Casa della Resistenza - Sala Biellese

Casa della Resistenza - Sala Biellese Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Casa della Resistenza - Sala Biellese, Museo della civilità, Via Ottavio Rivetti 5, Sala Biellese.

La Casa della Resistenza di Sala Biellese conserva e tramanda le storie di coloro che si sono battuti - con o senza armi - per la libertà e la democrazia e per restituire dignità all'Italia

🇮🇹 2 Giugno 1946 - 2 Giugno 2026 🇮🇹80 ANNI DI REPUBBLICA!Vi aspettiamo oggi alla Casa della Resistenza, dalle 15 alle 18...
02/06/2026

🇮🇹 2 Giugno 1946 - 2 Giugno 2026 🇮🇹
80 ANNI DI REPUBBLICA!

Vi aspettiamo oggi alla Casa della Resistenza, dalle 15 alle 18, per festeggiare la nascita della Repubblica italiana attraverso il ricordo di come quel fondamentale evento nella storia del nostro Paese fu vissuto nel Biellese e le biografie dei sei biellesi eletti all'Assemblea Costituente.

Casa della Resistenza
Via Ottavio Rivetti 5
Sala Biellese
Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

📚 STAFFETTE PARTIGIANE-IL PASSAGGIO DEL TESTIMONESi è concluso mercoledì scorso, 27 maggio, il primo ciclo di presentazi...
31/05/2026

📚 STAFFETTE PARTIGIANE-
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

Si è concluso mercoledì scorso, 27 maggio, il primo ciclo di presentazioni della rassegna Il libro del martedì.

Protagonista della serata è stata Maria Paola Capra che ha illustrato Staffette Partigiane. Il passaggio del testimone (Edizioni Ennio Pedrini, 2025): si tratta di una riedizione - rivista e ridotta per motivi editoriali - del testo pubblicato nel 2010, sempre a firma della professoressa Capra, con il titolo Donne e Resistenza nel Canavese.

Il cuore del libro si fonda sulle testimonianze dirette di 43 partigiane - canavesane e biellesi - raccolte negli anni dall'autrice. Da Anita Baldioli a Anny Ziotti, passando per Maria Bellotto, Cesarina Bracco, Laura Fioccone, Olga Molinatti, Carla Valè, Ines Viero e altre ancora.

Testimonianze di donne di età e contesti diversi, che dopo l'8 settembre 1943 e l'inizio della Resistenza si impegnarono in forme e modi differenti per sostenere il movimento partigiano, per lo più senza le armi. E' questo uno degli aspetti che Maria Paola Capra ha tenuto a sottolineare - citando l'esempio di Gloria Roscio, staffetta della 47a Brigata Garibaldi, che affermò: "Se ci fosse stato bisogno di me come combattente credo che avrei rifiutato. Non sarei stata capace di uccidere né avrei voluto farlo. La vita è un dono meraviglioso ed io l'ho sempre difesa anche nei prigionieri che consegnavo ai partigiani".

Con notevole capacità di coinvolgimento del pubblico presente, Maria Paola Capra ha fatto rivivere le storie di queste donne straordinarie anche attraverso le immagini che le ritraggono com'erano all'epoca, spesso sorridenti.

Un libro importante nell'80° anniversario della nascita della Repubblica e della conquista del voto da parte delle donne.

📅 Il libro del martedì ritornerà a giugno, a partire da martedì 9 sempre alle 20:45

Casa della Resistenza
Via Ottavio Rivetti 5
Sala Biellese
Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

🇮🇹 MARTEDÌ 2 GIUGNO 2026  🇮🇹FESTA DELLA REPUBBLICA ALLA CASA DELLA RESISTENZAIn occasione dell'80° anniversario della na...
29/05/2026

