizioni del territorio.

🌊 L’acqua è stata considerata sia come economica, legata ai mulini, alle coltivazioni e alla lavorazione del guado, sia come elemento di , connesso a frane, ristagni e trasformazioni ambientali. Nel caso di Pennabilli è stata ricordata anche la presenza di zone umide e di flussi sotterranei.

❄️ Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle climatiche tra Cinquecento e Seicento: anni senza estate, inverni rigidi, nevicate abbondanti e difficoltà agricole.

🌨️ A queste condizioni si aggiunse la 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝘂𝗮𝗱𝗼, coltura importante per il Montefeltro. Le conseguenze furono economiche, spostamenti stagionali e verso la Maremma.

🏘️ In questo quadro, Pennabilli è stata indicata come un caso in . Mentre molte aree montane attraversavano una fase di crisi demografica tra Seicento e Settecento, Pennabilli crebbe grazie alla presenza della sede e del , che portarono 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲.

📜 Le trasformazioni sono state quindi collegate non solo alle condizioni ambientali, ma anche alle 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝘀𝗲 𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 presenti nei diversi centri.

🏛️ Diversi interventi hanno evidenziato quanto il Montefeltro sia stato 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 dalle sue . Pievi, castelli, borghi fortificati, strade di crinale, mulini, coltivazioni e sistemi agricoli hanno contribuito a costruire l’identità storica del territorio.

🛤️ Particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo dei e delle forme . Nel caso di Macerata Feltria, è stato illustrato il passaggio da un impianto medievale concentrato attorno al castello a un borgo rinascimentale sviluppato lungo l’asse viario principale.

🏰 Anche è stata descritta come il 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗮𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗲, con borghi sviluppati nel tempo attorno ai nuclei più antichi della Penna e dei Billi.

🧭 Molti esempi hanno mostrato come il territorio 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗰𝗰𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 delle proprie storiche: antiche strade di crinale, porte urbiche, pievi, sistemi difensivi, inglobate nelle abitazioni e torri trasformate in campanili.

🏚️ Il 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗲𝗱𝘂𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲 ha permesso di riconoscere permanenze, e modificazioni del territorio nel corso del tempo: edifici scomparsi, fortificazioni trasformate, strade modificate, aree urbane cambiate nel Novecento.

🗺️ Nel dibattito è emersa anche la questione dell’ storica del Montefeltro. È stato ricordato che 𝗶𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 non coincide pienamente con le attuali divisioni amministrative, ma comprende territori oggi distribuiti fra regioni, province e confini diversi.

⛪ , diocesi, castelli, strade e relazioni politiche hanno costruito nel tempo un territoriale comune. Le carte, le vedute e le fotografie presentate durante la serata hanno aiutato a rileggere questa 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁à 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗮.

🔎 L’utilizzo congiunto delle tavole di Mingucci e delle immagini del primo Novecento ha permesso di osservare concretamente come i luoghi siano .

🏔️ In alcuni casi sono ancora gli stessi profili di rupi e fortezze; in altri risultano evidenti , modificazioni della vegetazione, perdita di edifici storici o trasformazioni urbane profonde.

📷 Questo 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 è stato uno degli aspetti più significativi della serata: ha permesso di leggere il paesaggio non come una realtà immobile, ma come un insieme di , permanenze e cambiamenti maturati nel corso dei secoli.

𝗜𝗟 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗨𝗦𝗦𝗦

🌿 La serata si è inserita nel percorso che il MUSSS porta avanti sulla del del come 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗲𝗰𝗰𝗶𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮. Attraverso incontri, escursioni, laboratori e attività divulgative, il MUSSS propone 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, mettendo in dialogo , ambienti naturali, memoria storica, insediamenti e trasformazioni del paesaggio, superando l’idea del museo come semplice spazio espositivo e sviluppando un lavoro diffuso di 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁à.
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𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼

𝗨𝗡 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗜𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢

𝙋𝙖𝙚𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙤 𝙚 𝙧𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙩𝙚𝙛𝙚𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙧𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙈𝙞𝙣𝙜𝙪𝙘𝙘𝙞 (1626)

📍 MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli
🗓️ Martedì 19 maggio 2026

Un evento della Società di studi storici per il Montefeltro con MUSSS e Parco Sasso Simone e Simoncello

Prosegue al MUSSS la serata dedicata al paesaggio storico del Montefeltro e alle trasformazioni del territorio tra Seice...
19/05/2026

Prosegue al MUSSS la serata dedicata al paesaggio storico del Montefeltro e alle trasformazioni del territorio tra Seicento e Settecento.

