Museo Virtuale di Polcenigo

Museo Virtuale di Polcenigo Pagina dedicata alle storie di vita passate del Borgo di Polcenigo. Un museo virtuale per ricordare.

Nel 1934, a Polcenigo, gli abitanti della frazione di Coltura diedero un esempio straordinario di collaborazione e spiri...
12/05/2026

Nel 1934, a Polcenigo, gli abitanti della frazione di Coltura diedero un esempio straordinario di collaborazione e spirito comunitario.
Una vecchia strada ormai ridotta a un sentiero rendeva difficili i collegamenti del paese. Così i cittadini non rimasero a guardare: si mobilitarono, offrirono gratuitamente il proprio lavoro, cedettero terreni e contribuirono alla realizzazione della nuova strada e del ponte sul torrente Mena.

“Quando l’opera sarà compiuta la nuova strada [...] snellirà completamente il traffico e sarà di grande giovamento agli abitanti delle borgate servite dalla nuova opera.”

“Sulla nuova sede stradale sarà anche costruito un ponte in cemento con un’unica luce di quattro metri attraversante il torrente ‘Mena’.”

💡Era il 1 settembre 1928: la luce arriva a Polcenigo!!!Un piccolo grande momento per la comunità: proprio in questi gior...
17/04/2026

💡Era il 1 settembre 1928: la luce arriva a Polcenigo!!!

Un piccolo grande momento per la comunità: proprio in questi giorni del 1928 viene completato l’impianto elettrico per l’illuminazione pubblica in tutto il Comune di Polcenigo.
A raccontarlo è il Gazzettino dell’epoca, che annuncia con orgoglio l’inaugurazione prevista per il primo settembre.

Le strade, fino ad allora immerse nel buio dopo il tramonto, iniziano finalmente a illuminarsi, segnando un passo importante verso la modernità.
Non è solo una questione pratica: la luce pubblica cambia la vita quotidiana, rende più sicuri gli spostamenti serali e prolunga i momenti di socialità dando un nuovo volto al paese.

✨ Oggi può sembrare scontato, ma allora era una vera rivoluzione.
#1928

28/03/2026

🕰️ 𝗔𝘂𝘁𝘂𝗻𝗻𝗼 𝟭𝟵𝟭𝟴: 𝗹'𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗼 𝗮 𝗣𝗼𝗹𝗰𝗲𝗻𝗶𝗴𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 🕰️

​Sapevate che il nostro splendido borgo viene citato nelle pagine de 𝗟'𝗮𝗹𝗰𝗼𝘃𝗮 𝗱'𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗶𝗼, celebre romanzo di 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗧𝗼𝗺𝗺𝗮𝘀𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶? Ringraziamo di cuore la nostra concittadina Monica Apostoli per averci segnalato questa affascinante testimonianza, che immortala l'arrivo delle truppe italiane a 𝗣𝗼𝗹𝗰𝗲𝗻𝗶𝗴𝗼 nei giorni della liberazione alla fine della Prima Guerra Mondiale.

​👤 𝗖𝗵𝗶 𝗲𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶?
Scrittore, poeta e drammaturgo, Marinetti è celebre per aver fondato il 𝗙𝘂𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼, il movimento d'avanguardia che nei primi decenni del Novecento esaltava la velocità, il progresso e il dinamismo. Tra le sue opere più iconiche ricordiamo il 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 (1909) e il poema 𝗭𝗮𝗻𝗴 𝗧𝘂𝗺𝗯 𝗧𝘂𝗺𝗯, che rivoluzionò la letteratura con l'uso delle celebri "parole in libertà".

​📖 𝗗𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 "𝗟'𝗮𝗹𝗰𝗼𝘃𝗮 𝗱'𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗶𝗼"?
Pubblicato nel 1921, è un romanzo dal forte taglio autobiografico che racconta in presa diretta l'ultimo anno della Grande Guerra, dalla resistenza sul Piave fino alla vittoria di Vittorio Veneto. L'autore partecipò al conflitto a bordo di una veloce autoblindo (la vera e propria "alcova d'acciaio" a cui si riferisce il titolo), descrivendo l'offensiva dell'esercito italiano con un inconfondibile stile frenetico e vitalistico.

​📍 𝗣𝗼𝗹𝗰𝗲𝗻𝗶𝗴𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼
Durante la travolgente controffensiva dell'autunno del 1918, le autoblindo italiane attraversarono i nostri territori per liberarli dall'occupazione austro-ungarica. Nel romanzo, il passaggio per 𝗣𝗼𝗹𝗰𝗲𝗻𝗶𝗴𝗼 è descritto con grande trasporto. Marinetti dipinge in modo vivido i cittadini che corrono verso i soldati per festeggiare, esplodendo in grida di gioia per la ritrovata libertà:

​«— Polcenigo! grida Ghiandusso... tutti i borghesi corrono nella campagna, verso di noi! Donne, bambini... Quante donne! Vivaaaa! Italiaaaaaa! Vivaaaaa!»

