29/05/2026
✍️ 𝐋'𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨
“𝐹𝑟𝑒𝑞𝑢𝑒𝑛𝑡𝑎𝑣𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑒𝑟𝑖𝑎, 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑐’𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑖𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑀𝑎𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑉𝑎𝑙𝑔𝑖𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖, 𝐷𝑖𝑒𝑔𝑜 𝑉𝑎𝑙𝑒𝑟𝑖, 𝐶𝑜𝑛𝑐𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒𝑠𝑖; 𝑒 𝑓𝑢 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎𝑖 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑎𝑑 𝑎𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖, 𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜; 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑖 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜, 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜”.
Cibotto, iniziata l'università alla facoltà di Giurisprudenza, si rese subito conto che la sua strada non sarebbe stata quella desiderata dal padre, che fino a quel momento aveva avuto il controllo della sua formazione - per la maggior parte in istituti di stampo profondamente cattolico.
A 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚, ben presto iniziò a frequentare i luoghi dove si svolgeva la vita culturale e letteraria dell'epoca, subito inserendosi con grande passione in quel contesto. Uno di questi era la libreria Draghi, ritrovo di molti intellettuali.
Paradossalmente, fu proprio il padre a dare avvio alla sua 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 e scrittore: gli affidò infatti il compito di seguire la cronaca di un processo a Villamarzana contro i fascisti responsabili di un eccidio durante la guerra, in sostituzione di un inviato dell’Avvenire d’Italia, diretto dall’amico Raimondo Manzini.
“Gian Antonio Cibotto. Il gusto del racconto"
🗓️ Fino al 28 giugno 2026
🎟️ Ingresso gratuito