👉 Qualche passaggio emerso nel corso della serata.

𝟲) 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮
Nel corso della serata al MUSSS si è parlato anche del modo in cui Francesco Mingucci 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗿𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼.

Marchi spiega come nelle vedute della campagna Mingucci utilizzi spesso alberi schematici e generici, senza una precisa identificazione botanica: piccoli alberi “a palloncino” o forme molto semplificate che possono rappresentare specie differenti.

Unica eccezione significativa la , che compare con maggiore riconoscibilità. Durante l’incontro viene ricordato come nelle immagini di Mingucci siano state contate ben 51 querce.

Nelle vedute compaiono però anche 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼: solchi delle coltivazioni, campi lavorati, spazi rurali e attività della campagna, segni che mostrano attenzione non solo all’immagine dei luoghi ma anche alla loro organizzazione agricola.

Nelle immagini dedicate alle ville del contado pesarese compaiono inoltre alberi più riconoscibili, come pioppi e conifere sempreverdi.

𝟳) 𝗟𝗲 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼
La serata è proseguita affrontando il 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼.

Viene ricordata la grande frana di Maiolo, una delle più note del territorio, ma anche quella di Maciano, dove l’antico abitato fu travolto e successivamente ricostruito.

Valenti richiama anche altri episodi storici legati ai dissesti e al 𝗱𝗶𝘀𝗯𝗼𝘀𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, come quello attribuito a un conte che avrebbe fatto disboscare Monte Loggio con l’aiuto di un gruppo di albanesi, provocando il cedimento del versante e la caduta del monte.

𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗮𝗻𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗼𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
Nel racconto viene ricordato inoltre come diversi cognomi ancora oggi presenti nel territorio — Albani, Giorgi, Giorgini, Giorgetti — vengano ricondotti a quelle antiche presenze albanesi.

Un passaggio della serata dedicato non solo alla rappresentazione del paesaggio, ma anche alla sua e alle provocate nei secoli dall’uomo e dagli eventi naturali.

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𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼

𝗨𝗡 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗜𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢
𝙋𝙖𝙚𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙤 𝙚 𝙧𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙩𝙚𝙛𝙚𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙧𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙈𝙞𝙣𝙜𝙪𝙘𝙘𝙞 (1626)

📍 MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli
🗓️ Martedì 19 maggio 2026

Un evento della Società di studi storici per il Montefeltro con MUSSS e Parco Sasso Simone e Simoncello

Immagini da https://www.provincia.pu.it/funzioni/pianificazione-territoriale/altre-competenze/sistema-informativo-urbanistico-territoriale/iconografia-storico-territoriale/citta-e-castella-di-f-mingucci

Prosegue al MUSSS la serata dedicata al paesaggio storico del Montefeltro e alle trasformazioni del territorio tra Seice...
19/05/2026

Prosegue al MUSSS la serata dedicata al paesaggio storico del Montefeltro e alle trasformazioni del territorio tra Seicento e Settecento.

👉 Qualche passaggio emerso nel corso della serata.

𝟰) 𝗖𝗹𝗶𝗺𝗮, 𝗴𝘂𝗮𝗱𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼

Nel corso dell’incontro Lorenzo Valenti ripercorre alcuni 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 che interessarono Pennabilli e il Montefeltro tra la fine del Cinquecento e il Settecento.

𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼
Valenti ricorda come, verso la fine del ’500, il territorio attraversi una 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲, con inverni molto rigidi, grandi nevicate e “anni senza estate”.

𝗟𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝘂𝗮𝗱𝗼
Accanto alle difficoltà climatiche viene ricordata la 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝘂𝗮𝗱𝗼, una pianta da cui si ricavava un colorante blu molto richiesto e che per secoli aveva rappresentato un’attività economica importante per il Montefeltro.

Secondo quanto illustrato, il declino di questa economia, insieme alla durezza degli inverni, favorì anche 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶: molte persone lasciavano il territorio durante l’inverno, in particolare verso la Maremma.

𝟱) 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗹𝗶 “𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮”
Mentre il Montefeltro attraversava una fase di crisi e calo demografico, Pennabilli viene descritta come una realtà in controtendenza.

La ragione indicata da Valenti è il ruolo assunto dal paese come 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗶 e soprattutto del 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲. Non solo la presenza dei religiosi, quindi, ma anche quella del tribunale portò nuove famiglie, incarichi e professionalità.

Nel racconto vengono citate famiglie arrivate per svolgere attività legate al tribunale, ai vescovi e all’amministrazione: avvocati, cancellieri, collaboratori, personale di servizio e figure impiegate anche nella vita quotidiana della città.