Un frammento della nostra storia locale che riaffiora tra le pagine della letteratura italiana 🇮🇹

​Avevate mai letto questo romanzo o conoscevate questa citazione? Fatecelo sapere nei commenti! 👇

FILIPPO TOMMASO MARINETTI (1876 -1944) fondatore del futurismo  .....a POLCENIGO nei suoi scritti......Ed ecco tra le pa...
27/03/2026

FILIPPO TOMMASO MARINETTI (1876 -1944) fondatore del futurismo .....a POLCENIGO nei suoi scritti......

Ed ecco tra le pagine dell'opera L'ALCOVA D'ACCIAIO dello scrittore Marinetti un passaggio dell'arrivo delle truppe a novembre 1918 per liberare il nostro bel borgo....

"—Polcenigo! grida Ghiandusso... tutti i borghesi corrono nella campagna, verso di noi! Donne, bambini...
Quante donne!
Vivaaaa! Italiaaaaaa! Vivaaaaa!
Aaaaaaa!
Sento un tuffo di gioia brutale nel cuore che mi rimbalza in gola. Via, fèrmati, cuore mio, se non sei un
cuore di donna! Il cuore sotto la morsa della volontà cede ma subito piange silenziosamente, quasi muore in
un vasto lago di pianto.
Come frenare questa gioia cara tiepida soave che mi punge gli occhi? Gioia intrisa di pietà e di angoscia!
Vivaaaaaa! Italiaaaaa!
—Attento, Menghini, sorveglia la strada, non arrotare i bambini, per ca**tà!
Ad ogni angolo di villaggio una folla colorata rorida di allegria solare. Braccia n**e al cielo, fazzoletti al
vento della corsa e fiori che sfiorano la blindata. Polcenigo, Castello d'Aviano e Villetta sono preziose
miniature di villaggi disposti sopra una serie di colline verdi, basse, flessuose. La strada che li attraversa tutti
va su e giù con grazia disinvolta, curve molli persuasive seguendo le ondulazioni musicali del paesaggio. La
strada bianca ondeggia e freme come un immenso albero caduto sotto il peso dei suoi villaggi appollaiati a
destra e a sinistra sui rami.
Vivaaa! Italiaaaaaa!"

Inverno 1944-1945Quell’inverno era implacabile.... la neve cadeva senza sosta e così abbondante da superare i tetti dell...
04/02/2026

Inverno 1944-1945

Quell’inverno era implacabile.... la neve cadeva senza sosta e così abbondante da superare i tetti delle casere, rendendo la vita in montagna durissima. Per questo, già nella prima decade di gennaio, il battaglione “Manin”, d’intesa con il comandante di brigata “Chirurgo”, scese di quota fino a Mezzomonte, anche per salvaguardare la salute di molti uomini provati dal freddo.
Proprio a Mezzomonte, alle prime luci dell’alba del 4 febbraio 1945, si consumò uno degli episodi più tragici della Resistenza locale.

Io non dimentico!

Aniceto Belgiorgio “Negus”
Raimond Lefevre “Paris”
Costanzo Ascione “Libertà”
Ronaldo Scarpa “Venezia”
Ennio Manzon “Bortolo”
Bruno Janes “Orso”
Giacomo Zanolin “Topo”
Giomaria Alfier “Bia”

Lo stesso giorno a Brocomada di San Giovanni di Polcenigo vennero uccisi;
Antimo Terone “Vento” , Sergio Quaia “Volpe”, Angelo Della Toffola “Caifa”.

Santino Della Fiorentina “Boris” che venne catturato a Mezzomonte il 4, venne ucciso il 26 febbraio a Giais insieme a Giuseppe Martinuzzi.

Dal periodico "Il Paese" del 1906"Polcenigo intorno al famoso castello. Chi entrando passeggiando per Polcenigo si ferme...
19/01/2026

Dal periodico "Il Paese" del 1906

"Polcenigo intorno al famoso
castello.
Chi entrando passeggiando per Polcenigo si fermera ad osservare i muri delle case, leggerà facilmente delle diverse iscrizioni scritte o I stampate due anni or sono qauale protesta per la vendita del castello. antica dimora dei conti Polcenigo. Le iscrizioni suonano pressapoco cosi: < Evviva il castello - Vogliamo il castello Non si tocchi il castello per ca**tà!.. Fuori i barbari - Resti a noi l'antico castello >. E perfino quest'altra: < Poco c'importa il morire per il castello !..>
In quell'epoca il castello, causa vive dimostrazioni, veniva risparmniato.
In quest'anno. altra sentenza di demolizione venne pronunciata contro quell' imponente palazzo e ormai si aveva incominciato a calare da quella rocca dei grossi materiali. L'ora fatale era suonata e nel prossimo inverno il castello doveva sparire.
Possibile, si gridava da molti, pos- sibile che non vi sia nessuno che abbia un po' di amor di patria e risparmiare un disonore a Polcenigo ?
Questo grido di lamento venne udito dal simpatico ingegnere, il signor Giuseppe dei co. Polcenigo, il quale acquistò il castello per ridurlo all'antico vigore. Se a tutti rincresceva la pronunciata sentenza di demolizione, questa compera fatta dal conte Beppi riu- sci per l'intiero comune un vero trionfo di amor patrio. Lode quindi al sullodato signore di Polcenigo che col restauro del tanto rinomato castello, conserverà la bellezza di questi paraggi pedemontani."

