Fondazione Leonardo Sciascia

Fondazione Leonardo Sciascia La Fondazione Leonardo Sciascia è stata istituita dal Comune di Racalmuto d’intesa con lo scrittore.

L'ente conserva e valorizza il patrimonio appartenuto a Leonardo Sciascia come la sua collezione di 200 ritratti di scrittori e il suo ‘Fondo personale’

Seguo il lavoro di Tranchino da più di vent'anni: da quando, non so più su qual giornale e per qual mostra, ho visto la ...
03/09/2026

Seguo il lavoro di Tranchino da più di vent'anni: da quando, non so più su qual giornale e per qual mostra, ho visto la riproduzione di un suo quadro e, capitando a Siracusa, in compagnia di Dominique Fernandez che allora passava le estati in una casetta sul mare di Pachino, sono andato nel suo studio. Lavoro, dico, per improprio – in questo caso – modo di dire: Tranchino, stendhalianamente e savinianamente, non lavora (e ricordo una memorabile pagina di Savinio, di introduzione a una cartella di litografie di Fabrizio Clerici), si diletta: dipinge, cioè, con diletto, con piacere, come in una prolungata vacanza - tanto prolungata -, continua ed intensa da assorbire interamente la sua vita. E forse appunto da ciò nasce l'attenzione, il sodalizio, l'amicizia che ci lega: dal reciproco riconoscerci dilettanti, proprio nel senso di cui discorreva Savinio per Clerici. E non che il dilettarsi escluda i "latinucci", la ricerca, l'inquietudine, il travaglio, il guardarsi dentro a volte con sgomento e il guardar fuori con prensile attenzione e a volte avidamente: ma in una sfera, sempre, di "divertimento", di gioco esistenziale. Un gioco in cui ha gran parte la memoria, il suo trasmutarsi o mutarsi in mito, favola; ad avvertimento del presente; del destino, anche: e così trascorrendo le immagini, le metafore, gli emblemi da Omero a Conrad, con alquante postille borgesiane.
Nato a Siracusa nel 1938, Tranchino non se ne è mai allontanato se non per periodi brevissimi, a presenziare a mostre proprie o per vedere quelle di altri pittori a lui congeniali, in Italia e fuori. Il suo più lungo soggiorno credo sia stato a Parigi, per apprendervi la tecnica dell'acquaforte, mezzo di espressione che sempre più l'attrae (ed è pure da notare, in questi ultimi anni, un suo più intenso disegnare, una più forte carica di disegno nella sua pittura).
Otto Weininger diceva che a Siracusa si può nascere o morire, non vivere. Pensava, forse, a Platen che è andato a morirvi. Ma Tranchino non solo serenamente vi vive, ma ne rivive i miti lontani (che a volte appaiono come "citazioni" di De Chirico, di Savinio) e quelli dell'infanzia: tra il mare e la campagna, nei dissepolti splendori di una civiltà impareggiabile.

Leonardo Sciascia nel 1986

Gaetano Tranchino è morto oggi, 3 settembre.

Nella fotografia di Giuseppe Leone, Leonardo Sciascia e Gaetano Tranchino
Ministero della Cultura Regione Siciliana Regione Siciliana Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

29/08/2026

Un ricordo di Fernando CAVALLARO

Sabato 29 agosto, a Racalmuto, nei locali della Fondazione Sciascia, una serata dedicata a Fernando Cavallaro, scomparso...
26/08/2026

Sabato 29 agosto, a Racalmuto, nei locali della Fondazione Sciascia, una serata dedicata a Fernando Cavallaro, scomparso il 26 aprile del 2025. Il suo accurato lavoro ha contribuito alla crescita della Fondazione, assicurandole un assetto normativo che tutela opportunamente lo straordinario patrimonio appartenuto a Leonardo Sciascia, suo amico di sempre. La sua volontà di proteggere l'eredità morale di un amico rimane nello spirito e nella lettera della Fondazione Sciascia come in tanti ricordi legati a Racalmuto e alla campagna della Noce.

Ministero della Cultura Regione Siciliana Regione Siciliana Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

Saskia Avalle recensisce su Il Giornale "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti memorabili" di Mat...
19/08/2026

Saskia Avalle recensisce su Il Giornale "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti memorabili" di Matteo Collura (Rubbettino EditoreRubbettino editore). Il libro è il tredicesimo titolo della collana Quaderni di Regalpetra.
Ministero della Cultura Regione Siciliana Regione Siciliana Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

06/08/2026

Presentazione del libro di Matteo Collura "Detto in parole semplici"

Maria Pia Farinella, che da anni dedica attenzione alla collana Quaderni di Regalpetra, recensisce su Il Foglio "Detto i...
06/08/2026

Maria Pia Farinella, che da anni dedica attenzione alla collana Quaderni di Regalpetra, recensisce su Il Foglio "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti memorabili" di Matteo Collura (Rubbettino editore).

