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28/07/2016

Utilizzare gli incentivi governativi su interventi di sostituzione di apparecchi luminosi tradizionali abbatte l'investimento del 30%. Aggiungiamo ora il saving energetico, un progetto illuminotecnico ed i led sono già in fase di installazione...

Mr blu and Mr Led!
22/04/2014

Mr blu and Mr Led!

Il Camping dei Fiori arreda con lampade da esterno acciaio di altà qualità Inverlight, la salsedine non lo solletica nem...
05/12/2013

Il Camping dei Fiori arreda con lampade da esterno acciaio di altà qualità Inverlight, la salsedine non lo solletica nemmeno...

05/12/2013

Nuova etichettatura energetica: per le lampadine è obbligatoria dal 01 settembre

Lo sapevamo già da tempo, ma ora la data è vicina: l'Unione Europea ha stabilito che dal 1° settembre 2013 scatta l’obbligo per produttori e importatori di apporre sulla confezione delle lampadine un nuovo tipo di etichetta energetica, come previsto dal Regolamento europeo N. 874/2012, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Sulla nuova etichetta, che si potrà trovare nella versione a colori o monocromatica, saranno indicati:
- il nome e/o il marchio del produttore;
- l’identificatore del prodotto;
- la classificazione energetica della lampadina;
- il consumo ponderato di energia.
"Classificazione energetica della lampadina" e "consumo ponderato di energia": queste ultime due caratteristiche costituiscono le principali novità.
Viene introdotta una nuova classificazione di efficienza energetica, con una scala di riferimento che va da A++ (altamente efficiente) a E (poco efficiente). Rispetto alla precedente classificazione, da A a G, questa nuova serie di valori mette in evidenza il miglioramento in termini di efficienza energetica delle innovative tecnologie disponibili. Potremmo dire che la lettera indicata costituisce il ‘voto’ attribuito all’efficienza della lampada, ovvero al rapporto tra luce emessa (lumen) ed energia consumata (Watt) dalla lampadina.
La nuova etichetta introduce, inoltre, il dato relativo al consumo ponderato di energia espresso in kWh/1000h su base annua. Grazie a questo nuovo elemento, il consumatore sarà informato sul peso dei consumi energetici in bolletta delle diverse tipologie di lampade.

05/04/2013
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05/03/2013

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21/02/2013

MUSEO FRIEDER BURDA: IL VALORE AGGIUNTO
È IL CONTROLLO DELLA LUCE DIURNA
Firmato dall’architetto newyorkese Richard Meier, il museo Frieder Burda a Baden-Baden
in Germania è diventato una meta di pellegrinaggio sin dal giorno della sua inaugurazione
nell’ottobre del 2004. Tra gli oltre un milione e seicentomila visitatori che hanno ammirato
questo splendido museo dalla sua apertura, non ci sono però solo estimatori dell’arte e dell’architettura,
ma anche appassionati interessati alla luce e ai suoi comandi.
Ne sono prova le continue richieste di visite guidate aventi come tema la «soluzione di luce per la
collezione Burda». Di fatto le tecniche qui adottate per la gestione della luce naturale e artificiale
riescono a sorprendere anche gli esperti del settore. I progettisti hanno studiato il modo
di portare all’interno la maggior quantità possibile di luce diurna e al contempo di non superare i
livelli di luce consentiti, sviluppando un innovativo sistema di schermatura solare e direzionamento
della luce naturale che mantiene la luminosità interna ad un livello sempre costante.
Nel salone principale sono installate quattro file continue con lampade di due colorazioni, che
permettono di seguire i cambiamenti stagionali della luce e anche di mettere in risalto i colori
predominanti in ogni piano. Le pareti alte dodici metri sono illuminate
da un apposito impianto di wallwasher installato lateralmente nel pavimento
del piano intermedio. Pertanto, se il curatore decide di inserire
altre pareti divisorie, questo sistema si adatta con flessibilità agli allestimenti
in tutto l’ambiente. Fra i canali luminosi sono montati spot per
accentuare singole opere d’arte. Tutti gli apparecchi, ad eccezione di
quelli con lampade ad alta pressione, possiedono reattori elettronici
a numerazione e quindi possono essere programmati separatamente
l’uno dall’altro.
“L’architettura aveva il compito di portare all’interno tutta la luce diurna
possibile e di mantenere la massima trasparenza verso l’esterno – ha
spiegato il lighting designer Dieter Heuberger dello studio Lichtimpulse
-. Al contempo però si poneva la problematica di proteggere
IMPIANTI
Immagini esterne e interne del Museo Frieder Burda a
Baden-Baden (Germania).
Copyright: Museum Frieder Burda
n. 11 pagina 49
IO COSTRUISCO
NOVITÀ, PRODOTTI E SERVIZI PER L’EDILIZIA
efficacemente le delicate opere d’arte dai
raggi nocivi del sole tenendo conto di tutte
le esigenze conservative del museo”.
Il risultato è questo straordinario “daylight
museum”, come lo ha definito lo stesso Richard
Meier, architetto di fama internazionale
che nella sua prolifica carriera ha già
realizzato vari musei come il “Museum of
Applied Art” di Francoforte, il “Getty Center” a Los Angeles e il “Museo d’Arte Contemporanea”
di Barcellona.
Meier ha paragonato il museo di Baden-Baden ad una “grande villa”, un gioiello nel parco
creato lungo la famosa Lichtentaler Allee. Un edificio che cattura lo spettatore per la sua
struttura pulita ed essenziale e al contempo per la magistrale applicazione del vetro
e dell’illuminazione, creando un continuo e sofisticato rapporto tra gli spazi interni
ed esterni, dall’arte alla natura e dal lussureggiante parco al mondo dell’arte.
“La luce è l’elemento costruttivo più importante che abbiamo utilizzato – ha detto Meier -. La
luce del giorno che illumina la Lichtentaler Allee e la città di Baden-Baden ha una qualità e una
chiarezza molto elevate, ed ora penetra e inonda l’interno del museo. Così il visitatore ha la
possibilità di osservare l’opera d’arte nella stessa luce naturale utilizzata dalla maggior parte
degli artisti mentre creavano i loro capolavori.”
La Fondazione Frieder Burda, costituita nel 1998 su iniziativa dell’omonimo collezionista d’arte
nonché cittadino onorario di Baden-Baden, ha sostenuto interamente i costi di realizzazione del
museo (circa 20 milioni di Euro), con l’obiettivo di istituire una collezione permanente di livello
internazionale accessibile al pubblico.
La Collezione ha le sue radici nell’Espressionismo e oggi comprende
circa mille dipinti, sculture e disegni, oltre ad alcune opere
dell’ultimo periodo di Picasso e numerosi esponenti di avanguardia
dell’arte moderna e contemporanea del XX e XXI secolo.
Agenzia Boeretto Rappresentanze
[email protected]

