14/05/2026
Un aspetto poco noto della vita di Bartolomeo Paradiso fu la sua appartenenza al cristianesimo protestante.
Tale mancanza riflette, in realtà, una lacuna storiografica più vasta: quella relativa alla diffusione dei movimenti evangelici in Puglia tra fine Ottocento e primi del Novecento e al loro profondo legame con le istanze sociali e la povertà del mondo contadino.
Già nel 1901, all’Esposizione Internazionale della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma, Paradiso espose il quadro “Cristo della Veronica”, dove il Cristo sfigurato dal dolore si ergeva a simbolo delle sofferenze degli oppressi e degli sfruttati, un'immagine che più volte nella sua vita artistica riprenderà.
Alla fine della guerra il suo impegno per il riscatto delle masse contadine si fece più incisivo e, all’interno del partito socialista provinciale si batté per contrastare la disoccupazione e le misere condizioni del proletariato.
In questo contesto va inserito il riferimento a Gesù come rivoluzionario, sottolineandone il messaggio sull'uguaglianza, la fratellanza e la condanna della ricchezza; un messaggio di emancipazione sociale, opposto all'alleanza tra Chiesa istituzionale e classi dominanti, diffuso in Italia proprio in quel periodo nelle aree più povere e rurali anche dalle varie chiese protestanti (pentecostali, valdesi, metodisti, battisti, avventisti).
Come afferma lo storico Giorgio Spini “fu soprattutto nelle Murge che sorse tutta una serie di comunità battiste nei luoghi classici della disperata miseria dei braccianti e delle loro lotte feroci contro gli agrari”.
Un presidio battista a Santeramo era già presente a fine Ottocento. Poi nel primo dopoguerra si fecero sempre più coinvolgenti tra murgia barese e materano le missioni e le prediche evangeliche del pastore di Gioia del Colle Liutprando Saccomani, originario di Pisa. Insieme a lui e Giuseppe Di Vagno, Paradiso infiammava le piazze dei paesi intorno a Santeramo sulle tematiche care al socialismo, non ultima l'annosa questione della distribuzione delle terre ai contadini contro i grandi proprietari terrieri.
Da rappresentante dell’amministrazione socialista di Santeramo e come presidente della “Società Cooperativa Produzione e Lavoro tra Contadini”, nel settembre del 1920 Paradiso riuscì ad ottenere il collocamento dei lavoratori nelle masserie padronali delle fertili Matine e la distribuzione delle terre ai soci. Per l'occasione i lavoratori organizzarono un grande corteo aperto da un suo quadro raffigurante “il Socialismo nella figura di un Cristo che benedice un immenso campo di grano, divenuto ormai proprietà di chi l’ha lavorato”, sottolineando la stretta connessione tra fede cristiana e uguaglianza sociale.
Il legame tra Paradiso e la Chiesa Evangelica Battista fu suggellato l’8 giugno 1924 a Gioia del Colle con il suo battesimo e quello della moglie Theresia.
Nell’aprile del 1926 in rappresentanza della comunità di Santeramo visitò la chiesa di Altamura e fu accolto come un’illustre personalità. Di questi due eventi ci informa la rivista battista “Il Testimonio”.
Con l'avvento del fascismo, specialmente dopo i Patti Lateranensi del 1929, i protestanti furono percepiti come un elemento estraneo e potenzialmente sovversivo, subendo la chiusura di luoghi di culto e limitazioni alla libertà di espressione.
Saccomani, accusato di propaganda comunista, fu arrestato e inviato al confino all'isola di Ustica. Gli subentrarono nella chiesa di Gioia prima il pastore Lorenzo Palmieri, più vicino all'ideologia fascista, e in seguito Oreste Ciambellotti, storica figura di oppositore del regime e pastore della comunità barese, unito a Paradiso da uno stretto legame familiare.
Agli anni ‘30 risale una foto che ritrae la famiglia Paradiso e quella del pastore Palmieri intorno a un tavolo, in un momento conviviale.
Nella bibliografia critica riguardante l'intellettuale e meridionalista Tommaso Fiore più volte si accenna al suo legame con esponenti e intellettuali vicini al mondo protestante, come Adriano Tilgher, Giuseppe Gangale e Tommaso Rocco Castiglione. Tra questi si cita spesso la figura del pittore Paradiso di Santeramo.