MUSEAA_Museo EtnoAntropologico dell'Anglona

MUSEAA_Museo EtnoAntropologico dell'Anglona MUSEAA - Museo EtnoAntropologico dell'Anglona [Official Page] ©

Il museo, attraverso l'obiettivo della camera etnografica, indaga sugli aspetti: storici, sociologici, linguistici, antropologici e ambientali delle 14 comunità dell'Anglona (Sardegna Settentrionale)

02/08/2026

𝐀𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐄𝐭𝐧𝐨𝐜𝐨𝐫𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐚: *𝐒𝐮 𝐏𝐚𝐬𝐬𝐮 𝐂𝐚𝐧𝐭𝐚𝐝𝐮*

*𝐒𝐮 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐮 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐮𝐠𝐡𝐞𝐬𝐮 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐚𝐝𝐮*. 𝐔𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐯𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐠𝐥𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐮𝐫𝐚

🪗🎶Quando l’organetto e la fisarmonica non erano ancora diffusi in Anglona, come veniva accompagnato il ballo popolare?

🔎 Per rispondere sinteticamente a questa domanda, possiamo dire che prima della diffusione dell’organetto diatonico e della fisarmonica il ballo popolare in Anglona, e in particolare a Perfugas, veniva accompagnato dalla voce di un solista oppure dal canto polivocale eseguito da un gruppo di cantori.

🔎📝 Le ricerche sul ballo popolare a Perfugas iniziano negli anni Novanta grazie al grande lavoro di recupero di vecchie registrazioni audio e video svolto da Antoni Maria Marras. Oltre a creare un importante archivio sonoro privato, Marras ha imparato a suonare i balli tradizionali con l’organetto e la fisarmonica, riproponendoli nel repertorio del Gruppo Folk Ericium di Perfugas e, attualmente, nell’attività di Balar – Iscola de Ballu Sardu Perfugas, presieduta da Antonio Fois.

📚 Nel 2000 le ricerche di Marras si intrecciano con quelle etnomusicologiche sui balli dell’Anglona condotte da Giovanni Deperu. Nel 2006, durante uno spuntino nella frazione di Sa Contra, in territorio di Perfugas, con l’aiuto del documentarista Gianfranco Idini, fu possibile intervistare Leonardo Sechi (27 gennaio 1932 – 15 novembre 2025), pastore e grande appassionato di poesia sarda e di canto sardo a chitarra.

*Tiu* Lenaldu si rivelò subito un informatore prezioso, dimostrando una competenza straordinaria nel canto tradizionale. Era infatti capace di imitare *sas boghes* dei cantadores storici e dei poeti più noti, conservandone stile, timbro e modalità esecutive.

Nel video che presentiamo riportiamo un breve estratto di una lunga intervista realizzata nell’agosto del 2006. In questa registrazione Leonardo Sechi ripropone una delle diverse versioni del canto a ballo utilizzato per accompagnare *su passu perfughesu*. Più precisamente, imita l’esecuzione di Antoni Maria Canu nella parte vocale e i testi che quest’ultimo eseguiva durante i balli e le feste del paese.

Probabilmente quella proposta da *tiu* Lenaldu è una delle versioni più raffinate tra quelle tramandate dagli anziani. L’esecuzione è ricca di melismi e presenta uno schema articolato in *introduita*, *isterrida* e *pesada*, elementi che richiamano da vicino i canti polivocali tradizionalmente diffusi in Anglona e Gallura.

Si tratta di una testimonianza particolarmente significativa, poiché potrebbe conservare tracce di antiche modalità di accompagnamento del ballo oggi quasi del tutto scomparse.

Di questo argomento parleremo più approfonditamente in un prossimo contributo.

Video: intervista a Leonardo Sechi - a cura dí Antoni Maria Marras e Giuanne Deperu Fresi. 2006
Riprese: Gianfranco Idini

Condividiamo un ricordo in onore a Salvatore Canopoli, noto Tiu Boreddu, tra le persone più longeve della comunità di Pe...
04/07/2026

Condividiamo un ricordo in onore a Salvatore Canopoli, noto Tiu Boreddu, tra le persone più longeve della comunità di Perfugas, morto nel mese di giugno all'età di 105 anni.

Tiu Boreddu è stato un informatore chiave durante le indagini etno-antropologiche condotte dal MUSEAA, nel 2006 ci trasmise una manciata di strofe appartenenti a un'antica poesia in sardo utilizzata per accompagnare il ballo cantato. Il componimento presentava il termine "barrafonia" dal significato poco chiaro e sfuggente persino agli informatori.

