27/04/2026
Nella formazione di Giacomo Leopardi, anche il disegno ha un ruolo preciso, spesso poco noto.
Tra i suoi precettori compare il gesuita spagnolo Francesco Serrano che introduce il giovane Giacomo ai rudimenti del disegno attraverso esercizi e modelli a sanguigna.
Osservare, copiare, comprendere: è così che lo sguardo si educa. Leopardi, ancora adolescente, si cimenta a sua volta con alcuni disegni a penna, raffigurando San Luigi Gonzaga e San Francesco Saverio, figure a lui familiari e significative.
Nello Zibaldone, in un pensiero del 12 luglio 1820 annota: “il racconto è uffizio della parola, la descrizione del disegno”.
Per lui non è solo una pratica artistica, ma uno strumento di conoscenza, un modo per imparare a guardare, prima ancora che a scrivere.