Pinacoteca Nazionale di Sassari

Pinacoteca Nazionale di Sassari L'accesso per le persone con disabilità è garantito da via Canopolo. Tutti i piani superiori adibiti ad esposizione sono raggiungibili tramite un ascensore.

La pinacoteca è allestita all'interno del restaurato ex collegio gesuitico del Canopoleno, storico complesso eretto tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento nel cuore del centro storico, in prossimità dei maggiori e più significativi edifici monumentali della città. L'attigua antica chiesa gesuitica di Gesù e Maria, ora intitolata a Santa Caterina, ne era parte integrante. La sua costit

uzione è nata dall'esigenza di rendere fruibile il ricco patrimonio di opere d'arte pervenute allo Stato attraverso una serie di donazioni di privati cittadini, che, tranne che per una piccola sezione esposta nel Museo Archeologico Nazionale G.A. Sanna, giaceva nei depositi. L'esposizione si sviluppa su tre piani e raggruppa oltre quattrocento opere prevalentemente pittoriche suddivise per tematiche (tema religioso, mitologico, storico, ritratto, nature morte, scene di genere etc.), organizzate al loro interno in ordine cronologico e capaci di documentare la produzione di diverse scuole e artisti italiani ed europei dal Medioevo alla metà del Novecento, compresa una significativa rassegna di artisti sardi del primo Novecento e una ricca sezione di grafica. Il costo del biglietto è di 6€
Ridotto 2€
Gratuito sino ai 18 anni

Ausonio Tanda 1926_2026Durante gli anni cinquanta Ausonio Tanda espone le sue opere in varie mostre tra la Sardegna e Ro...
01/09/2026

Ausonio Tanda 1926_2026

Durante gli anni cinquanta Ausonio Tanda espone le sue opere in varie mostre tra la Sardegna e Roma (con una personale a Sassari nel 1959), raccogliendo un buon successo, anche di critica. Ed è alla Galleria Elmo a Roma nel 1960 che presenta la serie dei “Lupi”, in cui l’artista concentra la sua ricerca sul dramma della ferocia dei rapporti umani, rappresentato dalla predazione. Nelle tele trova spazio la primitiva lotta per non soccombere: primi piani di lupi con fauci aperte e occhi crudeli, che ghermiscono pecore o agnelli inermi, lupi che vengono uccisi dai pastori; qui i predatori sono espressione di un istinto primordiale feroce e incontrollabile, dominato dalla necessità.

Il “Lupo e pecora” della Pinacoteca (1959), che presto tornerà in esposizione, è parte di questa serie: il predatore è raffigurato con pennellate spesse e grumi di giallo e rosso accesi, mentre la preda è solo un abbozzo di forma, suggerita da pennellate bianche e rosse. La scelta della tavolozza, assieme al punto di vista ravvicinato, l’indeterminatezza dello sfondo e la compressione dello spazio contribuiscono ad assottigliare la distanza tra l’osservatore e la tensione violenta della lotta per la vita.

🎵🎵 Giovedì sera vi aspettiamo per una serata di musica promossa dalla Scuola della pace - Comunità di Sant'EgidioUn mome...
29/08/2026

🎵🎵 Giovedì sera vi aspettiamo per una serata di musica promossa dalla Scuola della pace - Comunità di Sant'Egidio
Un momento piacevole da trascorrere insieme nel cortile interno del museo, si spera finalmente un po’ al fresco, tra uno sguardo e l’altro alle tante opere d’arte nelle diverse sale.
Info e prenotazioni allo 079 231560

È tornata in esposizione una delle opere più interessanti della nostra sezione dedicata all’arte contemporanea sarda: si...
25/08/2026

È tornata in esposizione una delle opere più interessanti della nostra sezione dedicata all’arte contemporanea sarda: si tratta di “Danzatrice dell’argia” di Costantino Nivola, esemplare della produzione degli ultimi anni dello scultore di Orani.

