MACS - Museo d'Arte e Cultura Sacra

MACS - Museo d'Arte e Cultura Sacra "In un essere umano tutto dovrebbe essere bello: il viso, i vestiti, l'anima, i pensieri"

“Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso”«In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sin...
30/05/2026

“Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso”
«In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità”» (Esodo 34,4-6.8-9).

Il brano descrive il momento in cui Dio rivela a Mosè la Sua identità più profonda: Padre amorevole e non giudice severo.
Il dipinto «Mosè riceve le Tavole della Legge», realizzato (1960-1966) da Marc Chagall, fa parte del ciclo «Messaggio Biblico», che comprende diciassette grandi tele dedicate ai libri della Genesi e dell’Esodo, dal 1973 conservate al Musée National Marc Chagall di Nizza. La scena è dominata da una forte luce gialla che irrompe dall’angolo in alto a destra, dove dalla «nube» (segno tangibile di una presenza divina allo stesso tempo vicina e inafferrabile) emergono le mani di Dio che porgono a Mosè le tavole della Torah. Il patriarca è raffigurato in ginocchio, con il corpo proteso verso l’alto e con dei raggi di luce che partono dalla fronte. Questo dettaglio si rifà alla tradizione biblica secondo cui «la pelle del suo viso era raggiante» dopo aver parlato con il Signore sul monte. Il popolo d’Israele è accalcato a sinistra, in attesa della nuova Legge che lo guiderà verso la Terra Promessa mentre, in basso a destra, è visibile un uomo che regge il candelabro a sette braccia (Menorah), simbolo della fede e della continuità del popolo ebraico.
Nella poesia «Il Tuo Nome nel Vento», Elena Bono, morta nel 204, rilegge il «passaggio» di Dio come un’esperienza di grazia che trasforma il deserto interiore in luogo di incontro. «Non nelle nubi della tempesta,/ non nel fuoco che divora le vette,/ ma come un respiro che si fa largo/ fra le crepe dei miei giorni stanchi./ Ti chiami “Pietà” quando mi piego,/ ti chiami «Grazia» quando dimentico,/ sei il Dio dal passo lento,/ che non corre per giudicare/ ma si ferma a raccogliere il fiato./ Lungo è il tuo respiro, Signore,/ ampio il tuo sguardo che non si chiude./ Sei la fedeltà che resta in piedi/ mentre ogni mia promessa cade./ Sulla mia carta d’identità/ hai scritto il Tuo Nome, non il mio».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S.

29/05/2026

🌍 27° Gemellaggio: un'esperienza fantastica! 🌍
Si sono appena conclusi tre giorni straordinari per la nostra associazione AMICIZIA SENZA CONFINI! Quest’anno è toccato a 14 ragazzi di Vallay ve**re a trovarci qui a Fontanella, e vederli ridere e condividere questi momenti è stato unico.
Ecco un piccolo riassunto di questa bellissima esperienza:
Grandi incontri: abbiamo fatto incontrare i ragazzi con i bimbi della scuola elementare e della scuola dell’infanzia, creando un bellissimo ponte tra culture.
Avventura nella natura: ci siamo messi alla prova con una divertentissima caccia al tesoro basata sull’orientamento al parco del serio.
Scoperte culturali: abbiamo concluso in bellezza visitando il .MACS - Museo d'Arte e Cultura Sacra
Un ringraziamento immenso all’Amministrazione Comunale, alle scuole, all'ente Parco del Serio, al MACS e a tutti i nostri incredibili volontari che hanno donato tempo ed energia per rendere tutto questo possibile.
Grazie di cuore a tutti, viva il gemellaggio e viva l'amicizia che supera ogni confine! 🤝❤️

🌍 27. Städtepartnerschaft: Ein fantastisches Erlebnis! 🌍 Drei außergewöhnliche Tage sind für unseren Verein AMICIZIA SENZA CONFINI zu Ende gegangen! Dieses Jahr besuchten uns 14 Kinder aus Vallay hier in Fontanella, und es war einzigartig, sie lachen und diese Momente miteinander teilen zu sehen.