Auguro  a tutti voi buone feste e un sereno futuro anno 2026, un anno che per me si preannuncia particolarmente importan...
27/12/2025

Auguro a tutti voi buone feste e un sereno futuro anno 2026, un anno che per me si preannuncia particolarmente importante e ricco di memoria e di ricerche storiche.
Da oltre un anno sto dedicando tempo ed energie nell’ambito delle ricerche storiche per il Centro Studi al Valor Militare dell’Istituto del Nastro Azzurro Decorati al Valor Militare, finalizzate a una futura pubblicazione sulla Brigata partigiana Ciro Menotti.
L’obiettivo è quello di raccontare e approfondire, oltre a quanto già documentato dal Diario di Raimondo Lacchin "Quando vestivamo alla garibaldina" e dalle diverse pubblicazioni esistenti, la storia di un delicato e fondamentale momento storico: quello della Resistenza, che si svolse oltre 80 anni fa anche nella nostra terra.
Una storia fatta di uomini, scelte difficili, sacrifici e Valori che meritano di essere ricordati e trasmessi alle nuove generazioni.
📣 Per questo chiedo il vostro aiuto.
Rivolgo un appello a tutti coloro che hanno avuto padri o nonni tra i partigiani dei battaglioni Manin, Peruch e Nievo della Brigata Ciro Menotti.

Se tra i vostri cassetti della memoria siete ancora in possesso di materiale fotografico, documenti cartacei o oggetti legati a quel periodo, vi invito a contattarmi all'indirizzo [email protected]

Il vostro contributo sarà sicuramente fondamentale per raccontare in modo ancora più approfondito, autentico e condiviso questo delicato periodo della nostra storia.
Grazie fin d’ora a chi vorrà aiutarmi a custodire e tramandare la memoria.
Buone feste e buon 2026 a tutti. 🌟

Già nel 1932, come riportato dal Gazzettino, a Polcenigo ci si preoccupava profondamente per la sorte del nostro castell...
04/12/2025

Già nel 1932, come riportato dal Gazzettino, a Polcenigo ci si preoccupava profondamente per la sorte del nostro castello. Un articolo dell’epoca racconta come alcuni crolli avessero destato timore tra i cittadini per l’integrità di quel “vecchio e magnifico maniero”.
Un illustre ingegnere venne incaricato di valutarne le condizioni e di stabilire i lavori necessari per “irrobustire il grande palazzo”, con l’augurio che il castello potesse continuare a svettare per lunghi secoli sul suo magnifico piedistallo, custode di storia e testimone di un’era gloriosa della nostra terra.



🌲 Il Cedro del Libano di Polcenigo: una Storia che Vive (a Polcenigo) da 93 AnniL’8 marzo 1932 il Gazzettino  raccontava...
02/12/2025

🌲 Il Cedro del Libano di Polcenigo: una Storia che Vive (a Polcenigo) da 93 Anni

L’8 marzo 1932 il Gazzettino raccontava con toni solenni e retorici tipici dell’epoca, la cerimonia con cui a Polcenigo venne messo a dimora un giovane cedro del Libano. Era una pianta alta cinque metri, arrivata appositamente da Padova e collocata nella zona antistante la nostra arcipretale alla presenza delle autorità, delle scolaresche, delle milizie e della popolazione.

Un grande evento civile e propagandistico, pensato per trasformare un albero in un simbolo del tempo.
Oggi, a quasi un secolo di distanza, quell’albero è ancora lì.

POLCENIGO 1927Annuncio funebre del 27 maggio 1927: la morte improvvisa dell’Ing. Cav. Conte Giuseppe Sbrojavacca, primo ...
14/11/2025

POLCENIGO 1927

Annuncio funebre del 27 maggio 1927: la morte improvvisa dell’Ing. Cav. Conte Giuseppe Sbrojavacca, primo Podestà di Polcenigo.

Il Gazzettino dell’epoca racconta il grande cordoglio della famiglia, del Comune e della comunità, che partecipò numerosa ai funerali del 29 maggio.
Un piccolo frammento di storia locale che torna alla luce quasi cento anni dopo.....



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Indirizzo

Polcenigo
33070

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