02/03/2026
✨️Si parla dei nostri tesori!
Era il 26 giugno 1946, e due fratelli stavano scavando un canale di scolo.
Giuseppe e Pietro Peruzzini, mezzadri, lavoravano la terra di Cartoceto, una frazione di Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino. La zona si chiama Santa Lucia di Calamello — un posto che non trovi su nessuna cartolina.
La vanga colpì qualcosa di metallico.
Quello che emerse, frammento dopo frammento, fu uno dei ritrovamenti archeologici più clamorosi del Novecento: 318 pezzi di bronzo dorato, per un peso complessivo di oltre 9 quintali, nascosti in una fossa conica profonda meno di due metri.
Erano i resti di quattro sculture: due cavalieri a cavallo e due figure femminili stanti, databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
E qui arriva il punto.
Non esiste nient'altro di simile al mondo. Nessun altro gruppo scultoreo equestre romano in bronzo dorato è sopravvissuto completo. Zero. Quello che i Peruzzini dissotterrarono con una vanga è, tecnicamente, un unicum assoluto nella storia dell'arte antica.
Le sculture erano state distrutte di proposito — colpite con oggetti contundenti, ridotte in frammenti — e poi sotterrate tutte insieme. L'ipotesi più accreditata: qualcuno cercò di nasconderle dai saccheggiatori, forse in fuga, forse con l'intenzione di tornare a recuperarle.
Non tornò mai.
I cavalieri raffigurati indossano tunica e paludamentum, il mantello militare romano. I loro cavalli portano falere decorate con divinità e motivi marini — allusioni a vittorie. Chi fossero esattamente, non lo sappiamo: forse una famiglia nobiliare locale, forse personaggi legati alle città romane della costa marchigiana come Pisarum o Fanum Fortunae.
Il ritrovamento non fu disperso sul mercato nero grazie al parroco Giovanni Vernarecci, ispettore onorario alle antichità, che segnalò immediatamente il caso alle autorità.
Dopo tre restauri e una lunga contesa istituzionale risolta solo nel 1999, i Bronzi Dorati di Pergola sono oggi esposti nel Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola, in Largo San Giacomo 1.
Due cavalli, due cavalieri, due matrone.
Quasi duemila anni nascosti sotto la terra di un campo che nessuno considerava speciale.
In breve:
Il 26 giugno 1946, due fratelli mezzadri trovarono per caso 318 frammenti di bronzo dorato sotto un campo a Cartoceto di Pergola.
Le sculture — due cavalieri a cavallo e due figure femminili — risalgono al I sec. a.C./I sec. d.C. e sono l'unico gruppo equestre romano in bronzo dorato al mondo.
Erano state distrutte e sotterrate intenzionalmente, probabilmente per sottrarle ai saccheggiatori, e dimenticate per quasi duemila anni.