🇮🇹 MARTEDÌ 2 GIUGNO 2026 🇮🇹
FESTA DELLA REPUBBLICA ALLA CASA DELLA RESISTENZA

In occasione dell'80° anniversario della nascita della Repubblica italiana, la Casa della Resistenza sarà aperta al pubblico martedì 2 giugno 2026 con orario 15:00 - 18:00

Oltre alla mostra Ritrattə Partigiane - inaugurata lo scorso 16 maggio e che propone, tra gli altri, i ritratti di tre delle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente, Nilde Iotti, Teresa Noce e Teresa Mattei - sarà possibile visitare lo spazio espositivo "2 giugno 1946... e fu Repubblica!" dedicato alla ricostruzione di come furono vissuti nel Biellese il referendum del 2-3 giugno 1946 e le elezioni per l'Assemblea Costituente, e ai profili biografici dei sei costituenti biellesi: Pietro Secchia, Vittorio Flecchia e Francesco Moranino per il Partito comunista italiano, Virgilio Luisetti e Ernesto Carpano per il Partito socialista di unità proletaria, Giuseppe Pella per la Democrazia Cristiana.

Per l'occasione saranno anche esposte copie della Costituzione italiana di differenti edizioni e formati.
Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

28 MAGGIO 1944: PRENDE IL VIA "HAMBURG", VASTA OPERAZIONE DI RASTRELLAMENTO DEL BIELLESE OCCIDENTALE Il 18 aprile 1944 i...
28/05/2026

28 MAGGIO 1944: PRENDE IL VIA "HAMBURG", VASTA OPERAZIONE DI RASTRELLAMENTO DEL BIELLESE OCCIDENTALE

Il 18 aprile 1944 il governo della Rsi emana il cosiddetto bando “del perdono”, che concede a disertori e renitenti delle classi già richiamate la possibilità di presentarsi volontariamente ai distretti militari entro il 25 maggio - senza subire ripercussioni - minacciando altresì, dopo tale data, «un’azione inflessibile e di estremo rigore»: si tratta dell’estremo tentativo da parte fascista di debellare il fenomeno del “ribellismo”, rafforzando nel contempo il proprio potenziale militare.

Anche le autorità repubblicane della provincia di Vercelli predispongono un massiccio intervento propagandistico, che aumenta di intensità all’approssimarsi della data di scadenza del bando: oltre ai consueti manifesti murali e agli appelli sui giornali e alla radio, sono mobilitati podestà e commissari prefettizi e anche il clero è sollecitato a contribuire all’opera di persuasione nei confronti dei “ribelli”; tramite il Dopolavoro di Vercelli, viene allestito un carro-cinema-sonoro alla scopo di effettuare un giro propagandistico nelle valli «per portare a conoscenza degli sbandati il recente decreto del Duce»; si predispone inoltre la diffusione tramite aerei di decine di migliaia di manifestini.

Parallelamente all’atteggiamento conciliatorio, il capo della provincia Michele Morsero suggerisce ai comandanti dei reparti dell’esercito e della Gnr presenti sul territorio il prosieguo e l’intensificazione – «quale monito nei confronti dei ribelli che non avessero intenzione di presentarsi» - delle operazioni di perlustrazione e rastrellamento.

Lo sforzo messo in atto dai fascisti non ottiene però i risultati sperati.

A presentarsi agli uffici comunali, ai comandi della Gnr, al distretto militare di Vercelli, sono per lo più ex militari sbandati, ritornati da tempo alle proprie occupazioni civili senza aver provveduto a regolarizzare la propria posizione.

Decisamente più contenuto è il numero dei renitenti e dei disertori, i quali continuano a preferire la via della montagna: in alta Valle Elvo e sulla Serra, zona di operazioni del distaccamento “Bixio” e del neo-costituito distaccamento “Caralli”, tra l’aprile e il maggio del 1944 arrivano a concentrarsi circa 400 uomini, gran parte dei quali è però disarmata.

