10/10/2025
Come promesso, ecco tre scatti su dei particolari cimeli della stazione di Roccapalumba.
Su essi si potrebbero scrivere pagine, anche perché testimonianze di primo impianto, relative però alla stazione di diramazione, o perché congegni sostituivi di quelli originari, ma non per questo meno importanti dal punto di vista storico. Essi infatti sono legati all'epopea della trazione a vapore, terminata all'inzio degli anni '70 del secolo scorso.
Io ho avuto la fortuna di vivere l'epilogo di questa epoca, ma i ricordi sono così nitidi, che riesco a rivedermi bambino, tenuto per mano da mio padre, a guardarmi intorno e scoprire il piazzale ferroviario, le locomotive a vapore sbuffanti, i carri merce tra i vari binari. Il bar, in cui si poteva trovare di tutto, per poi visitare la mitica villetta, lato diramazione.
Tornando alle pertinenze, la stazione di dirmazione disponeva di una torre piezometrica, con una base in muratura e un serbatoio da 50 mc. Se non ricordo male la vasca è di una ditta napoletana ed è stata messa in opera solo nel 1887, la linea di Vallelunga, invece, era stata completata due anni prima.
Per alimentarla, si costruiva un sbarramento sul fiume Torto e uno sul vallone Affumata, ma la qualità dell'acqua risultava pessima. Il problema si risolvea con la costruzione, nei primi anni del nuovo secolo, di un serbatoio sotterraneo di 300 mc, in collina, lungolinea. Ogni notte, un treno di cisterne provvedeva a rifornire l'impianto, con costi non indifferenti, anche perché con la costruzione dell'area carbonile si erigeva un altro serbatoio, in cemento armato da 100mc. Il disagio idrico dell'impianto di Roccapalumba, reso ancora più importante, dal numero di locomotive assegnate, trovava una definititiva soluzione solo alla fine degli anni' 20, con la realizzazione dell'invaso di San Leone o di Montescuro, che oltre alla linea a scartamento ridotto, Lercara Bassa Filaga - Magazzolo, con la diramazione verso Prizzi e Palazzo Adriano, riforniva tanto le cisterne delle case cantoniere quanto le stazioni verso Fiumetorto.
Per il rifornimento idrico le locomootive usavano le colonne idrauliche, originariamente, chiamate grue, Attulamente, nella stazione esistono, complete, due solo congegni fissi, mentre originariamete erano quattro.
I modelli attuali sono le tipologie standard delle FS, con meccanismo di rotazione semplice.
L'unica sull'intervia è stata sposata dalla sua originaria posizione, dopo la distruzione durante i lavori di velocizzazione della Palermo - Agrigento della similare, ma disposta sul lato Palermo,, nonostante fosse tutelata da accordi di preservazione.
Ricordo ancora i mie colloqui con il capo cantiere, a cui fornivo i disegni originari, per evitare qualsiasi tipo di inconveniente.
Sulla pagina dovrebbero esserci dei post su quanto avveniva.
Il terzo elemento è la carbonaia, con l'annesso deposito di olio e lubrificanti, che recentemente è stato restaurato.
(Foto , stazione di Roccapalumba-Alia, 05/10/2015)