"Detto in parole semplici" è un rigoroso, quanto efficace, esercizio di saggistica civile tradotto nell’immediatezza del...
01/08/2026

"Detto in parole semplici" è un rigoroso, quanto efficace, esercizio di saggistica civile tradotto nell’immediatezza della conversazione pubblica. Attraverso una densa trama di rimandi ‒ che cuce la dolente lucidità di Manzoni all’inconscio teatrale di Pirandello, fino al magistero etico di Sciascia ‒ Matteo Collura persegue un’idea di letteratura intesa come supremo tribunale di verità e j’accuse contro le imposture del potere. Dall’eroico attraversamento della frontiera alle grottesche geometrie del delitto Tandoy, la Sicilia si fa prisma delle patologie italiane ‒ la giustizia piegata al calcolo, l’antimafia di consorteria ‒, ma lo sguardo di Collura si estende oltre i confini dell’isola per interrogare i grandi nodi della modernità. L’analisi si misura così con l’ambiguità del mito di Napoleone, precursore autoritario e civile dell’Europa unita, e con la natura stessa del libro: non oggetto di feticismo da collezionisti, ma ordigno critico e indispensabile strumento di sopravvivenza. In queste pagine, la memoria non è un inventario di cimeli. La lettura si rivela una pratica propriamente rivoluzionaria, un fitto e appassionato mormorio di ostinate voci che, lungi dal rassegnarsi al silenzio, invita a ritrovare nel valore della parola scritta la bussola per orientarsi nei chiaroscuri del presente e riscoprire, insieme agli italici difetti, la persistenza delle più nobili virtù.

La presentazione di "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti memorabili" di Matteo Collura sarà a Racalmuto, nei locali della Fondazione Sciascia, giovedì 6 agosto alle ore 18. Con l'autore dialogherà Vito Catalano.
Ministero della Cultura Regione Siciliana Regione Siciliana Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Rubbettino Editore

Ci sono espressioni che s'abbarbicano alla memoria e diventano parte, non solo dell'immaginario, ma perfino di un incons...
31/07/2026

Ci sono espressioni che s'abbarbicano alla memoria e diventano parte, non solo dell'immaginario, ma perfino di un inconscio collettivo. Questo si potrebbe dire del titolo del più famoso romanzo di James Fenimore Cooper: “L'ultimo dei Mohicani”. E a questo titolo – immediatamente, inevitabilmente – viene da pensare nel giorno in cui la voce di Melo Freni ha lasciato questa dimensione terrena: come lo scrittore desiderava, sulla costa messinese del Mar Tirreno. Melo Freni era l'ultimo sopravvissuto di una generazione che, in Italia, ha interpretato la letteratura come esercizio d'indipendenza e di gioia, come intima esigenza, come speranza di un riscatto. Per la Sicilia, per l'Italia, per l'essere umano. Con curiosità, custodendo in sé e in ogni pagina la capacità di sorprendersi e di scoprire. Nel tentativo – mai vano – di cogliere nei caratteri neri sulla pagina bianca scintille di conoscenza e consapevolezza.

«Il mio paese è triste
nonostante i fragori della luce
è triste quando piove se c’è vento
l’umido rompe le ossa
le sorgenti non spezzano la sete.
Il mio paese si limita a scottare
brucia tutto nel sole
nonostante la festa dei melloni
e le armoniche non vogliono morire.
Ho visto quaglie cascare sotto colpi
di astuti bracconieri
col sorriso a due facce nel donare
la vittima segnata.
Nel mio paese superbo e disperato
cercò la gloria Empedocle nel fuoco
il flauto di Teocrito è spezzato
Archimede è un liceo
Stesicoro una piazza d’abusivi.
Forse è colpa di Ulisse
poi che accecò il gigante e tra le rive
strette e incantate superò lo scoglio
lasciando la lezione dell’inganno».

La luce dell'alba intrideva la campagna, pareva sorgere dal verde tenue dei seminati, dalle rocce e dagli alberi madidi:...
09/07/2026

La luce dell'alba intrideva la campagna, pareva sorgere dal verde tenue dei seminati, dalle rocce e dagli alberi madidi: e impercettibilmente salire verso il cielo cieco. Il chiarchiaro di Gràmoli, incongruo ed assurdo nella pianura verdeggiante, pareva una enorme spugna, nera di buchi, che veniva inzuppandosi della luce che sulla campagna cresceva. Il capitano Bellodi che era arrivato a quel limite in cui stanchezza e sonno si fanno lucida febbre, come se da sé si consumassero per dar luogo a un ardente specchio di immagini (e così è della fame, che ad un certo punto, ad una certa intensità, si assottiglia in lucida inedia che respinge la visione del cibo), il capitano pensava 'Dio qui ha gettato la spugna' in analogia alla visione del chiarchiaro ponendo la lotta e la sconfitta di Dio nel cuore umano. Un po' scherzando, e perché sapeva il capitano curioso di certe espressioni popolari, il brigadiere disse "E lu cuccu ci dissi a li cuccuotti: a lu chiarchiaru nni vidiemmu tutti"e subito incuriosito il capitano gli chiese il significato.
Il brigadiere tradusse "Ed il cucco disse ai propri figli: al chiarchiaro ci incontreremo tutti" ed aggiunse che forse voleva dire ci incontreremo tutti nella morte, l'immagine del chiarchiaro, chi sa perché, diventata idea della morte. Il capitano capiva benissimo perché: e febbrilmente ebbe visione di un fitto raduno di uccelli notturni nel chiarchiaro, un cieco sb****re di voli nell'opaca luce dell'ora; e gli pareva che il senso della morte non si potesse dare in immagine più di questa paurosa.

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta.

Riccardo De Palo recensisce sul quotidiano Il Messaggero "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti m...
30/06/2026

Riccardo De Palo recensisce sul quotidiano Il Messaggero "Detto in parole semplici. A tu per tu con personaggi e fatti memorabili" di Matteo Collura (Rubbettino editore). Il libro è il tredicesimo titolo della collana Quaderni di Regalpetra.

Indirizzo

Viale Della Vittoria, 3
Racalmuto
92020

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:30 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:30 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+390922941993

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