Al post alleghiamo un articolo del blog del MUSEAA dove raccontiamo l'esperienza con gli anziani di Perfugas, una sintetica ricerca d'archivio sul componimento utilizzato per accompagnare su passu de idda e l'interpretazione della parola barrafonia.

Buona lettura.

05/06/2026
𝗣.𝗚.𝗥. 𝗣𝗲𝗿 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗲𝘃𝘂𝘁𝗮. 𝗟’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘅-𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗴𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝗺𝗼𝗻𝘁𝗶.Documentazion...
15/05/2026

𝗣.𝗚.𝗥. 𝗣𝗲𝗿 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗲𝘃𝘂𝘁𝗮.
𝗟’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘅-𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗴𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝗺𝗼𝗻𝘁𝗶.
Documentazione dei saperi, riti, credenze delle feste campestri dell'Anglona.

Nell’agro di Chiaramonti si trova una chiesa di origine medievale dedicata a Santa Giusta, nota non solo per l’importante frequentazione da parte dei fedeli durante l’anno ma anche per la sua importante collezione di ex-voto. Quest’ultima rappresenta una testimonianza materiale-tangibile delle proprietà taumaturgiche attribuite alla Santa.

Gli studi demo-etno-antropologici hanno dimostrato che la pratica dell’ex-voto in Sardegna ha origini antichissime, precede il periodo degli antichi sardi, con offerte votive di vario tipo, sino alle contemporanee tavolette dipinte a mano e ai doni in argento e oro.

Gli ex-voto sono oggetti-segni contenenti i vissuti “negativi” superati o da superare. Questi permettono al singolo individuo di condividere con la sua comunità il trauma legato alla malattia e il superamento tramite intercessione divina. La loro esposizione nella chiesa di Santa Giusta testimonia l’aiuto divino rafforzando la coesione comunitaria di Chiaramonti e la fede collettiva.

Le richieste riguardano generalmente le seguenti tematiche:
• guarigione,
• salvezza interiore,
• superamento di un pericolo.

La collezione, dall’alto interesse etno-antropologico, si compone di diverse tipologie di ex-voto:

• tavolette dipinte da pittori locali con rappresentazioni della Santa mentre intercede con i fedeli. Emergono storia di vita, luoghi, miracoli, malattie e incidenti;
• una moltitudine di “Cuori Sacri” in argento;
• trecce di capelli femminili;
• riproduzione anatomiche di parti del corpo in argento (mani, piedi, occhi, teste di donna ecc);
• immagini sacre;
• fotografie dei fedeli;
• Gioielli di varia tipologia.

Testo: G.P. Deperu Giuanne Deperu Fresi 2026
📸 Ex-Voto Santa Giusta
📸Chiesa Campestre di Santa Giusta (agro Chiaramonti)
Immagini: Ar.IM. Fondazione MUSEAA / fondo G.P. DEPERU © COPYRIGHT

𝗦𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗲 𝗦𝗮𝗻𝘁𝘂 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝘇𝘂 𝗱𝗲 𝗦𝗲𝗱𝗶𝗻𝗲 Documentazione dei saperi, riti, credenze delle feste camprestri dell'Anglona. [...
09/05/2026

𝗦𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗲 𝗦𝗮𝗻𝘁𝘂 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝘇𝘂 𝗱𝗲 𝗦𝗲𝗱𝗶𝗻𝗲
Documentazione dei saperi, riti, credenze delle feste camprestri dell'Anglona.

[...] Babbu fit naschidu in su 1897, in Laerru, si naraiat Bainzu Pinna. Cando fit in su fronte, in sa gherra de su Piave, una die intendeit su frusciu de sa granada, mancu a lu fagher aposta fit diretta ue fit issu!
Cando a s’iscutta si l’at bida in cara s’est paradu dae sa timoria e sinnendesi nalzeit:”Santu Brancatzu meu aggiuademi!”

Pois de sa preghiera sa granada arriveit istudada, chena iscopiare, accultzu a sos pees de Babbu.

Santu Brancatzu l’aiat sarvadu sa vida! Dae sa die Babbu fit diventadu devotu a Santu Brancatzu de Sedine. [...]

