Museo Nino Cordio

Museo Nino Cordio Museo Nino Cordio

Il premio è assegnato ogni anno a personalità della cultura, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo e della scienza, legate alla Sicilia. Nel 2009 è stato assegnato all’attore Luca Zingaretti, nel 2010 allo scrittore e sociologo Nando Dalla Chiesa, nel 2011 all'attrice Stefania Sandrelli, nel 2012 a Luigi Lo Cascio , nel 2013 a Daniele Silvestri, nel 2014 a Paolo Briguglia e nel 2015 a Mario Venuti.

17/01/2026
25 e 26 gennaio a Catania proiezione del film su Nino Cordio
10/01/2026

25 e 26 gennaio a Catania proiezione del film su Nino Cordio

Catania, 9 gennaio 2026 – Il 25 e 26 gennaio il cinema King Multisala di ...

Elaboration of Paintings by Nino Cordio / Elaborazione delle opere di Nino Cordio Un video realizzato 13 anni fa rielabo...
31/12/2025

Elaboration of Paintings by Nino Cordio / Elaborazione delle opere di Nino Cordio

Un video realizzato 13 anni fa rielabora le opere grafiche di Nino Cordio, proiettandole in una dimensione visiva e sonora immersiva.
Le immagini dialogano con Uranus Sounds, registrazioni della NASA Voyager, remixate a partire da
🎶 The Orb – Earth (Gaia), dall’album The Orb’s Adventures Beyond the Ultraworld.
Il lavoro è presente anche nel film Life Cut di Fabio Di Donato & Alessandra Mosca.
Un’operazione interessante che oggi rivediamo come testimonianza di una precoce contaminazione tra arte visiva, suono e sperimentazione digitale.

“La sua arte, sotto l’apparenza della grazia, nascondeva la stessa forza sismica che ha fatto fiorire il mondo.”
Andrea Camilleri, Omaggio a Nino Cordio

Elaboration of paintings by Nino Cordiosound: Uranus Sounds Nasa Voyager Recordingremix of: The Orb - Earth - Gaia - The Orb's Adventures Beyond the Ultrawor...

Tra le colline dell’Umbria, un piccolo grande dettaglio d’arte: un piccione dipinto ad affresco da Nino Cordio.         ...
11/11/2025

Tra le colline dell’Umbria, un piccolo grande dettaglio d’arte: un piccione dipinto ad affresco da Nino Cordio.

Nel centenario della nascita di Andrea Camilleri, condividiamo un ricordo poco noto che lo scrittore dedicò a Nino Cordi...
29/09/2025

Nel centenario della nascita di Andrea Camilleri, condividiamo un ricordo poco noto che lo scrittore dedicò a Nino Cordio.

Camilleri racconta come Nino fosse per lui non solo un amico e un artista, ma addirittura un ideale da seguire: un esempio di coerenza, purezza e naturalezza nell’arte e nella vita.

«C’è della gente mite, assolutamente mite, che non farebbe mai male a una mosca e che per gli altri nutre un enorme rispetto. Io, nella mia vita, ne ho conosciute due: uno era il critico letterario Nicolò Gallo, l’altro è stato Nino Cordio. Persone disarmate, ma di una durezza assoluta nelle decisioni: impossibili da smuovere di un millimetro dalle loro convinzioni radicate.
Abbiamo vissuto anni difficili. Penso all’invasione sovietica dell’Ungheria del 1956 e ai danni che provocò nel Partito Comunista Italiano. Molti cedettero, loro no: avevano fede, davvero. E penso al ’68, ricordato anche dal pittore siciliano Andrea Volo, quando l’attacco al partito fu fortissimo. Nino non si mosse di un ciglio: rimase quello che era. Fu tra i fondatori del sindacato CGIL Scuola d’Arte, in un momento in cui era già problematico avere la scuola dentro la CGIL. Ma per lui era naturale: una cosa da fare, e quindi la fece. Senza esitazioni, senza bisogno di riconoscimenti.
Questa naturalezza mi colpì anche nel suo lavoro: come riusciva a ottenere quei colori nelle incisioni, con quanta pazienza, testardaggine e fede nel proprio mestiere. Quanta fatica… eppure senza mai mostrarla.
Per me, che allora non ero ancora scrittore, Nino divenne un ideale. L’insegnamento era chiaro: la fatica non si mostra. Scrivendo, componendo, incidendo o dipingendo, il risultato deve arrivare puro, senza traccia dello sforzo che lo ha generato.
L’ideale è come una trapezista al circo: sorride, vola da un trapezio all’altro compiendo tre salti mortali. Se mostrasse paura o fatica, lo spettacolo perderebbe bellezza. Invece voi vedete solo leggerezza, movimento puro. Così era Nino: sudava sul suo lavoro, ma nel risultato finale non c’è traccia di fatica. C’è solo un canto puro e libero.»