Il 22 maggio, tre giorni prima della scadenza del bando, Morsero chiede al comando del SS-Polizei Regiment 15 di «esaminare l’opportunità e la possibilità di disporre una energica immediata azione contro eventuali residui di ribelli», suggerendo il coinvolgimento della legione “Tagliamento”, del battaglione “Montebello” e delle unità territoriali della Gnr; contemporaneamente invita il comandante della “Tagliamento” Merico Zuccari a sottoporre la medesima richiesta al SS-Brigadeführer W***y Tensfeld, comandante delle SS e della polizia germanica per l’Italia nord-occidentale, specificando la necessità di un intervento «nella zona che oggi lascia ancora maggior preoccupazione e cioè quella a Ovest e a Sud-Ovest di Biella».

L'SS-Brigadeführer W***y Tensfeld (1893-1982) giunge in Italia dall’Ucraina nel gennaio 1944 per assumere il comando del settore Oberitalien West, che comprende Lombardia Occidentale, Piemonte e Liguria; il suo Stato maggiore – denominato Bandenbekämpfung Stab Oberitalien-West (BB-Stab-West), Comando regionale per la lotta alle bande – si insedia a Monza, prima a villa Tornaghi, in seguito a Villa Reale.

L’organizzazione di tutte le operazioni di rastrellamento (che saranno 45 in sedici mesi) è affidata al capitano della Gendarmeria Nikolaus Holm, e dal 1 novembre 1944 al capitano Gustav Täger.

Nella primavera del 1944 le forze a disposizione del BB-Stab-West comprendono: I e II Battaglione del SS-Polizei Regiment 15, Gendarmerie Zug (motorizzato) 1, Ost Bataillon (Volontari russi) e Georg.Btl. II/198 (Volontari georgiani), Gnr Comando Provinciale, Gnr Milizia confinaria “Monviso”, Gnr “Leonessa” con armati leggeri Fiat, una compagnia del Battaglione d’assalto “Pontida”.

L’inizio dell’operazione di rastrellamento contro le formazioni partigiane del Biellese occidentale – denominata “Hamburg” – viene fissato per domenica 28 maggio 1944.

L’operazione, programmata dal BB-Stab-West e la cui direzione è affidata al tenente colonnello Ludwig Buch, comandante del SS-Polizei Regiment 15, interessa una vasta area compresa tra Biellese, Canavese e Valle d’Aosta, suddivisa in quattro settori: Gressoney, Biella, Caluso e Ronco Canavese; la sede operativa è fissata a Ivrea.

Le forze impiegate ammontano a 3.150 uomini appartenenti a reparti italo-tedeschi: Gruppo di Combattimento del SS-Polizei Regiment 15 (II Battaglione); 1ª e 2ª Compagnia del I Battaglione del SS-Polizei Regiment 20; 100 doganieri della Zollgrenzschutz (Polizia di frontiera); una Compagnia del Gruppo corazzato “Leonessa” con due carri armati e due autoblindo; 200 elementi della Legione Autonoma Mobile “Muti” di Milano; una Compagnia della Gnr Milizia Confinaria; la 3ª Compagnia della Legione “Tagliamento” e due Compagnie del 115° Battaglione “Montebello”.

L’attacco ha inizio la mattina di domenica 28 maggio e si sviluppa su più direttrici – dalla Valle dell’Elvo, dal versante canavesano del Mombarone, dalla Valle di Gressoney – al fine di costringere i partigiani a ritirarsi verso la sommità delle montagne, chiudendo loro ogni via di fuga, per poi annientarli.

I garibaldini dei distaccamenti “Bixio” e “Caralli”, sorpresi dall’azione nemica e sottoposti ad un intenso bombardamento di mortai, si ritirano verso la cima del Mombarone, dove intorno a mezzogiorno vengono raggiunti da circa 200 giovani, tra renitenti e partigiani, provenienti dalla Valle di Gressoney.

