MuA - Museo e Archivio Sinnai

MuA - Museo e Archivio Sinnai Uno spazio di tutti - Museo e Archivio Storico - Libreria, Sala Lab, Corte esterna.
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Luogo di condivisione, apprendimento ed educazione per la comunità e della comunità, attraverso eventi, mostre, laboratori e corsi.

Cosa racconta una fotografia? Ogni guerra lascia dietro di sé un inventario di cose mute.Un vestito da bambina, alcune f...
25/08/2026

Cosa racconta una fotografia?

Ogni guerra lascia dietro di sé un inventario di cose mute.
Un vestito da bambina, alcune fotografie, un piccolo crocifisso. Oggetti posati con cura sopra un asciugamano, come se qualcuno dovesse tornare a prenderli.
Il vestito apparteneva a Elena che aveva appena sette anni.
Nel 2016 stava fuggendo dall’Eritrea insieme alla madre Rita, al padre e al fratello. Soffriva di una malattia congenita al fegato e non sopravvisse al viaggio verso l’Etiopia. Fu sepolta lungo il cammino, in una terra che non apparteneva ai suoi ricordi né a quelli della sua famiglia.
«Allontanarmi dal corpo di mia figlia è stato come perderla una seconda volta», ha raccontato Rita a Cinzia Canneri.
Questa fotografia nasce lì: nel punto in cui una vita finisce e agli oggetti viene affidato il compito di ricordarla.
Dal 2017 Cinzia Canneri segue le donne eritree costrette a lasciare un Paese nel quale il servizio nazionale obbligatorio, prolungato di fatto senza una scadenza, ha sottratto a intere generazioni la possibilità di scegliere il proprio futuro.
Poi la Storia ha cambiato ancora una volta il corso delle loro vite.
Nel novembre 2020, il Tigray è diventato il centro di una guerra tra il governo federale etiope e le forze tigrine, con l’intervento dell’esercito eritreo e delle forze amhara. In quella guerra la violenza sessuale è stata usata per punire, terrorizzare, costringere alla fuga. Per colpire, attraverso il corpo di una donna, il presente e il futuro di un’intera comunità.
In appena 7 centri sanitari del Tigray, oltre 10.000 persone sopravvissute alla violenza sessuale hanno cercato assistenza tra l’inizio del conflitto e luglio 2023. Erano soprattutto donne e ragazze.
Cinzia Canneri non fotografa soltanto ciò che la violenza ha spezzato ma mette in evidenza ciò che continua a vivere: i nomi, i ricordi, gli affetti, la cura, la solidarietà, il desiderio ostinato di ricominciare.
Il vestito di Elena è immobile, eppure continua a raccontare.

📷 Women’s Bodies as Battlefields
🎙 Inaugurazione e talk con Cinzia Canneri
📅 Venerdì 28 agosto 2026 dalle ore 18:30
Ticket disponibili qui: https://tinyurl.com/y5adnmht

📷 Stiamo preparando la prossima mostra!Per consentire le operazioni di allestimento, il MuA rimarrà chiuso al pubblico:•...
25/08/2026

📷 Stiamo preparando la prossima mostra!

Per consentire le operazioni di allestimento, il MuA rimarrà chiuso al pubblico:

• mercoledì 26 agosto
• giovedì 27 agosto
• venerdì 28 agosto, durante il turno mattutino

Riapriremo venerdì sera per inaugurare insieme *Women’s Bodies as Battlefields*, la mostra fotografica di Cinzia Canneri.

Ci vediamo al MuA!

Lo scorso anno, nella corte del MuA, Cinzia Canneri ci ha raccontato la sua esperienza nei luoghi e accanto alle donne c...
24/08/2026

Lo scorso anno, nella corte del MuA, Cinzia Canneri ci ha raccontato la sua esperienza nei luoghi e accanto alle donne che, dal 2017, incontra e fotografa. Ci siamo salutati con un arrivederci e venerdì quell’arrivederci diventa realtà.
Dopo il prestigioso riconoscimento ottenuto al World Press Photo 2025, Cinzia torna a Sinnai con Women’s Bodies as Battlefields: un progetto a lungo termine che al MuA prende forma attraverso 60 fotografie.
Venerdì 28 agosto inaugureremo la mostra insieme a lei, con un talk dedicato alla nascita del progetto, al lavoro sul campo e alle storie custodite nelle sue immagini.
Ma da dove cominciano queste storie?
In Eritrea la legge prevede diciotto mesi di servizio nazionale. Secondo il rapporto pubblicato nel 2025 dal Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Paese, nella realtà la sua durata è arbitraria: per molti eritrei può protrarsi per anni e, in alcuni casi, per oltre due decenni.
Il servizio militare nazionale può assumere una forma militare o civile e condiziona ogni aspetto della vita: limita la libertà di movimento e la possibilità di studiare, lavorare, costruire una famiglia e scegliere il proprio futuro.
Coinvolge uomini e donne, ma espone queste ultime a forme specifiche di controllo e violenza. Il rapporto delle Nazioni Unite segnala, in particolare per le giovani reclute del centro di addestramento di Sawa, il rischio di molestie e abusi sessuali.
Per molte donne partire non significa cercare una vita più facile. Significa sottrarsi alla paura, alla coercizione e alla possibilità che il proprio corpo diventi uno strumento di dominio. Significa tentare di riprendere il controllo della propria esistenza.
È da queste storie che, nel 2017, ha preso avvio il lavoro di Cinzia Canneri: dalle donne eritree costrette ad abbandonare il proprio Paese e a cercare rifugio in Etiopia. Negli anni, il progetto si è esteso alle donne tigrine colpite dalla guerra e dalla violenza sessuale.
Attraverso 60 fotografie, Cinzia non racconta soltanto la violenza subita. Racconta la dignità, la resistenza e il difficile tentativo di riappropriarsi del proprio corpo e del proprio futuro.
Perché prima di ogni confine attraversato c’è una storia e nessuno lascia tutto senza una ragione.
📷 Women’s Bodies as Battlefields
🎙 Inaugurazione e talk con Cinzia Canneri
📅 Venerdì 28 agosto 2026
📍 MuA – Museo e Archivio di Sinnai

