MURATS_Museo Arte Tessile Sarda

MURATS_Museo Arte Tessile Sarda Institution devoted to the study and promotion of traditional and contemporary textile arts

La bellezza salverà il mondo, prendiamocene cura per consegnarla al domani.Prosegue il lavoro di pulitura e restauro dei...
02/09/2026

La bellezza salverà il mondo, prendiamocene cura per consegnarla al domani.

Prosegue il lavoro di pulitura e restauro dei nostri tapinos de mortu.

🏆 TapiNOS: proclamato il vincitore del concorso per il nuovo logoSi è concluso il concorso di idee per la creazione dell...
01/09/2026

🏆 TapiNOS: proclamato il vincitore del concorso per il nuovo logo

Si è concluso il concorso di idee per la creazione dell’identità visiva della rete museale TapiNOS, promosso dal Comune di Samugheo, dal MURATS – Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda e da Orientare S.r.l.

La Commissione giudicatrice ha individuato come proposta vincitrice il progetto di Andrea Dessì, selezionato sulla base dei criteri di originalità e riconoscibilità, pertinenza rispetto all’identità e ai valori della rete, qualità tecnica e progettuale e versatilità del sistema visivo.

Il nuovo logo accompagnerà le attività di TapiNOS, la rete che riunisce enti e istituzioni della Sardegna impegnati nello studio, nella tutela e nella valorizzazione del tapinu de mortu, preziosa testimonianza della tradizione tessile dell’Isola.

Un’identità comune per raccontare un patrimonio condiviso e la relazione tra musei, territori e comunità: proprio quel “NOS”, il “noi”, che è al centro del progetto TapiNOS.

👏 Congratulazioni al progetto vincitore e grazie a tutti i professionisti che hanno partecipato al concorso!

26/08/2026

ultima settimana!!!!

"Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie appartenimmo à morte!”'A livella, Principe Antonio De Curtis...
17/08/2026

"Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie appartenimmo à morte!”
'A livella, Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, 1964

Nel celebre epigramma escatologico tratto dal componimento 'A Livella di Antonio de Curtis,
lo strumento di precisione che corregge le deviazioni della materia diventa agente di una
reductio ad unum che, operando un'inversione della gerarchia ontologica, annichilisce ogni
artificio sociale. Il Principe della risata riduce la vita a un'artificiosa costruzione scenica
sorretta da frivoli codici estetici, rituali e convenzioni di ruolo mentre la morte, spogliata da
ogni sovrastruttura identitaria, si configura come l'unico stato di autenticità non negoziabile,
cui l'uomo cerca disperatamente di opporsi perpetrando il paradigma dell'apparenza
attraverso simbolici dispositivi di permanenza dell'immagine: monumenti sepolcrali, ritratti e
maschere funerarie, epigrafi, post e memoriali digitali.

La riflessione artistica contemporanea si inserisce nel cretto che separa l'effimera cinetica
dell'esistenza dalla ctonia immobilità di chi ha vissuto, agendo come catalizzatore di latenze
ed echi residuali. Questa attitudine etica e formale trasforma l’artista in un custode di tracce
che, lungi dal riesumare passivamente simulacri del passato per offrirli alla nostalgica
devozione del ricordo, ne rigenera l'essenza concettuale attraverso l'estetica del residuo.

L’orizzonte speculativo della mostra trova il suo baricentro in questa complessa archeologia
della sopravvivenza, materica e semantica, puntualmente sintetizzata dal termine Derive che
qui si eleva a categoria escatologica e fenomenologica: evoca la duplice natura del mare,
feroce antropofago e generoso vettore culturale, scardina la linearità spazio-temporale per
farsi limen tra il regno dei vivi e quello dei morti, sfoca i confini del sacro e del profano
generando audaci sincretismi religiosi.

Nel rivelare la propria essenza di archetipo polisemico,
la morte si scompone in infinite traiettorie di senso, restituite da un percorso espositivo che,
nel rifiutare ogni pretesa di sintesi dogmatica o totalizzante, si configura come un aperto
orizzonte di possibilità, un arcipelago di sguardi in cui il medium artistico si fa monito e
strumento di una quadratura democratica che non ammette deroghe.

La mostra "R.I.P. della morte e di altre derive" nelle parole di Anna Rita Punzo,
Direttrice del MURATS e co-curatrice del progetto.

