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Arte Oggi 1976–2026Un’intuizione che ha raccontato il futuro dell’arte contemporaneaNella primavera del 1976, in una Rom...
30/04/2026

Arte Oggi 1976–2026
Un’intuizione che ha raccontato il futuro dell’arte contemporanea

Nella primavera del 1976, in una Roma attraversata da fermenti culturali e trasformazioni sociali profonde, prese vita un progetto editoriale destinato a lasciare un segno: “Arte Oggi 76”.

All’Hotel Parco dei Principi, davanti a esponenti della stampa, artisti e intellettuali, venne presentata un’opera che non era soltanto un libro, ma una vera dichiarazione di intenti.
Un’antologia che raccoglieva le voci, le immagini e le visioni di circa mille artisti contemporanei, selezionati con rigore e sensibilità.

Al centro di questa impresa vi era Gaetano Pentimalli, editore che, con coraggio e lungimiranza, scelse di investire in qualcosa di raro: una fotografia autentica del presente artistico, senza compromessi.
Accanto a lui, il lavoro meticoloso del giornalista Michele Cennamo, che curò ogni dettaglio, trasformando il progetto in un’opera organica e coerente.

L’introduzione affidata al Dott. Francesco Boneschi e il coinvolgimento di figure di primo piano come Giulio Carlo Argan testimoniano il valore culturale riconosciuto all’iniziativa fin dal suo esordio.

“Arte Oggi” non era solo una raccolta:
era una visione.

Un’opera rilegata con cura, pensata per durare nel tempo, ma soprattutto per interpretare il presente. In un’epoca in cui l’arte contemporanea cercava nuovi linguaggi e nuove identità, questo volume seppe offrire uno spazio inclusivo e autorevole, dando voce a una generazione in piena trasformazione.

Cinquant’anni dopo

A distanza di mezzo secolo, quella visione appare ancora più significativa.

“Arte Oggi 76” non fu semplicemente un catalogo o un’antologia:
fu un punto di riferimento, un momento di sintesi tra ricerca estetica e racconto collettivo.

Molti degli artisti presenti avrebbero continuato a influenzare il panorama culturale; altri, forse, sono rimasti tracce silenziose di un’epoca. Ma insieme hanno composto un mosaico irripetibile.

Oggi, nel 2026, ricordare quell’evento significa anche riconoscere il valore di chi ha creduto nell’arte come strumento di testimonianza e di costruzione del futuro.

Un’eredità viva

Questa commemorazione non è soltanto uno sguardo al passato, ma un invito a proseguire quel percorso.

L’intuizione di Gaetano Pentimalli ci ricorda che:

l’arte va documentata nel suo presente,
il talento va riconosciuto con coraggio,
la cultura si costruisce attraverso visioni condivise.

“Arte Oggi” resta, ancora oggi, un esempio di editoria culturale capace di unire rigore, passione e innovazione.

Per Marco Pentimalli

Nel ricordare i 50 anni di questa straordinaria iniziativa, il pensiero va anche a chi ne custodisce la memoria e ne rinnova il significato.

Questa commemorazione è anche un gesto di continuità:
un ponte tra generazioni, tra chi ha creato e chi oggi sceglie di ricordare, valorizzare e, forse, reinventare.

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24/10/2025

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Un Caloroso Buongiorno e Buona Venerdi a tutti gli Amici Calabresi nel Mondo dalla pagina ufficiale di (( Calabria MIA. ))
"Oggi vi salutiamo da Reggio di Calabria. Calabria Italy"

17/07/2025

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Le botteghe “scadute”

La parola BOTTEGA (dal greco apothéke) è attestata nei volgari italiani del Medioevo col significato di ‘magazzino’ e poi con quelli di ‘negozio in cui si vendono merci’ e di ‘officina di artigiano’. L’espressione “andare a bottega”, fin dal Trecento, indicava appunto l’‘imparare un mestiere’. Nel Rinascimento con BOTTEGA si intese anche il laboratorio di un artista frequentato da allievi […]. A questi valori concreti subito si affiancò anche il significato traslato di ‘commercio, affare’, da cui l’espressione FAR BOTTEGA ‘far guadagno’: “molti fecero bottega con infiniti miraculi finti” (Leonardo, Trattato della pittura).
Tali accezioni, tranne l’ultima, si son mantenute sino ad oggi. Ed è sempre stato chiaro che la bottega è un luogo dove fondamentalmente si fa commercio.
[…] Ma nel corso dei secoli, e specie in epoca moderna, per indicare il ‘locale dove si vendono merci’, si ebbero vari altri sinonimi o quasi sinonimi, come ESERCIZIO, MAGAZZINO (dal sec. XVI), NEGOZIO (dal sec. XVII), BAZAR, EMPORIO, GRANDI MAGAZZINI, RIVENDITA, SPACCIO, VENDITA (sec. XIX), BOUTIQUE, CASA, CENTRO, MINIMARKET, SUPERMERCATO, ecc. (sec. XX). Alcuni di questi termini hanno impieghi, significati, sfumature particolari che non corrispondono sempre o del tutto con quelli di BOTTEGA: ad es. BOUTIQUE, che non è altro che la forma francese di BOTTEGA, indica un ‘elegante negozio di abiti e accessori di moda’. Si può comunque dire che, nel loro insieme, tali denominazioni hanno finito per far terra bruciata intorno alla voce più antica, la quale, come talora succede, era andata incontro a un processo di logoramento, scadendo vieppiù di tono come oggi è ben evidente… (per continuare a leggere la scheda di Massimo Fanfani: https://bit.ly/bottega_Crusca)

Indirizzo

Via Aschenez 90-92
Reggio Di
89125

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