19/05/2024
È trascorso un anno dall'alluvione che sconvolse la nostra Romagna, travolta da acqua e fango, costando la vita a 17 persone e causando 23 mila sfollati e tante aziende seriamente danneggiate. Acqua e fango hanno devastato l'agricoltura, un disastro ambientale di proporzioni inedite. Ponti divelti e decine di fiumi esondati, un mare di fango e acqua e tanta solidarietà.
Fango, acqua, arte sono anche tre parole cardine, fondanti la romagnolità, sono parole estremamente evocative, nel bene e nel male, della storia di una terra e delle persone che la abitano, nonché della creatività come espressione di questo connubio di elementi, creatività che caratterizza il popolo che la abita e che si invera nelle sue produzioni. Ed è quello che emerge dalla bellissima intervista pubblicata oggi su Corriere Romagna che Marcello Tosi ha fatto a Sergio Baroni della Galleria Baroni di Milano, curatore della mostra "Fango, Acqua e Arte", attualmente in corso, che celebra quattro grandi artisti Romagnoli: Tullo Golfarelli (1852 - 1928), Domenico Rambelli (1886 - 1972), Ercole Drei (1886 - 1973) e Angelo Biancini (1911 - 1988).
Artisti che possono essere considerati tra i maggiori scultori romagnoli tra XIX e XX secolo.