Hier eine kurze Zusammenfassung dieses wunderbaren Erlebnisses:
Tolle Begegnungen: Wir brachten die Kinder mit den Kindern aus der Grundschule und dem Kindergarten zusammen und schlugen so eine wunderschöne Brücke zwischen den Kulturen.

Abenteuer in der Natur: Wir stellten uns der Herausforderung einer lustigen Orientierungslauf-Schatzsuche im Serio-Park.

Kulturelle Entdeckungen: Wir schlossen mit einem Besuch im MACS (Museum für Sakrale Kunst und Kultur) in Romano ab.

Ein herzliches Dankeschön an die Stadtverwaltung, die Schulen, die Serio-Park-Verwaltung, das MACS und all unsere unglaublichen Freiwilligen, die ihre Zeit und Energie gespendet haben, um dies alles möglich zu machen. Vielen Dank an alle! Hoch lebe die Städtepartnerschaft und hoch lebe die Freundschaft, die alle Grenzen überwindet! 🤝❤️

🎨Oggi il percorso multisensoriale Nascere all'incontro, progettato dagli studenti della classe 3ASU del Liceo Don Milani...
29/05/2026

🎨Oggi il percorso multisensoriale Nascere all'incontro, progettato dagli studenti della classe 3ASU del Liceo Don Milani nell'ambito di un progetto di coprogettazione con il museo, ha accolto un gruppo di bambini e adulti provenienti dalla Germania.
Un'esperienza che conferma il valore educativo e culturale di un museo capace di diventare luogo di partecipazione, dialogo e incontro tra persone, generazioni e culture.
Perché il patrimonio vive davvero quando crea relazioni.
dal.don

🎶Una chiesa colma di persone, il silenzio dell’ascolto, la forza dell’arte che unisce.Grazie a tutti per aver condiviso ...
23/05/2026

🎶Una chiesa colma di persone,
il silenzio dell’ascolto,
la forza dell’arte che unisce.

Grazie a tutti per aver condiviso con noi l’inaugurazione di “L’intuizione e il metodo” opere di Luigi Ravasio.
La grande partecipazione e il calore del pubblico hanno reso questo momento ancora più speciale.

Un invito a lasciarsi sorprendere da un percorso che intreccia intuizione, ricerca e bellezza.

La mostra è visitabile fino al 28 giugno 2026 presso la Chiesa della Grotta.

✨ Vi aspettiamo.




“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare”«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si...
23/05/2026

“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare”
«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”» (Atti degli Apostoli 2,1-11).

Lo Spirito Santo trasforma una comunità timorosa in una Chiesa capace di dialogare con il mondo.
L’opera «Octava Dies» è stata realizzata (2009) da Cosetta Arzuffi, su tavole di legno sovrapposte a tecnica mista (pigmenti puri, olio di papavero e resine acriliche, filo d’acciaio dorato). La locuzione latina «Octava Dies» (Ottavo Giorno), rappresenta l’inizio di una nuova creazione, un tempo eterno che va oltre quello ordinario e limitato, descritto come il «giorno senza tramonto». Nel sacramento del Battesimo, lo Spirito Santo rigenera la persona, facendola passare dal tempo segnato dal peccato (il vecchio settenario) a quello della grazia (l’ottavo giorno). Per questo motivo, molti battisteri hanno una forma ottagonale. «Il grande Spirito – suggerisce l’artista a commento - si manifesta dentro la perfezione del cerchio come uno scudo divino che estende la sua luce senza peso, simile a un dolce abbraccio paterno portando con sé il sigillo trinitario; da qui, la bellezza della grande luce della resurrezione si manifesta nell’Octava Dies che viene dentro di noi come respiro di vita».
Massimiliano Bellavista nella lirica «Ottavo Giorno», tratta dal suo libro «La Poesia è morta e altri versi», dialoga con il suo alter ego, poeta e viaggiatore, sul valore della poesia. «E l’ottavo giorno/ l’alba si vestì di pace/ Dio e l’uomo fusi nel sonno e confusi in un unico sogno.[…] Ti faccio dono della poesia e questo sarà tutto – disse [Dio]./ Ma [l’uomo] con le parole che conobbe poté infine creare./ E di nuovo poté/ tornare ad essere amico sincero di Dio.»
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