Le foto del 2025 sono di Andrea Ligas

La fine dei combattimenti non coincide con la fine della guerraIl 2 novembre 2022 il Governo etiope e il Fronte Popolare...
22/08/2026

La fine dei combattimenti non coincide con la fine della guerra
Il 2 novembre 2022 il Governo etiope e il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray hanno firmato a Pretoria un accordo per la cessazione permanente delle ostilità.
L’intesa ha in gran parte fermato i combattimenti, ma non ha cancellato le violenze già commesse né le loro conseguenze.
La guerra continua nel dolore fisico, nei traumi, nelle famiglie separate e nella difficoltà di ricevere cure. Continua anche nello stigma che spesso circonda chi ha subito violenza sessuale, facendo ricadere sulla persona sopravvissuta il peso della vergogna e dell’isolamento.
Il 10 ottobre 2024 è stata inaugurata ad Axum una casa rifugio destinata alle donne colpite dalla violenza di genere e dalla violenza sessuale legata al conflitto. La sua stessa necessità ci ricorda quanto lungo possa essere il percorso che segue una guerra.
Le fotografie di Cinzia Canneri raccontano anche questo tempo. Mostrano donne impegnate in attività agricole e artigianali, momenti di socialità e forme di sostegno costruite insieme.
Non una resilienza intesa come lieto fine, ma un percorso fragile e complesso, fatto di cura, relazioni e tentativi di ricominciare.

📷 Women’s Bodies as Battlefields
📍 MuA – Museo e Archivio di Sinnai
📅 28 agosto – 4 ottobre 2026

Ticket disponibili qui: https://tinyurl.com/y5adnmht

Sabato 22 agosto, in occasione del lutto cittadino, il MuA – Museo e Archivio di Sinnai rimarrà chiuso al pubblico duran...
21/08/2026

Sabato 22 agosto, in occasione del lutto cittadino, il MuA – Museo e Archivio di Sinnai rimarrà chiuso al pubblico durante il turno mattutino.
Ci uniamo con profonda partecipazione al dolore dei familiari e delle persone care a Michela Rubiu.
Il Museo sarà regolarmente aperto nel turno serale, secondo i consueti orari.

Guardare è già una responsabilitàUna fotografia può denunciare un’ingiustizia e restituire visibilità a una storia rimas...
21/08/2026

Guardare è già una responsabilità
Una fotografia può denunciare un’ingiustizia e restituire visibilità a una storia rimasta nascosta. Ma può anche trasformare il dolore di una persona in qualcosa da osservare per pochi istanti e poi dimenticare.
La questione non è soltanto che cosa mostrare. È come mostrarlo.
Iniziato nel 2017, Women’s Bodies as Battlefields è il risultato di anni di lavoro e di una relazione di ascolto e fiducia costruita con le donne incontrate.
Le didascalie restituiscono identità e vicende personali. La sequenza delle fotografie mette in relazione la violenza con la cura, la perdita con i legami, la fragilità con la resistenza.
La giuria del World Press Photo 2025 ha riconosciuto proprio la profondità di questo impegno e la capacità di Cinzia Canneri di affrontare un tema durissimo mantenendo uno sguardo intimo e consapevole, nel quale trovano spazio anche la bellezza e la tenerezza.
Il 28 agosto queste fotografie arriveranno al MuA.
Non chiedono di essere attraversate velocemente. Ogni scatto richiede tempo, chiedono di leggere, ascoltare e riconoscere nelle donne fotografate non soltanto ciò che hanno subito, ma ciò che continuano a essere.

📅 Inaugurazione e incontro con Cinzia Canneri: venerdì 28 agosto
📍 MuA – Museo e Archivio di Sinnai, via Colletta 20
📷 Mostra visitabile fino al 4 ottobre 2026
Ti aspettiamo.

Indirizzo

Via Colletta 20
Sìnnai
09048

Orario di apertura

Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00

Telefono

+393714692018

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