Atelier Volo

Andrea Camilleri su Nino CordioNel centenario della nascita di Andrea  , il Museo Nino Cordio desidera condividere un in...
25/09/2025

Andrea Camilleri su Nino Cordio

Nel centenario della nascita di Andrea , il Museo Nino Cordio desidera condividere un intervento dello scrittore dedicato al nostro artista.

Un ricordo intenso, che unisce la riflessione sulla e sulla sua complessità al ritratto umano e creativo di Nino .
Di seguito riportiamo il testo integrale dell’intervento, nella sua trascrizione rivista:

«Io non so quanta Sicilia ci sia in Nino Cordio. Certamente ce n’è molta, ma non soltanto. La Sicilia era più in lui, nell’uomo, che nelle sue opere.
L’uomo siciliano è un essere complesso, prismatico, difficile da maneggiare. Forse il fatto che dodici, quattordici, quindici dominazioni si siano succedute nell’isola ha fatto sì che di ognuna noi siciliani abbiamo preso il meglio e il peggio, naturalmente. E, come sempre accade, abbiamo trovato anche un modo per difenderci da tutte, elaborando una sorta di linguaggio nostro. Per esempio, siamo maestri nel parlare con gli occhi: possiamo sostenere lunghissime discussioni, persino filosofiche, senza pronunciare una parola, guardandoci soltanto.
C’è un vecchio racconto di Francesco Lanza: due siciliani, arrestati e messi in celle separate per impedire che concordassero una linea di difesa, vengono poi condotti davanti al re. Si guardano un attimo, e il primo ministro, anch’egli siciliano, esclama: “Maestà, hanno parlato”. Così funziona: ci intendiamo con uno sguardo. Abbiamo anche elaborato una gestualità che poi si traduce nelle arti figurative, nelle omissioni del disegno più che nella linea tracciata.
Accanto a questa poliedricità c’è però un’altra caratteristica. Vitaliano Brancati scriveva: il signor Rossi e il signor Bianchi abitano nello stesso palazzo, sullo stesso piano, separati solo da un pianerottolo; eppure andare dall’uno all’altro è come attraversare un oceano, tanto sono diversi pur essendo entrambi siciliani.
In Sicilia ci sono i “diavoli”, nel senso comune: Totò Riina, Bernardo Provenzano. Ma ci sono anche degli “angeli”: persone dal cuore puro. Avere un cuore puro non significa essere semplici. Il cuore semplice è una cosa, il cuore puro è un’altra: vuol dire riuscire a mantenerlo pulito malgrado la vita tenti continuamente di imbrattarlo. È come il cuore dei bambini. Un uomo può crescere, diventare padre, assumere mille ruoli, e tuttavia conservare, se non tutto, almeno una parte del proprio cuore puro. È il cuore disposto allo stupore, alla meraviglia.
Nino era un cuore puro, sicuramente. Lo frequentai, e la prima cosa che mi colpì in lui fu proprio questa purezza. Sono sempre stato curioso del lavoro degli artisti: non mi interessano molto i miei colleghi scrittori, ma guardo con curiosità al lavoro dei musicisti, dei pittori, degli incisori. Mi piace vederli all’opera. Dopo aver conosciuto Nino, andai a trovarlo a via Trionfale, dove aveva casa e bottega, e lo vidi lavorare. È così che potei scrivere di lui: non riesco a scrivere di un artista solo attraverso le opere esposte in un museo, ho bisogno di averlo visto mentre crea.
Nino credo di averlo capito. E il libro a lui dedicato, edito da Infinito, casa editrice non poteva avere nome più appropriato: Nino l’infinito lo reggeva benissimo, mentre altri ne sarebbero stati intimoriti. Il cuore puro, invece, lo sostiene.
Quello che mi ha sempre colpito di Nino è che il colore non fosse memoria del colore, ma il colore stesso. Un pittore, più è bravo, più dentro al colore mette non solo la sua capacità e la sua funzione, ma anche la memoria di come i grandi maestri l’hanno usato. Nel caso di Nino, invece, il colore non è mai memoria, è sempre presenza, è forza nativa e genuina. Per questo i critici fanno fatica a trovargli delle ascendenze: forse, per la gioia del disegno, si può richiamare un maestro giapponese del ’700, ma non c’è vera parentela. La sua pittura racconta sempre una nascita continua, perenne, colta nell’atto presente, hic et nunc. Non ieri accadde la creazione, ma accade ora, mentre la dipinge. Il fiore rappresentato non ha ancora scelto il suo colore definitivo: lo sceglierà in futuro, ma intanto lui lo coglie nell’istante del suo farsi.
Questo mi ha sempre sconvolto: la sua capacità di cogliere la natura nell’atto stesso del suo essere. Per questo dico che, così come Lucrezio descriveva il mondo nel De rerum natura, Nino riesce a mostrarci lo stupore della creazione.
È come se ci trovassimo davanti all’attimo immediatamente successivo al Big Bang. Se mai si riuscisse a creare un piccolo mondo grande come una palla da tennis, con i fiorellini sopra, quanto volete scommettere che avrebbero i colori di Nino Cordio?»
Andrea Camilleri