🎨 vi aspettiamo numerosi sabato 23 maggio all'inaugurazione della mostra L'INTUIZIONE E IL METODO opere di Luigi Ravasio...
22/05/2026

🎨 vi aspettiamo numerosi sabato 23 maggio all'inaugurazione della mostra L'INTUIZIONE E IL METODO opere di Luigi Ravasio




👣 primo appuntamento del 2026 con "PASSEGGIANDO CON IL M.A.C.S."💦 Il viaggio è un'esperienza;Il viaggio è uno scambio di...
19/05/2026

👣 primo appuntamento del 2026 con "PASSEGGIANDO CON IL M.A.C.S."

💦 Il viaggio è un'esperienza;
Il viaggio è uno scambio di esperienze;
Promuovere, recuperare e valorizzare il territorio.

🗓️ DOMENICA 24 maggio 2026
ORE 15:00
Ritrovo presso la Chiesa di San Lorenzo

⚠️ Prenotazione obbligatoria
Informazioni e prenotazioni chiamando allo 0363902507 o scrivendo a [email protected]

Iniziativa in collaborazione con

“Fu elevato in alto sotto i loro occhi”«[…] Mentre [Gesù]si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi d...
16/05/2026

“Fu elevato in alto sotto i loro occhi”
«[…] Mentre [Gesù]si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, “quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo”. Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra”. Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”» (Atti degli Apostoli 1,1-11).

Luca, l’autore del brano, descrive gli ultimi momenti di Gesù sulla Terra. Mentre gli apostoli lo guardano, Gesù è elevato in alto e ritorna al Padre.
L’opera che raffigura «L’Ascensione» è di Amy Wright, un’artista associata a «The Order of the Cross», un movimento religioso fondato (inizi XX secolo) da John Todd Ferrier. Il dipinto ad acquarello che fa parte delle pitture raccolte nel volume «Il mistero della luce dentro di noi», presenta Gesù in una veste bianca luminosa, con le braccia aperte in un gesto che simboleggia sia la benedizione che la protezione. Ai lati del Maestro che emana una luce dorata, essenziale per rappresentare la natura spirituale e radiosa del Cristo asceso, si intravedono file di angeli ed esseri celesti che accolgono Gesù nel regno dei cieli. Nella parte inferiore, gli apostoli sono disposti in cerchio, prostrati in adorazione e con timore reverenziale mentre assistono al distacco del Signore.
Nella poesia «L’Ascensione» (1980) Margherita Guidacci si concentra sul senso di attesa e sulla trasformazione dello sguardo di chi resta a terra. «Non nel vuoto Egli sale,/ ma nella pienezza che lo attende./ E noi restiamo con gli occhi fissi,/ quasi a voler trattenere l’ultima scia/ del Suo passaggio nell’aria./ Ma non è l’aria che Lo beve,/ è la luce stessa che Lo riassorbe./ Ora il confine tra terra e cielo/ non è più un muro, ma una porta aperta./ Egli non ci ha lasciati soli:/ ha soltanto dilatato la Sua dimora/ perché ogni angolo del mondo/ diventi un riflesso della Sua gloria».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

“Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”«In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa...
09/05/2026

“Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”
«In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le f***e, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo» (Atti degli Apostoli 8,5-8.14-17).