📸 In foto.
Memento Mori
Mosaico da Pompei,
Museo Archeologico Nazionale MANN di Napoli.

Nella parte alta del mosaico troviamo la livella da cui parte il filo di piombo che regge il teschio, cioè la morte.
Sotto il teschio compare la ruota, allegoria della Fortuna. Alla destra e alla sinistra dei bracci della livella si scorgono, rispettivamente, i simboli della povertà – bisaccia, bastone da mendicante e mantelli – e quello della ricchezza e potere – scettro porpora e corona.

Lasciati incantare dagli straordinari colori degli antichi manufatti tessili sardi! 🧶Geometrie radicali, palette decise ...
31/07/2026

Lasciati incantare dagli straordinari colori degli antichi manufatti tessili sardi! 🧶

Geometrie radicali, palette decise e taglienti... la tradizione sa essere spietatamente contemporanea!

📍Ti aspettiamo al MURATS!
Ti aspettiamo a Samugheo

𝙍.𝙄.𝙋. 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙧𝙞𝙫𝙚attraverso le parole di Ivo Serafino Fenu co-curatore della mostra.Non è più normale...
21/07/2026

𝙍.𝙄.𝙋.
𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙧𝙞𝙫𝙚
attraverso le parole di Ivo Serafino Fenu
co-curatore della mostra.

Non è più normale essere morti [...]
Essere morto è un’anomalia insolente, è una devianza.
(Jean Baudrillard, 1976)

Le considerazioni sulla morte espresse da Jean Baudrillard nel saggio L’Échange symbolique et la mort del 1976 suggeriscono che la stessa, nella società contemporanea, non sia più vista come un ineludibile destino quanto, piuttosto, come un fastidioso errore di sistema. In un’epoca dominata dall'imperativo della visibilità e della performance, lo stesso concetto del "morire" è stato espulso dal contratto sociale e la morte è vissuta come un interdetto. Non è più il passaggio rituale verso un altrove, come prospettato dalle grandi religioni storiche, né, in una visione laica e razionalista, il compimento naturale dell’esistenza, ma una sparizione oscena, una mancanza che la civiltà dell’immagine non può tollerare. In un mondo dominato dal culto dell’efficienza e della perfezione, la morte è stata derubricata a "deriva" imprevista, una delle tante, che interrompe il dogma della durata eterna e del consumo continuo.
In questo scenario l’unico decesso accettabile è quello che assume le forme dell'incidente: un evento traumatico e casuale che si oppone all'idea di destino. Ma se la morte è un incidente, allora può essere evitata, posticipata o, nel peggiore dei casi, anestetizzata attraverso la fredda cronaca giornalistica o la sua finzione spettacolare. È in tale prospettiva che si è sostituita la speranza della vita eterna con l’illusione di una giovinezza senza fine, trasformando il corpo in un simulacro che non deve conoscere decadenza. Ma proprio a causa di questo sistematico processo di cancellazione, la morte continua a esercitare un richiamo magnetico sull'arte contemporanea e la mostra R.I.P. si pone, dunque, come un’autopsia del rimosso, un’indagine visiva su ciò che accade quando l’irrimediabile viene derubricato a semplice guasto.

Gli artisti presenti in questa rassegna si muovono lungo il solco tracciato dai grandi maestri del secondo Novecento: dalla serialità tragica di Andy Warhol, che estrapolava la morte dai rotocalchi, ai dolenti archivi della memoria di Christian Boltanski, custode e cantore delle assenze; dalle anatomie crude, classificatorie e disturbanti di Andres Serrano nella serie The Morgue, fino alla sfida tassidermica di Damien Hirst, che mette in vetrina l'impossibilità fisica della morte nella mente di chi vive. Se il mondo contemporaneo nasconde il ca****re sotto il tappeto dell’assenza e della negazione, l'artista lo riesuma, lo seziona, ne espone la fragilità fisica e ontologica.