𝗚𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗹𝗶
Durante la serata si è parlato anche dello 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟰𝟲𝟴, il primo statuto di Pennabilli, redatto dopo la battaglia del Cesano e il consolidamento del potere di Federico da Montefeltro sul territorio.

Valenti ricorda come questi statuti abbiano accompagnato Pennabilli fino al Settecento e come conservassero una particolarità istituzionale costante: 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 “𝗕𝗶𝗹𝗹𝗶” 𝗲 “𝗣𝗲𝗻𝗻𝗮”.

𝗣𝗲𝗻𝗻𝗮 𝗲 𝗕𝗶𝗹𝗹𝗶
Questa doppia rappresentanza viene collegata anche alla lunga storia dei rapporti tra le due comunità. Valenti richiama documenti in cui Penna e Billi compaiono davanti ai funzionari riminesi per comporre contrasti nati già al momento dell’unione dei due castelli.

Uno dei motivi di discussione riguardava gli 𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗶: a Billi sostenevano di non dover pagare le stesse tasse dei terreni della Penna, considerati più fertili perché collocati più in basso.

Da qui Valenti collega anche la storia del Castello di Billi, del precedente Castrum Pertice (a cui è tata dedicata una serata lo scorso anno) richiamando l’origine complessa dell’identità urbana di Pennabilli.

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𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼

𝗨𝗡 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗜𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢
𝙋𝙖𝙚𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙤 𝙚 𝙧𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙩𝙚𝙛𝙚𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙧𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙈𝙞𝙣𝙜𝙪𝙘𝙘𝙞 (1626)

📍 MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli
🗓️ Martedì 19 maggio 2026

Un evento della Società di studi storici per il Montefeltro con MUSSS e Parco Sasso Simone e Simoncello

Al MUSSS è in corso l’incontro dedicato agli acquerelli di Francesco Mingucci e alle rappresentazioni del territorio del...
19/05/2026

Al MUSSS è in corso l’incontro dedicato agli acquerelli di Francesco Mingucci e alle rappresentazioni del territorio del Montefeltro nel Seicento.

👉 Qualche passaggio emerso nel corso della serata.

𝟮) 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼

𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗻𝗴𝘂𝗰𝗰𝗶
Alessandro Marchi illustra la 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱’𝗨𝗿𝗯𝗶𝗻𝗼, parte del codice Barberiniano Latino 4434: un volume di acquerelli e tempere su carta composto da circa 140 fogli, tavole con vedute prospettiche, carte territoriali e testi descrittivi dedicati alle città, ai castelli e ai paesaggi del ducato d'Urbino, datato 2 aprile 1626 e oggi conservato nella 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗩𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗻𝗮.

Il manoscritto viene realizzato negli anni della devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato della Chiesa. Mingucci dedica infatti l’opera a papa Urbano VIII Barberini, probabilmente anche per ottenere protezione e riconoscimento presso il nuovo potere pontificio. Il volume viene molto apprezzato dal papa, che concede all’autore un’udienza e un compenso economico.

𝗨𝗻 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼 “𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲”
Nella carta Mingucci immagina di osservare il territorio da una posizione alta sul mare, quasi da una nave, con lo sguardo rivolto verso l’interno fino alle montagne.

La rappresentazione utilizza un linguaggio “cifrato”: i monti sono resi in modo simile tra loro, così come molte indicazioni dei luoghi. Per alcuni centri maggiori, invece, Mingucci cerca una definizione più vicina all’aspetto reale del luogo.

𝗣𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮
Le vedute sono considerate importanti perché 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮: città, castelli e paesaggi vengono rappresentati “dal naturale”, con 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗴𝗲𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼. Intorno agli abitati compaiono campagne coltivate, scene rurali, figure umane e attività agricole.

Nella carta del Montefeltro vengono indicati circa 90 luoghi, disposti nel territorio senza cercare una fedeltà geografica assoluta.

𝗜 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮
Le immagini derivano quasi certamente da una conoscenza precisa dei territori e da una scelta accurata dei punti di vista. Gubbio viene raffigurata da due diversi punti di vista: Gubbio, ricorda Marchi, era una delle città maggiori del ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere.

𝗙𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝘂𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶
Un dato interessante per il MUSSS è che oltre al celebre atlante del ducato, Francesco Mingucci realizzò altri due codici oggi conservati nel Fondo Barberini della Biblioteca Vaticana.

Il primo, “𝗙𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗹 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲” (Barberiniano Latino 4326), raccoglie circa ottanta esemplari botanici rari o esotici miniati con grande precisione ed è dedicato nel 1639 al cardinale Francesco Barberini, appassionato di botanica e “cose di natura”.

