Viale Libertà 24, San Donà di Piave
Orari: 15.00 – 19.00 | Chiuso il lunedì In uno spazio sfitto di ampie metrature, grazie alla collaborazione stretta tra i proprietari, gli organizzatori della mostra di Luca Bonaccorsi — Tatiana Basso, Francesco Rossi, Giordano Maria Segato — e l’Assessorato alla Rigenerazione Urbana con la partecipazione del Comitato A’ncora, prenderà vita, dal 7 al 21 gennaio
"Tangenti. Filosofia del Remoto".
«Se l’arte deve parlare del presente, allora questa deve essere digitale, e cercare di tradurre la nostra neo-lingua. Perché le nostre memorie, le nostre relazioni, il lavoro, la musica e i prodotti che consumiamo sono, nella loro formalità, un mosaico di pixel». Ad affermarlo è Luca Bonaccorsi (Varese, 1994), artista multimediale, performer, musicista e filmmaker che al volgere del quinto anniversario dal proprio trasferimento in Cina presenta alla città di San Donà di Piave, dov’è cresciuto, gli esiti della propria ricerca artistica. L’esposizione si propone di indagare attraverso un corpus di opere prodotte negli ultimi due anni — videoarte, multimedia art, fotografia, sound installation — come si sia ridefinita l’esperienza della realtà nel pieno dell’imponente corsa alla digitalizzazione, che ha finito col riscriverne le coordinate: mai come ora la conoscenza che abbiamo del mondo è mediata dai dispositivi digitali in nostro possesso, i cui schermi sono diventati sempre di più il punto dove identità e alterità sono tangenti. Centri di riflessione sono, per Bonaccorsi, il dialogo, la convergenza, così come l’opposizione tra reale e virtuale, prassi randomica e computazionale, sensibilità analogica e digitale, cultura occidentale e orientale; tutti aspetti complementari e determinanti nella sua opera e nella sua figura. Gli snodi concettuali della mostra riguardano l’ecologia cognitiva venuta a crearsi tra memoria umana e memorizzazione digitale, l'essenza simulacrale di matrice massmediatica del vivere contemporaneo, la natura trascendentale della comunicazione in rete e quella linguistica dell’informatica, per approdare alla possibilità di un’autonomia creativa del computer finanche all’estetizzazione dei suoi comportamenti aberranti. Tali tematiche trovano espressione nelle serie della trasposizione mediatica e culturale della calligrafia cinese, nel nucleo di audiovisivi dedicati alla memoria bio e tecnologica, del paesaggio urbano, grazie al quale la mostra si inserisce a buon titolo in un discorso sulla città concepita di per sé come elemento creativo. Protagonisti di quest’ultima sezione sono i centri e le periferie delle metropoli Taipei e Beijing, la laguna di Venezia, gli scorci di San Donà di Piave, tramutati in tavolozze luminose che rievocano le sintesi visive dell’avanguardia artistica del Novecento, dall’astrazione al divisionismo al dripping. I lavori esposti sono concepiti in modo da comunicare quell’umanità che presiede alla loro genesi e che il digitale, per sua natura, tende ad occultare. Ad essere esibito è pertanto il processo di elaborazione della codifica software, così anche l’elezione dell’errore nella scrittura del codice sorgente, sia esso immagine o suono, a fenomeno significante, laddove si verifica scientemente o accidentalmente nell’incessante dialogo tra uomo e macchina in un’operazione che ha valore di manifesto programmatico e filosofico del digitale. Nel giorno dell’inaugurazione l’artista eseguirà in tempo reale un concerto di live coding — tecnica performativa di scrittura di codici in forma di algoritmi tradotti in suono — in tempo reale da Taipei, offrendo al pubblico la possibilità di fruire il lavoro recentemente presentato al National Taiwan Museum of Fine Arts ed esperire con sguardo rinnovato un'esecuzione musicale da remoto, emblematica delle modalità di realizzazione di questa stessa mostra e della pubblicazione che la racconta: Tangents. Remote Philosophy, edita Ludvig Rage Club*. La mostra e il libro sono stati difatti concepiti principalmente da remoto tra Taipei, Berlino, Bologna e San Donà di Piave nel pieno dell'emergenza sanitaria, che se da un lato ha reso difficile, se non impossibile, l’incontro, ha dall’altro più che mai riaffermato l’essenzialità delle relazioni.
*Tangents. Remote Philosophy, Book No. LR21071401150S, Ludvig Rage Club, Berlin 2021 // Editore: www.ludvigrage.club / .club