I comandanti delle due formazioni, valutata la gravità della situazione, decidono intelligentemente – considerata la sproporzione di forze – di non accettare lo scontro su posizioni statiche ed elaborano una strategia di sganciamento: al calare del buio, i circa 150 uomini in possesso di armi e munizioni dovranno scendere nella Valle dell’Elvo e impegnare il nemico in brevi conflitti a fuoco, dando così la possibilità a coloro che sono disarmati di sgusciare, sfruttando la conoscenza dei luoghi, tra le maglie del rastrellamento.

Nel complesso la manovra ha successo, permettendo alla maggior parte dei “ribelli” di sottrarsi alla morsa avversaria: quattro sono però i partigiani che rimangono uccisi nella notte tra il 28 e il 29 maggio durante lo sganciamento.

Nei giorni successivi (29 maggio-2 giugno) il territorio della Valle Elvo viene setacciato dai reparti nazi-fascisti: sono in particolare i militi del SS-Polizei Regiment 20 a condurre le operazioni sul Mombarone, all’Alpe La Tura, sul monte Mucrone che portano alla cattura di quattordici giovani – partigiani del “Bixio” e del “Caralli”, renitenti e sbandati – i quali sono poi condotti al carcere del Piazzo di Biella.

Sabato 3 giugno sulla Serra sono fatti prigionieri dai militi del SS-Polizei Regiment 20 e da elementi della “Muti” altri otto partigiani, che vengono poi concentrati a Zubiena e quindi trasferiti a Biella, presso la scuola “Pietro Micca”, sede del 115° Battaglione “Montebello”.

Per i nazisti il bilancio di “Hamburg” non è tuttavia positivo: è lo stesso Tensfeld ad ammetterlo nel corso della riunione con alti esponenti della Rsi – tra cui Graziani, Ricci e Borghese - che ha luogo il 5 luglio 1944 presso il Ministero delle Forze Armate: «Si è appalesata l’impossibilità di chiudere la zona, dato che piccoli reparti approfittando della notte e della nebbia riescono a fuggire. L’azione non ha portato, per la prima volta, ai risultati desiderati, anche perché i ribelli non hanno accettato il combattimento e sono riusciti a sfuggire in gran parte».

Il disappunto nazista per il mancato annientamento delle formazioni partigiane del Biellese occidentale si traduce così nella decisione di dare un severo avvertimento ai “ribelli” irriducibili e alla popolazione che li sostiene: dall’Albergo Nazionale di Torino, sede del comando tedesco della polizia di sicurezza, giunge così a Biella l’ordine, indirizzato al comando del 115° Battaglione “Montebello”, di fucilare i ventidue partigiani prigionieri in una piazza del centro cittadino.

🇮🇹 2 Giugno 1946 - 2 Giugno 2026 🇮🇹80 ANNI DI REPUBBLICA!
27/05/2026

🇮🇹 2 Giugno 1946 - 2 Giugno 2026 🇮🇹
80 ANNI DI REPUBBLICA!

📅 27 MAGGIO 2026📚 IL LIBRO DEL... MERCOLEDÌ!Proseguono alla Casa della Resistenza le presentazioni di libri di recente p...
25/05/2026

📅 27 MAGGIO 2026
📚 IL LIBRO DEL... MERCOLEDÌ!

Proseguono alla Casa della Resistenza le presentazioni di libri di recente pubblicazione sui temi dell’antifascismo e della Resistenza nelle province di Biella e Vercelli e nei territori limitrofi.