Il secondo manoscritto, “𝗨𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲” (Barberiniano Latino 4327), contiene oltre cento raffigurazioni dell’avifauna italiana.

Questi codici riflettono l’interesse scientifico e naturalistico del Seicento per botanica, zoologia, collezionismo ed osservazione della natura.

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𝟯) 𝗨𝗿𝗯𝗶𝗻𝗼

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à
Tra le immagini proiettate anche la veduta di Urbino, raffigurata dal punto di vista classico di chi arriva da Roma e dalla Toscana. In primo piano compare il Palazzo Ducale, molto grande rispetto al resto del tessuto urbano, con la facciata dei Torricini ben riconoscibile.

Nella veduta vengono inoltre enfatizzati la cupola del Duomo e i campanili delle principali chiese cittadine, elementi che emergono chiaramente nel profilo urbano disegnato da Mingucci.

𝗠𝘂𝗿𝗮, 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
Nella veduta sono 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝘂𝗿𝗮, 𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à. Marchi ha evidenziato l’interesse di Mingucci nel distinguere il territorio circostante dalla città, dal borgo e dalle fortificazioni.

Tra i dettagli richiamati durante la serata anche le sostruzioni del Mercatale, la “data” — le antiche stalle ducali — e il torione attribuito a Francesco di Giorgio Martini con la rampa interna che permetteva di salire a cavallo fino al Palazzo Ducale.

𝗟𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼
Mingucci presta attenzione anche alle 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à che si svolgono nel territorio e nella campagna: agricoltori al lavoro, 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗲 𝗿𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮.

Una lettura che restituisce non solo l’immagine di una città e di un territorio, ma anche il modo in cui il paesaggio veniva osservato, selezionato e rappresentato nel Seicento.

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𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼

𝗨𝗡 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗜𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢

𝙋𝙖𝙚𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙤 𝙚 𝙧𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙩𝙚𝙛𝙚𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙧𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙈𝙞𝙣𝙜𝙪𝙘𝙘𝙞 (1626)

📍 MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli
🗓️ Martedì 19 maggio 2026

Un evento della Società di studi storici per il Montefeltro con MUSSS e Parco Sasso Simone e Simoncello

Immagini da https://www.provincia.pu.it/funzioni/pianificazione-territoriale/altre-competenze/sistema-informativo-urbanistico-territoriale/iconografia-storico-territoriale/citta-e-castella-di-f-mingucci

📖 Iniziato al MUSSS di Pennabilli l’incontro “𝗨𝗻 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼”.Grande partecipazione per la serata dedicata ag...
19/05/2026

📖 Iniziato al MUSSS di Pennabilli l’incontro “𝗨𝗻 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼”.

Grande partecipazione per la serata dedicata agli acquerelli di Francesco Mingucci (1626), preziosa testimonianza storica del territorio del Montefeltro.

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👉 Qualche passaggio emerso nel corso della serata.

𝟭) 𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗴𝘂𝗰𝗰𝗶
𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼

Ad aprire la serata è 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶 presidente della Società di studi storici per il , che presenta l’incontro come un’occasione per rileggere gli acquerelli di Francesco Mingucci a quattrocento anni dalla realizzazione dei codici barberiniani dedicati al di , oggi conservati nella 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗩𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗻𝗮.

Valenti spiega come l’iniziativa non voglia essere soltanto una rilettura erudita delle immagini, ma anche un 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝗳𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼 nel suo significato più concreto e fisico: città, paesi, conformazione del terreno, frane, isolamento e trasformazioni del paesaggio.

Un approccio che richiama anche il lavoro del MUSSS, che ha l’obiettivo di leggere il territorio non soltanto come paesaggio naturale, ma come intreccio di presenza umana, memoria, trasformazioni ambientali e vita delle comunità nel tempo.

Nel corso dell’introduzione viene ricordato come le immagini di Mingucci siano state affiancate anche da 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗢𝘁𝘁𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗡𝗼𝘃𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼, da Cassarini a Dalmonte, per osservare continuità e cambiamenti del territorio nel tempo.

Valenti sottolinea inoltre il della Società di Studi Storici per il Montefeltro, oggi vicina ai cento volumi pubblicati e a circa 250 soci, spiegando come questi studi vogliano lasciare non solo documentazione storica, ma anche 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.

L’incontro viene presentato infine come un ragionamento condiviso più che come una conferenza tradizionale, aperto al contributo e alle osservazioni dei presenti.