Perugia 10 novembre 2010

Il link al video originale è disponibile nel primo commento a questo post.

Nino Cordio e la scelta dell’acquaforte e dell’acquatinta.Nino Cordio non concepiva l’acquaforte e l’acquatinta come sem...
12/09/2025

Nino Cordio e la scelta dell’acquaforte e dell’acquatinta.

Nino Cordio non concepiva l’acquaforte e l’acquatinta come semplici tecniche: le scelse perché coniugavano una resa estetica unica a un preciso intendimento civico. Esteticamente, la morsura dell’acido e la modulazione delle superfici in lastre di rame consentivano di ottenere profondità, vibrazioni e una «meraviglia» che non si limita a illustrare ma che invita a «leggere» l’immagine come si leggerebbe un verso.
Andrea Camilleri, descrivendo il suo incontro con quelle stampe, scrive che «non ero venuto a contatto tanto con le incisioni di un incisore quanto piuttosto con i versi di un poeta»: parole che aiutano a capire come la tecnica diventasse per Cordio veicolo di linguaggio e di emozione.
Leonardo Sciascia coglieva l’aspetto «misterioso» e inventivo di quelle acqueforti: «c’è qualcosa di misterioso, e di misteriosamente inventato, nelle sue acqueforti».

Ma la tecnica ha anche una direzione politica. L’incisione è il territorio del multiplo: il gesto dell’artista si riproduce, controllato e numerato, per entrare nelle case di chi non può permettersi un quadro a olio. Per Cordio questa non era una rinuncia ma una scelta coerente col valore dell’arte come bene comune: un’opera numerata — curata nella tiratura e nella qualità, non un banale p.a. — rimane un oggetto d’autore e non una stampa anonima.
Vale inoltre ricordare che la stampa calcografica a più matrici (spesso sovrapponendo quattro lastre di rame) non produce copie identiche; variabili di inchiostrazione, pressione del torchio e usura della lastra rendono ogni esemplare unico e insieme singolare.
Da qui nasce una forma di democratizzazione estetica che non svende il lavoro artistico ma lo rende accessibile.
Questa scelta ha radici e risvolti politici documentati nella testimonianza di chi lo conobbe: Andrea Volo (Atelier Volo) ricorda come la solidarietà e la comunanza tra gli amici si estendessero «anche agli interessi personali e politici» e sottolinea che per Cordio «era impossibile non essere comunista italiano» — una convinzione radicata nella memoria delle lotte contadine siciliane e nella pratica della militanza culturale e sindacale.
Volo ricorda il ruolo attivo di Cordio nella vita associativa e sindacale (dalla partecipazione al partito alle iniziative per la ricostruzione della Valle del Belice, fino all’impegno nella CGIL scolastica): un artista che non si limitava a produrre immagini, ma che cercava di connettere artisti, istituzioni e comunità per un progetto collettivo. Leggere la scelta del multiplo anche in chiave politica significa dunque riconoscere in essa una strategia di diffusione della cultura, una volontà di far circolare il bello in spazi sociali più ampi e una pratica di solidarietà concreta.