⚠️ Il prossimo appuntamento avrà luogo mercoledì 27 maggio (e non martedì 26, come precedentemente comunicato, per evitare la sovrapposizione con l'evento dedicato al Cammino di Oropa promosso dall'Associazione Movimento Lento e dai Comuni di Sala Biellese e Torrazzo) con orario di inizio fissato alle 20:45

Maria Paola Capra presenterà Staffette Partigiane. Il passaggio del testimone (Edizioni Pedrini, 2025): «Dal 1943 al 1945 in Canavese centinaia di donne comuni, di ogni età e classe sociale vivono una straordinaria stagione di vita nell'intento non solo di liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista, ma anche di liberare se stesse, scrollandosi di dosso i tradizionali modelli femminili fatti proprio dal fascismo.
Per la prima volta, in Canavese come altrove in Italia, le donne irrompono nella storia, lottando alla pari al fianco degli uomini. Primo anello di un lungo percorso di emancipazione che nel dopoguerra porterà al riconoscimento del diritto di voto alle donne. Lottare contro ogni forma di sopraffazione è il prezioso messaggio che dopo 80 anni dalla fine della guerra e del fascismo, arriva fino a noi attraverso le testimonianze dirette di 43 partigiane canavesane».


Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

17 MAGGIO - 18 OTTOBRE 2026🖍️ RITRATTƏ  PARTIGIANEÈ stata inaugurata sabato scorso, alla presenza di un pubblico numeros...
22/05/2026

17 MAGGIO - 18 OTTOBRE 2026

🖍️ RITRATTƏ PARTIGIANE

È stata inaugurata sabato scorso, alla presenza di un pubblico numeroso e interessato, la mostra Ritrattə Partigiane, proposta dalla Casa della Resistenza e patrocinata dal Comune di Sala Biellese rappresentato per l'occasione dalla vice sindaca Claudia Raimondo.

✏️🖌🖍 Il progetto - nato dall'esigenza di ricordare il passato di Resistenza e di costruzione dei diritti di donne straordinarie e troppo spesso dimenticate - è stato illustrato da Elena Volongo in arte Ri_bellula, che ha spiegato come la scelta di ritrarre donne partigiane e resistenti dall'ambito locale bresciano si sia poi estesa a tutto il contesto nazionale.

E così i visitatori potranno trovare esposti alla Casa della Resistenza i ritratti di donne molto conosciute per il loro impegno antifascista e resistenziale prima, nella vita politica poi - Nilde Iotti, Teresa Noce, Teresa Mattei - di figure luminose come le bresciane Dolores Abbiati e la madre Antonia Oscar, e ancora di Teresa Vergalli, Lidia Menapace, delle "romane" Carla Capponi, Iole Mancini e Luciana Romoli, delle biellesi Alba Spina, Lea Gariazzo e Violetta Siria, e di tante altre ancora.

📖 Amalia Perfetti, presidente della sezione Anpi Colleferro "Staffetta Partigiana", ha descritto il filo che collega la mostra al libro "Partigiane", edito da People nel 2022 e arrivato ormai alla 15ma ristampa, che tratta appunto le biografie di alcune delle donne ritratte da Ri_bellula.

A impreziosire il pomeriggio la presenza di due protagoniste delle vicende resistenziali biellesi: le staffette Lea Gariazzo - della quale lo scorso anno è stato realizzato il ritratto, entrato a far parte della collezione - e Silvia Rubinelli - il cui ritratto potrebbe diventare realtà in un prossimo futuro.

Una mostra che unisce alla conoscenza delle vicende di vita di donne straordinarie anche il valore artistico di ritratti.

📅 L'appuntamento per una visita è fissato, fino al 27 giugno, il sabato dalle 15 alle 18
Dal 5 luglio al 18 ottobre, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18
Su appuntamento contattando il numero 340 9687191 o scrivendo all'indirizzo mail [email protected]

Vi aspettiamo!

📚 QUANDO SI CANTAVA GIOVINEZZA. STAMPA LOCALE, ORGANIZZAZIONE  E AZIONE POLITICA DEL FASCISMO A VERCELLI 1922-1943Il sec...
20/05/2026

📚 QUANDO SI CANTAVA GIOVINEZZA.
STAMPA LOCALE, ORGANIZZAZIONE E AZIONE POLITICA DEL FASCISMO A VERCELLI 1922-1943

Il secondo appuntamento de Il libro del martedì ha visto protagonista ieri sera, 19 maggio, Lorenzina Opezzo che ha brillantemente illustrato la ricerca su cui si fonda il libro Quando si cantava Giovinezza. Stampa locale, organizzazione e azione politica del fascismo a Vercelli 1922-194, edito da Istituto Resistenza Biella Vercelli.