Il brano che narra l’evangelizzazione della Samaria da parte di Filippo, segna l’apertura del Vangelo oltre i confini ebraici. La predicazione porta «grande gioia» attraverso segni e guarigioni. Pietro e Giovanni impongono le mani, donano lo Spirito Santo e confermano i nuovi credenti.
L’incisione intitolata «San Pietro, san Giovanni e san Filippo impongono le mani sui battezzati a Samaria» come sta scritto in latino, è stata realizzata da Philips Galle ad Anversa nel 1575, su disegno di Marten van Heemskerck (in latino: «Martinus Heemskerck, inventor»). Questa con il numero 10, facente parte di una serie di altre 33 tavole a commento di brani tratti dagli Atti degli Apostoli, raffigura l’episodio di quando gli abitanti della Samaria credettero all’apostolo Filippo. L’illustrazione descrive il momento in cui gli apostoli stanno imponendo le mani sulle teste dei convertiti inginocchiati della Samaria per conferire loro lo Spirito Santo: Filippo sulla destra, Pietro al centro, con le chiavi e Giovanni alla sua sinistra, con i tratti più giovanili. La scena rappresenta, in alto a sinistra, l’evangelizzazione della Samaria da parte di Filippo, prima dell’arrivo di Pietro e Giovanni da Gerusalemme e quella in alto, a destra, in una scena più piccola, presenta Filippo nell’atto di battezzare i samaritani. In alto, la colomba dello Spirito Santo emana raggi di luce che colpiscono i presenti, simboleggiando la discesa del dono divino.
La poesia di David Maria Turoldo nota come «Per la preghiera», descrive lo Spirito come forza creatrice. «Tu vieni a turbarci,/ vento dello spirito./ Tu sei l’altro che è in noi./ Tu sei il soffio che anima/ e sempre scompare./ Tu sei il fuoco/ che brucia per illuminare./ Attraverso i secoli e le moltitudini/ Tu corri come un sorriso/ per far impallidire le pretese/ degli uomini./ Poiché tu sei l’invisibile/ testimone del domani,/ di tutti i domani./ Tu sei povero come l’amore/ per questo ami radunare/ per creare./ Oh, ebbrezza e tempesta di Dio!».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

“Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo”«In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua grec...
02/05/2026

“Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo”
«In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola”. Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede» (Atti degli Apostoli 6,1-7).

Il brano scritto da san Luca descrive un momento di svolta per la Chiesa primitiva: la nascita del ministero diaconale. Gli Apostoli infatti, per fedeltà alla loro missione chiariscono le loro priorità: la preghiera e l’annuncio della Parola. Di conseguenza chiedono alla comunità di procedere nella scelta per il «servizio delle mense» di sette uomini di buona reputazione e pieni «di fede e di Spirito Santo», capaci di gestire situazioni umane complesse. Nella Chiesa ogni compito richiede persone dedicate.
«Santo Stefano riceve il diaconato e distribuisce le elemosine» è un affresco che occupa la lunetta della parete di sinistra della Ca****la Niccolina, dipinta nel palazzo Apostolico in Vaticano da Beato Angelico e aiuti (tra cui Benozzo Gozzoli) tra il 1447 e il 1448 circa. L’opera è composta da due scene distinte, separate da un elemento architettonico verticale: a sinistra, Stefano inginocchiato è ordinato diacono da san Pietro che, alla presenza di otto apostoli, gli consegna il calice e la patena davanti all’altare e, a destra, all’esterno di una chiesa, Stefano attinge monete da una bisaccia per distribuirle a una folla di poveri, tra cui donne, bambini e mendicanti. Tra i personaggi di questo settore si vedono un frate che controlla la lista delle elemosine, un uomo che prega, un povero pellegrino con il bastone (bordone) e il cappello, e infine una donna con un paniere e un artigiano che se ne vanno dopo aver ricevuto l’aiuto.
Prudenzio, poeta cristiano del IV secolo, nel suo «Liber Peristephanon» (Libro sulle corone), descrive il servizio dei diaconi non solo come rito, ma come dono totale: «Ecco il testimone che siede alla soglia,/ il primo che apre la via del sangue,/ diacono eletto al servizio della mensa,/ fatto pane egli stesso per la gloria di Dio».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

Indirizzo

Vicolo Chiuso, 22
Romano Di
24058

Orario di apertura

Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 09:30 - 12:30
Venerdì 09:30 - 12:30
15:00 - 19:30
Sabato 09:30 - 12:30
15:00 - 19:30
Domenica 09:30 - 12:30
15:00 - 19:30

Telefono

+390363902507

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