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Nota:

Conservato nel Fondo Barberini della Biblioteca Apostolica Vaticana, il codice Barberiniano Latino 4434, più noto col titolo "Stati, Dominii, Città, Terre e Castella dei Serenissimi Duchi e Prencipi Della Rovere tratti dal naturale da Francesco Mingucci da Pesaro", è la prima e più significativa delle tre raccolte di disegni dovute al pittore-cartografo pesarese.

(https://digi.vatlib.it/view/MSS_Barb.lat.4434)

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𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼

𝗨𝗡 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗜𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢

𝙋𝙖𝙚𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙤 𝙚 𝙧𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙩𝙚𝙛𝙚𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙧𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙈𝙞𝙣𝙜𝙪𝙘𝙘𝙞 (1626)

📍 MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli
🗓️ Martedì 19 maggio 2026

Un evento della Società di studi storici per il Montefeltro con MUSSS e Parco Sasso Simone e Simoncello

“𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼”👧🧒 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶/𝗲 𝗱𝗮𝗶 𝟲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝟭𝟭 𝗮𝗻𝗻𝗶🎶 Sabato pomeriggio ...
18/05/2026

“𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼”

👧🧒 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶/𝗲 𝗱𝗮𝗶 𝟲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝟭𝟭 𝗮𝗻𝗻𝗶

🎶 Sabato pomeriggio ci incontreremo al MUSSS per un laboratorio esperienziale dedicato ai bambini/e dai 6 agli 11 anni.

👉 Con “𝗜 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼”, 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶 ci accompagnerà nel mondo della musica attraverso strumenti sonori, ascolto, gioco e fantasia.

✨ Un pomeriggio divertente e coinvolgente per giocare, apprendere e “viaggiare” attraverso le sonorità di diversi strumenti musicali.

🗓️ Sabato 23 maggio 2026
🕞 Dalle 15.30 alle 17.30
📍 MUSSS – Museo Naturalistico, Pennabilli (RN)

🎟️ Evento a offerta libera
📲 Prenotazione obbligatoria: 328 7268745

Evento FB https://www.facebook.com/events/982014027867353/

🏛️ Evento a cura di MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli con SuonoNatura per Parco Sasso Simone e Simoncello con Chiocciola la casa del nomade



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dettagli nella locandina e nel link dell'evento 👇

“𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼”⇩⇩⇩𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲: è 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.La Società di Studi Storici per il...
13/05/2026

“𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼, 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼”

⇩⇩⇩

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲: è 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.
La Società di Studi Storici per il Montefeltro, in collaborazione con il MUSSS Museo Naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello, vi invita all’incontro:

📖 “𝗨𝗻 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼”
𝘗𝘢𝘦𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘶𝘳𝘣𝘢𝘯𝘰 𝘦 𝘳𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘦𝘧𝘦𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘯𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘦𝘳𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘤𝘰 𝘔𝘪𝘯𝘨𝘶𝘤𝘤𝘪 (𝟣𝟨𝟤𝟨).

L’incontro, inizialmente rinviato causa neve, si terrà:
🗓️ Martedì 19 maggio 2026
🕘 Ore 21:00
📍MUSSS – Via dei Tigli 5, Pennabilli (RN)

🎨 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗴𝘂𝗰𝗰𝗶, pittore - cartografo attivo nel XVII secolo, realizzò nel 1626 una raccolta di vedute di città e del territorio del Ducato di Urbino, ritratti dal naturale, oggi fonte rilevante per la conoscenza storica del territorio.

🎙️ Intervengono 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶, storico dell’arte, e 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶, Presidente della Società di Studi Storici per il .

L’incontro si inserisce nel percorso del MUSSS dedicato alla 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 come intreccio tra natura, storia e sguardi. Le immagini di permettono di osservare il territorio nel tempo, mettendo in relazione forme del , insediamenti e trasformazioni.

⇩⇩⇩

🥾 Utile per le Guide Ambientali Escursionistiche per acquisire strumenti di lettura storica del paesaggio e collegare elementi naturali, assetti insediativi e trasformazioni del territorio nella costruzione della narrazione durante le escursioni.

👉 La conferenza è riconosciuta come 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗲 𝗔𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗘𝘀𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗔𝗜𝗚𝗔𝗘 (1 credito formativo), ma è aperta a tutti gli appassionati di storia, natura e paesaggio.

ACCREDITATO da AIG*E - Codice: 275462-26
AIG*E Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche

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🏛️ Evento a cura di Società di studi storici per il Montefeltro in collaborazione con MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli per Parco Sasso Simone e Simoncello con Chiocciola la casa del nomade



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Indirizzo

Viale Dei Tigli, 5a
Pennabilli
47864

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