Il Museo Civico Archeologico ha sede nell’ex Convento Sant’Antonio di Padova, edificio storico risalente al XVII secolo. Il Museo ospita la mostra archeologica intitolata: TIATI. PIANOTERRA
I corridoi del portico dell’ex Convento Sant’Antonio di Padova sono arricchiti da affreschi risalenti alla seconda metà del Seicento, raffiguranti storie significative della vita di Sant’Antonio di Padova. Il
piano terra conserva le basi di colonne e i capitelli di un edificio pubblico di notevoli dimensioni, interpretato come Basilica o tempio, datato al I sec. a.C., un dolium, stele e cippi funerari, testimonianze del passaggio dal precedente abitato proto urbano al Municipium di Teamun Apulum. PRIMO PIANO
Il percorso espositivo è stato ordinato per fornire un quadro del territorio e delle prime forme di insediamento e l’evoluzione dello stesso durante il periodo Daunio attraverso la narrazione della comunità di Tiati. L’esposizione evidenzia l’evoluzione di un antico insediamento di piccoli nuclei sparsi verso un tipo di organizzazione proto urbana caratterizzata da nuove funzioni politiche, economiche e sociali: nasce Tiati
Galleria espositiva A
Il Popolamento del Territorio: la fase indigena Il percorso del primo piano ha inizio con la presentazione del territorio, le cui caratteristiche geo-morfologiche e topografiche si prestavano a soddisfare le diverse esigenze di sicurezza, disponibilità di risorse naturali, controllo dei percorsi e dei traffici offrendo un ambiente ideale non solo per gli uomini del neolitico, dediti all’agricoltura e all’allevamento, ma anche per le comunità che popolarono questi luoghi nelle epoche successive. Sala I
I Simboli del prestigio La composizione del corredo legato al rituale funebre è testimone di quel processo di gerarchizzazione sociale che, nel corso del VII secolo e agli inizi del successivo, caratterizza il territorio di Tiati e che vede l’affermarsi di famiglie che rivestono ruoli di particolare prestigio all’interno della comunità. SalaII
Le tombe principesche. L’allestimento della Sala II è dedicata in particolare alla “tomba dei capitelli ionici”. L’esposizione del corredo funerario dedica spazio ai materiali pertinenti a due personaggi di sesso diverso appartenenti al ceto aristocratico di cui si vuole sottolineare il contesto sociale di provenienza. Galleria espositiva B
L’economia La galleria accoglie testimoniante circa l’economia dell’insediamento indigeno di Tiati basata prevalentemente sull’agricoltura e all’allevamente, anche se indizi presenti sul territorio testimoniano la produzione di ceramica a decorazione geometrica. La rilevante quantità di pesi da telaio rinvenuti documenta un’intensa attività di filatura e tessitura della lana. Sala III
Tratti distintivi di una comunità Il percorso di visita ci conduce nella sala III dove l’esposizione restituisce l’immagine di una comunità capace di operare profondi cambiamenti sia dal punto di vista sociale che economico e culturale attuando un processo di trasformazione graduale che vede la commistione di modelli autoctoni
con elementi allogeni. Sala IV
La figura del guerriero La presenza dell’armamento del guerriero nei corredi sepolcrali di Tiati risponde alla scelta di enfatizzare, all’interno dei corredi maschili, il ruolo del guerriero. Galleria espositiva C
Teanum Apulum: verso una nuova città Il periodo tra IV-III sec. segna un periodo di forti cambiamenti dovuti alla politica espansionistica romana. La sconfitta di Titati, nel 318 a.C. durante la seconda guerra sannitica, alleata dei Sanniti contro Roma, determinò la supremazia romana sul territorio teatino. La presenza di Roma determina una riorganizzazione dell’insediamento che vede scomparire i piccoli nuclei sparsi e concentrare l’area abitativa verso uno spazio più ristretto tra loc. Coppa Mengoni e Pezze della Chiesa: Teanum Apulum.