In sintesi la pratica di Cordio fu dunque un atto estetico e politico insieme. Estetica perché la tecnica, nelle sue mani, dà vita a immagini di rara intensità; politica perché il multiplo inciso diventa strumento di condivisione culturale e di sovversione della logica esclusivista del mercato dell’arte.
Difendere e valorizzare l’incisione a tiratura controllata significa affermare che la diffusione dell’arte non è necessariamente appiattimento, ma può essere una pratica di democratizzazione che rispetta il lavoro dell’artista. È una scelta radicale e coerente: portare opere d’autore nelle case non come consumo di massa, ma come possibilità di partecipazione estetica e civile.

55 anni fa a New York…🍏“Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando..”🎙️Era il Marzo del 1970 quando il celebre giornalista...
29/03/2025

55 anni fa a New York…🍏
“Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando..”🎙️
Era il Marzo del 1970 quando il celebre giornalista raccontava l’incredibile successo della mostra di Nino Cordio Museo Nino Cordio a New York, un evento che, nonostante il rischio commerciale, si trasformò in un trionfo: tutte le incisioni furono vendute all’inaugurazione!
Un’arte intima, lontana dal gigantismo imperante, che conquistò il pubblico americano con il suo equilibrio tra astrazione e rappresentazione, un gusto che Orlando descrive come “quasi orientale “ e cita la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1968.
Guarda con noi il servizio e rivivi con noi quel momento storico!



Ruggero Orlando su Nino Cordio, mostra marzo 1970 Marisa Del Re Gallery, New York

Un nuovo episodio del podcast sull'opera di Nino Cordio utile anche  come audio-guida del Museo Nino Cordio. Andrea Tido...
10/01/2025

Un nuovo episodio del podcast sull'opera di Nino Cordio utile anche come audio-guida del Museo Nino Cordio.
Andrea Tidona legge Andrea Camilleri.

Il Museo Nino Cordio ricorda e rende omaggio a Roberto Bertuzzi. Ricorderemo sempre con affetto e commozione la sua test...
29/12/2024

Il Museo Nino Cordio ricorda e rende omaggio a Roberto Bertuzzi.
Ricorderemo sempre con affetto e commozione la sua testimonianza durante l'edizione del 2022 del Premio Nino Cordio.

Nino Cordio e il dipinto di venti metri "Dall’alba altramonto - le quattro stagioni". Casa Studio Cordio 1988
24/12/2024

Nino Cordio e il dipinto di venti metri "Dall’alba al
tramonto - le quattro stagioni".
Casa Studio Cordio 1988

Villa Pamphili 1969. Acquatinta. Prove numerate.Nino Cordio Torchi Calcografici Bendini Torchi Calcografici Bendini Rete...
20/12/2024

Villa Pamphili 1969. Acquatinta.
Prove numerate.
Nino Cordio

Torchi Calcografici Bendini Torchi Calcografici Bendini Rete Museale e Naturale Belicina Amministrazione Comunale di Santa Ninfa - Carlo Ferreri Sindaco

Indirizzo

Piazzale Aldo Moro
Santa Ninfa
91029

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