13/08/2012

LED SUPEREFFICIENTI: NON GENERANO MASSORBONO CALORE!

I LED (Light-Emitting Diode, diodi a emissione luminosa) sono una fonte di luce artifi ciale sempre più diffusa. Dopo essere comparsi sui pannelli di controllo di quasi tutti i dispositivi elettronici, oggi vengono usati anche nei fari delle automobili, negli schermi televisivi e nelle lampade portatili e da tavolo. Una delle ragioni principali è che sono molto effi cienti: rispetto alle lampade tradizionali, infatti, una parte minore dell’energia va sprecata in calore. Di conseguenza, a parità di energia impiegata, illuminano di più. Oggi però sappiamo qualcosa in più: che l’effi cienza dei LED può superare di gran lunga il 100%.
In particolari circostanze, cioè, non solo i LED non generano alcun calore, ma addirittura sottraggono calore all’ambiente e lo usano per aumentare la quantità di luce prodotta.
È stata un’equipe di ricercatori del celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology), diretta da Parthiban Santhanam, a compiere la scoperta. Era già noto che, al calare della tensione di alimentazione, l’effi cienza di un LED cresce (ma la luminosità assoluta cala, per cui il fatto non può essere sfruttato più di tanto in illuminotecnica). Gli scienziati del MIT hanno verifi cato che a un dimezzamento della tensione corrisponde una riduzione di quattro volte dell’energia immessa, fi no ad arrivare al punto in cui immettendo 30 picoWatt di potenza elettrica nel LED, questo emetteva luce per un totale di 69 picoWatt, cioè il 230% dell’energia immessa. La spiegazione che viene data del fenomeno è la seguente: nei LED la luce viene generata perché, facendo attraversare dall’elettricità un semiconduttore, alcuni degli atomi vengono colpiti dagli elettroni e generano luce per effetto fotoelettrico.
La vibrazione degli atomi dovuta al calore rende più probabile che questo si verifi chi e l’effetto è tanto più importante quanto più bassa è la tensione (questo perché a tensioni elevate la maggior parte degli elettroni attraversa il semiconduttore senza produrre fotoni). In pratica, il LED in queste condizioni non solo non genera alcun calore, ma ne sottrae all’ambiente usandolo per produrre una maggiore quantità di luce.
Come abbiamo detto, la quantità di luce prodotta in questo esperimento è troppo bassa per avere applicazioni pratiche. Tuttavia riscaldare i LED aumenta ulteriormente la loro effi cienza, il che lascia intravedere la possibilità di usarli come pompe di calore controllabili con precisione, per raffreddare i circuiti, lampade o altri dispositivi.

Raccolta di referenze e lavori svolti
13/08/2012

Raccolta di referenze e lavori svolti

Settori di riferimento principali della nostra attività
13/08/2012

Settori di riferimento principali della nostra attività

Aziende, agenzie e professionisti con i quali collaboriamo
13/08/2012

Aziende, agenzie e professionisti con i quali collaboriamo

Indirizzo

San Donà Di Piave
30027

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