14/11/2025
Ipazia era di Alessandria d’Egitto e visse nel 400 d.C.
Matematica e astronoma realizzò strumenti come l’astrolabio piatto, l’areometro e l’idroscopio.
Fu trucidata da fanatici cristiani, sotto l’influenza di Cirillo, tuttora santificato.
Qui invece siamo a Saqqara, sotto la piramide di Djoser, la prima piramide costruita del mondo. A progettarla fu Imhotep architetto e medico della III dinastia, probabilmente l’autore del papiro di Edwin Smith, uno dei più antichi trattati medici.
Per questo fu associato al Dio della Medicina Esculapio.
Queste due figure della storia hanno contribuito a far crescere le nostre conoscenze e tecniche. Senza di loro altre scoperte forse non sarebbero state possibili.
Ma non basta, serve che siano divulgate e ricordate, una sorta di staffetta fatta da professionisti.
Spesso le religioni o le ragioni politiche hanno messo un velo o un muro, per Ipazia per molto tempo ci fu una damnatio memoriae, credo più per la figuraccia che fecero i cristiani, che per la gelosia verso una donna che aveva superato i saperi maschili.
Ma per fortuna la sua luce è tornata a brillare in un affresco divenuto famosissimo, la Scuola di Atene dipinta da un altro grande che ha rivoluzionato l’arte, Raffaello.
Raffaello ed i suoi allievi lo dipinsero nella Stanza delle Signature, oggi nei Musei Vaticani. Ipazia è tra i 58 personaggi che illustrano la grande parete.
Nei panni di illustri sapienti si sono rappresentati Michelangelo, Leonardo, Raffaello e tanti altri per collegare il mondo antico con quello moderno.
In pratica un rito magico, poiché da lì è nato quello che Vasari chiamó Rinascimento.