*Contu de Peppina Pinna, naschida in Laerru 1931 e registradu dae G.P. Deperu su 09.05.2022)

📸 in foto: Chiesa Campestre di San Pancrazio in agro di Sedini (SS). Anno 2012.
Testo e immagini: Ar.IM. Fondazione MUSEAA / fondo G.P. DEPERU © COPYRIGHT

La “sarda rivoluzione” venne guidata dal giudice della Reale Udienza e dall’Alternos (rappresentante con potere del vice...
29/04/2026

La “sarda rivoluzione” venne guidata dal giudice della Reale Udienza e dall’Alternos (rappresentante con potere del vicerè) G.M. Angioy, che raccolse il sostegno di numerose ville della Sardegna durante la sua marcia antifeudale verso Sassari con lo scopo di abolire i privilegi baronali e affrancare i contadini. Proprio di questo sostegno è rimasta traccia in numerosi atti notarili conservati nel nostro Archivio: oggi vi proponiamo due atti di alleanza e unione sottoscritti il primo dalla sola Villa di Perfugas e il secondo dalle ville di Thiesi, Cheremule e Bessude entrambi del 1796.

25/04/2026
𝐒’𝐚𝐫𝐚𝐝𝐮 𝐜𝐨𝐬𝐬𝐮 (𝐥’𝐚𝐫𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨). 𝑳’𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒂𝒓𝒂𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒊𝒎𝒎𝒆𝒕𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒊𝒏 𝒍𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒖𝒔𝒐 𝒊𝒏 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒏𝒈𝒍𝒐𝒏𝒂.Tra i vari ...
24/04/2026

𝐒’𝐚𝐫𝐚𝐝𝐮 𝐜𝐨𝐬𝐬𝐮 (𝐥’𝐚𝐫𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨). 𝑳’𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒂𝒓𝒂𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒊𝒎𝒎𝒆𝒕𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒊𝒏 𝒍𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒖𝒔𝒐 𝒊𝒏 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒏𝒈𝒍𝒐𝒏𝒂.

Tra i vari reperti presenti nel deposito del 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗔𝗔, in fase di pulizia e disinfezione, spicca un antico aratro simmetrico con impugnatura unica della stegola, totalmente realizzato in legno, con vomere in ferro-battuto incastonato sulla parte superiore del dentale.
Un aratro di rara fattura, diffuso in diverse comunità dell’Anglona, denominato localmente: 𝗮𝗿𝗮𝗱𝘂 𝗰𝗼𝘀𝘀𝘂 che tradotto significa aratro corso.

La macro-tipologia dell’aratro simmetrico in legno è diffusa in diverse zone del Mediterraneo e dell’Europa. In Sardegna il suo utilizzo è attestato dall’alto Medioevo, per quanto concerne l’Anglona questa tipologia di aratri è citata in diverse fonti letterarie che descrivono le attività agricole dei messajos (agricoltori).
In epoca Contemporanea è documentato attraverso due immagini d’epoca scattate nell’agro di Perfugas a cavallo tra gli anni ’40 e ’60 del 1900.

Nel 2015 la campagna di indagini etno-antropologiche, coordinata dal Resp. Scientifico Giovanni Pancrazio Deperu e promossa dai soci del MUSEAA, ha visto coinvolti diversi ex-agricoltori provenienti da tutte le comunità dell’Anglona.

Dalle interviste emersero diverse informazioni sull’aratro corso e sulle altre tipologie di aratri in legno sintetizzabili nei seguenti punti:
- prima dell’utilizzo degli aratri in metallo i messajos si autoproducevano diverse tipologie di aratri in legno;
- esisteva una scuola di carpenteria per la produzione degli aratri in legno con artigiani specializzati detti “mastros de arados”;
- la tipologia dell’aratro corso era nota a tutti gli intervistati;
- veniva utilizzato in accoppiata con il giogo da nuca bovino;
- era relegato specialmente alle arature per le semine cerealicole e alla preparazione degli orti;
- Ogni singola parte che compone l’aratro ha una denominazione in sardo.

Testo: Giovanni Pancrazio Deperu. 23/04/2026

- ArIM_Archivio Immagini MUSEAA; Fondo Foto d’Epoca: Agro di Perfugas, Agricoltore intento nei lavori di aratura con l’aradu cossu
[ Immagine messa a disposizione da Antonio Sotgiu].

ARADU COSSU
MUSEAA |Cod.Inv. BDEAM_0302 |
Dimensioni 330x67x25 cm
Provenienza aratro: Agro di Perfugas loc. Sas Contreddas,
Reperto donato dal sig. Billiu Deiana, primo presidente del MUSEAA.

Credit video: Pulizia e disinfezione dell’Aradu Cossu - presso deposito reperti MUSEAA.

Indirizzo

Via Montegranatico
Perfugas
07034

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