25/05/2026
𝗥.𝗜.𝗣.
𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗲
a cura di
Anna Rita Punzo e Ivo Serafino Fenu
Il Sistema Museale Allai-Samugheo in sinergia con le rispettive Amministrazioni Comunali e Orientare Srl, in collaborazione con la Sergio Bonelli Editore e la Scuola Italiana di COMIX, presentano un inedito percorso espositivo che affonda le proprie radici nella natura stessa delle due collezioni, patrimoni apparentemente specifici e distanti ma saldamente congiunti al tema della morte come comune sentire.
Presso il Museo Unico Regionale dell'Arte Tessile Sarda - MURATS - di Samugheo il principale dispositivo simbolico di ambito funebre è rappresentato da 5 Tapinos de mortu, antichi drappi funebri di produzione regionale impiegati per adagiare la salma durante il rito della veglia.
Specularmente il Museo CiMa di Allai affida la persistenza del ricordo a cippi e frammenti di sarcofago di età romana che cristallizzano la memoria del defunto, offrendo una prospettiva di carattere archeologico.
Su questo denso substrato culturale si innestano le opere di 15 artisti contemporanei che, come sottolinea Ivo Serafino Fenu, co-curatore della mostra "non celebrano il macabro, ma rivendicano l'oscenità della sparizione in un mondo che pretende di essere eterno". "L’acronimo R.I.P. (Requiescat in Pace)" prosegue Fenu" viene qui risignificato: non è più l'augurio di pace ma la diagnosi di un conflitto tra l'umano e la sua stessa fine, non un’invocazione al riposo, ma un catalizzatore della nostra inquietudine, un ritorno forzato a quella mancanza che ci costituisce e che la dittatura dell’hic et nunc cerca invano di cancellare, una sosta davanti a quel "nulla" che è l’unica cosa che ci rende ancora ostinatamente umani".
La direttrice del MURATS, Anna Rita Punzo, continua la presentazione del progetto specificando che "...la mostra trova il suo baricentro in una complessa archeologia della sopravvivenza, materica e semantica, puntualmente sintetizzata dal termine Derive che qui si eleva a categoria escatologica e fenomenologica: evoca la duplice natura del mare, feroce antropofago e generoso vettore culturale, scardina la linearità spazio-temporale per farsi limen tra il regno dei vivi e quello dei morti, sfoca i confini del sacro e del profano generando audaci sincretismi religiosi".
Le opere che costituiscono il percorso espositivo sono esito delle ricerche delle artiste e degli artisti: Zuanna Maria Boscani, Giusy Calia, Rosaria Copeta e Stefania Galante (R+S Errepiuesse Studio), Antonello Fresu, Tonino Mattu, Marta Scanu, Giulia Sale, Eleonora Todde, Francesco Tuccio, Pietro Sedda e quattro disegnatori della serie a fumetti ispirata ai romanzi di Maurizio de Giovanni dedicati al Commissario Ricciardi, autori delle tavole in mostra: Daniele Bigliardo, Alessandro Nespolino, Lucilla Stellato, Luigi Siniscalchi.
All'interno del percorso espositivo, l'introduzione della 'nona arte' è armoniosa e strutturale: la sequenzialità narrativa delle tavole non ferma il tempo, lo seziona, lo dilata e lo costringe a rivelare ciò che accade tra le pieghe dell'immediatamente percepibile.
Le proposte didattiche dedicate ai più piccoli, si avvalgono del progetto artistico di Filippo Franco Boe, autore della narrazione illustrata "Te lo spiego io... il Cimitero".
'𝑨 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒆 ‘𝒐 𝒔𝒔𝒂𝒋𝒆 𝒄𝒉𝒆𝒅”𝒆?…𝒆̀ 𝒖𝒏𝒂 𝒍𝒊𝒗𝒆𝒍𝒍𝒂.*
('A livella, Antonio De Curtis - in arte Totò - 1964)
📚 Traduzione dal napoletano: *Sai cos'è la morte?… è una livella
📆 Inaugurazione della mostra:
Sabato 30 Maggio ore 18.00 presso la Sala Convegni del MURATS di Samugheo alla presenza del Sindaco di Samugheo Basilio Patta, del Sindaco di Allai Antonio Pili, dell'Assessora alla Cultura di Samugheo Elisabetta Sanna e dei curatori della mostra, la Direttrice del MURATS e del Sistema Museale Anna Rita Punzo e il critico d'arte Ivo Serafino Fenu.