🗞️Attraverso la minuziosa analisi dei periodici a stampa pubblicati nel Vercellese tra l'inizio degli anni Venti e la metà degli anni Quaranta (più precisamente fino al novembre-dicembre 1943) integrata da fonti d'archivio, il lettore può comprendere il progressivo indebolimento - fino alla completa soppressione - della libertà di stampa nell'Italia fascista: la narrazione distorta da parte della stampa liberale degli scontri tra fascisti e socialisti (e comunisti) nei primi anni Venti; il progressivo mutamento di posizione della stampa cattolica, che si approcciò al regime mussoliniano con occhio sempre più benevolo; il pressoché totale controllo dei mezzi di informazione - giornali, riviste, radio - da parte del Regime all'inizio degli anni Trenta, con l'incessante opera di propaganda in tutti gli ambiti della vita degli italiani.

Significativo anche il grido di allarme che l'autrice ha lanciato relativamente alle condizioni materiali delle fonti a stampa, che il trascorrere del tempo rende sempre più fragili e che in assenza di interventi di conservazione/digitalizzazione rischiano di andare p***e per sempre.

📅 Il prossimo appuntamento sarà ⚠️ MERCOLEDÌ 27 maggio ⚠️ alle ore 20:45 con Maria Paola Capra che presenterà Staffette Partigiane. Il passaggio del testimone.

Casa della Resistenza
Via Ottavio Rivetti 5
Sala Biellese
Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

📅 19 MAGGIO 2026 📚 IL LIBRO DEL MARTEDÌProsegue alla Casa della Resistenza l'appuntamento con la rassegna Il libro del m...
18/05/2026

📅 19 MAGGIO 2026
📚 IL LIBRO DEL MARTEDÌ

Prosegue alla Casa della Resistenza l'appuntamento con la rassegna Il libro del martedì, dedicata alla presentazione di libri di recente pubblicazione sui temi dell’antifascismo e della Resistenza nelle province di Biella e Vercelli e nei territori limitrofi.

👉 Martedì 19 maggio alle ore 20:45 Lorenzina Opezzo presenterà Quando si cantava Giovinezza. Stampa locale, organizzazione e azione politica del fascismo a Vercelli. 1922-1943 (Istorbive, 2020).

Le pagine del libro ci accompagnano lungo le vicende vercellesi del periodo fascista, in particolare attraverso le cronache dei vari giornali locali, indipendenti o di regime, che si sono alternati negli anni che vanno dal 1922 al 1943: dalle prime scorribande e violenze squadriste, culminate con l’occupazione del municipio di Vercelli, fino alla nascita della Repubblica sociale italiana.
Grazie a una puntigliosa e impeccabile documentazione storica, frutto di un lavoro certosino di ricerca e studio delle fonti giornalistiche e non solo, l’autrice ci fa scoprire come Vercelli e il Vercellese abbiano vissuto, interpretato e assunto la “dottrina” fascista.

Lorenzina Opezzo è studiosa e ricercatrice associata all’Istorbive (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia), specializzata nella storia del fascismo locale e nel periodo della Resistenza.

Info: 340 9687191 - [email protected]
www.casadellaresistenzasalabiellese.it

Indirizzo

Via Ottavio Rivetti 5
Sala Biellese
13884

Orario di apertura

Martedì 20:00 - 22:00
Sabato 15:00 - 18:00

Telefono

+393409687191

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Casa della Resistenza - Sala Biellese pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Casa della Resistenza - Sala Biellese:

Condividi