Le opere in mostra non celebrano il macabro, ma rivendicano l'oscenità della sparizione in un mondo che pretende di essere eterno. Queste "derive" sono le crepe in cui il reale non ha mai smesso di sanguinare e gli artisti qui riuniti agiscono come patologi del presente: osservano la carne, la memoria che sbiadisce e il feticismo del reperto. E l’acronimo R.I.P. (Requiescat in Pace) viene qui risignificato: non è più l'augurio di pace ma la diagnosi di un conflitto tra l'umano e la sua stessa fine, non un’invocazione al riposo, ma un catalizzatore della nostra inquietudine, un ritorno forzato a quella mancanza che ci costituisce e che la dittatura dell’hic et nunc cerca invano di cancellare. Una sosta davanti a quel "nulla" che è l’unica cosa che ci rende ancora ostinatamente umani.

Ivo Serafino Fenu

Ieri insieme ai bambini che hanno partecipato alle attività collaterali della mostra "R.I.P. della morte e di altre deri...
19/07/2026

Ieri insieme ai bambini che hanno partecipato alle attività collaterali della mostra "R.I.P. della morte e di altre derive", abbiamo affrontato un tema profondo e delicato.

Lo abbiamo fatto camminando a piccoli passi, con la stessa attenzione di quando si visita un cimitero, ma anche con l'allegria e i colori del Día de los Mu***os, tra calaveras e papel picado.

Grazie ❤️
Ai genitori per la fiducia e ai bimbi per la sensibilità, i sorrisi, la capacità di condividere con serenità ricordi ed emozioni.

𝑆𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑠é 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑎𝑝𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒
[𝐺𝑜𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑆𝑎𝑝𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑖𝑛 “𝐿𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎”]

✨𝐋𝒂𝙗𝙤𝗿𝙖𝑡𝒐𝐫𝗶𝐨 𝙙𝗶𝘥𝐚𝗱𝘥𝘪𝒄𝐨 𝑝𝑒𝒓 𝑏𝒂𝗺𝙗𝑖𝘯𝐢 Come possiamo avvicinare i più piccoli al tema della morte in modo sereno e consapevo...
15/07/2026

✨𝐋𝒂𝙗𝙤𝗿𝙖𝑡𝒐𝐫𝗶𝐨 𝙙𝗶𝘥𝐚𝗱𝘥𝘪𝒄𝐨 𝑝𝑒𝒓 𝑏𝒂𝗺𝙗𝑖𝘯𝐢

Come possiamo avvicinare i più piccoli al tema della morte in modo sereno e consapevole? ⚰️🪦❤️
Abbiamo scelto di farlo unendo la potenza dell'arte alla vivacità delle tradizioni popolari internazionali, in un unico percorso diviso in due momenti.

🟢 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞: 𝐀𝐯𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥'𝐚𝐫𝐭𝐞
L’introduzione al tema sarà affidata alla mediazione del volume illustrato 'Te lo spiego io... il cimitero', opera dell'artista Filippo Franco Boe (Piccolo Nemo): un supporto visivo e narrativo che calibra linguaggio e concetti in modo empatico e accessibile ai più piccoli, offrendo chiavi di lettura comprensibili, rassicuranti e aperte al dialogo.

🟣 𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞: 𝐋'𝐎𝐟𝐫𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨
Successivamente i partecipanti visiteranno la monumentale Ofrenda realizzata dall'artista Zuanna Maria Boscani per la mostra R.I.P. della morte e di altre derive. I bambini avranno l'opportunità di conoscere simboli e significati delle tradizioni messicane connesse al Día de los Mu***os, un momento di festa, ricco di colori, in cui il ricordo diventa emozione condivisa.

🖌️🎨 𝐀 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞
le suggestioni raccolte si trasformeranno in gesti creativi: colori e fantasia daranno forma:

💀Alle tradizionali e vivacissime Calaveritas
🚩 Ai colorati e allegri Papel Picado.

📌 Età consigliata: 5-10 anni

𝐈𝐧𝐟𝐨 𝐞 𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢:
📞al numero 0783-631052
dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00

📍Appuntamento
Sabato 18 Luglio ore 17.00
Museo MURATS, Samugheo
VI ASPETTIAMO!!

13/07/2026

R.I.P. della morte e di altre derive

a cura di Anna Rita Punzo e Ivo Serafino Fenu

📍 Museo MURATS Samugheo
📍 Museo CiMa Allai

📆 fino al 30 Agosto

🎥 grazie PlayLab _ produzioni video

Indirizzo

Via Bologna Sn
Samughèo

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 13:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00

Telefono

+390783631052

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