La Danzatrice è una delle figure femminili elaborate dall’artista ispirate alle Dee Madri mediterranee e all’archetipo della Grande Madre, che Nivola rappresenta con forme organiche, armoniche, qui sensuali e sottili.
Nell’opera della Pinacoteca, datata 1984, l’artista porta a una raffinatissima finitura il marmo rosa del Portogallo, realizzando una scultura dalle forme calibratissime, che rievoca con eleganza le dee madri di tipo cicladico, ovvero quelle di fattura geometrica.
Il titolo richiama la danza dell’argia, un rituale terapeutico antichissimo, complesso e affascinante, di cui abbiamo testimonianza in Sardegna sino alla metà del Novecento. Nel rito, studiato dall’antropologa Clara Gallini, un gruppo di donne era chiamato a curare ed esorcizzare, danzando e travestendosi, chi veniva morso da “s’argia”(il ragno velenoso noto come ‘vedova nera’), per liberarlo dall’essere malvagio che si era impossessato di lui.

‼️ La Pinacoteca è oggi ‘Luogo del giorno’ sulla Home page del Ministero della Cultura❤️https://cultura.gov.it
23/08/2026

‼️ La Pinacoteca è oggi ‘Luogo del giorno’ sulla Home page del Ministero della Cultura
❤️
https://cultura.gov.it

“Un interprete dell’anima sarda”: così viene definito Gaetano Spinelli in un articolo che gli dedica la prestigiosa rivi...
20/08/2026

“Un interprete dell’anima sarda”: così viene definito Gaetano Spinelli in un articolo che gli dedica la prestigiosa rivista di critica d’arte “Emporium” nel settembre del 1916.
Il saggio, corredato da immagini delle sue opere, pone l’accento sulla capacità di Spinelli di narrare la vita e le tradizioni della Sardegna non solo con una buona qualità formale, ma anche con la vicinanza emotiva che gli derivava dall’aver vissuto nell’Isola e averne visitato anche i paesi più interni. Forse proprio per questo le opere di soggetto sardo risultano tra le cose più belle e interessanti create dall’artista.

In esposizione troverete l’inedito “Studio di una testa di sardo”, un notevole olio su tela della sua prima produzione, forse preparatorio per la figura barbuta presente nell’opera “Dolore”, citata anche nell’articolo di Emporium.
E voi, avete già visto la mostra ‘Nell’ombra di Sardegna. Opere di Gaetano Spinelli’?

La danza (in arabo Raqs Sharqi) è una delle espressioni più tipiche delle culture arabe e medio-orientali. Nel quadro di...
17/08/2026

La danza (in arabo Raqs Sharqi) è una delle espressioni più tipiche delle culture arabe e medio-orientali. Nel quadro di Giuseppe Biasi, risultato di una cultura orientalista derivata verosimilmente dalla lettura di un classico francese come ‘Viaggio in Egitto’ di Gustave Flaubert, la danzatrice si muove sinuosamente al ritmo del tabl kabir, il grosso tamburo di origine europea, assai utilizzato in nord-Africa dalle bande militari e assorbito dal folklore locale. Alla presenza dei veli è demandata la creazione di effetti visivi, sempre più ipnotici e suggestivi.
Sulla destra un suonatore di ney, il tipico flauto mediorientale che costruisce melodie arabeggianti e complicate. Il ney (in arabo “canna”), e il suo gemello più piccolo, il kawala (da cui differisce per il numero dei fori) sono flauti di canna di remota origine, e vengono fatti risalire all’antico Egitto. Il fatto che alcuni esemplari siano stati rinvenuti a Ur, in Mesopotamia, e nelle piramidi egizie, li rendono gli strumenti più antichi a oggi in uso.
La danza dei veli intesa come danza di seduzione - che in senso lato ha origini antichissime: si pensi a Salomé che danza davanti a Erode per soddisfare il desiderio di vendetta della madre Erodiade - divenne un classico della narrazione cinematografica e letteraria. Egitto e India si fondono nelle sensuali danze di Greta Zeele, in arte Mata Hari, odalisca e spia, il cui doppio gioco la condannò a morte nel 1917. Ma è probabilmente a Kuchuk Hanem, odalisca e cortigiana, che Gustave Flaubert incontró a Esna nel 1850, e alla sua “danza dell’ape”, che Biasi si ispira per il suo quadro.

Oggi a Sassari si svolge la processione votiva dei Candelieri, patrimonio immateriale UNESCOLa Pinacoteca per l’occasion...
14/08/2026

Oggi a Sassari si svolge la processione votiva dei Candelieri, patrimonio immateriale UNESCO

La Pinacoteca per l’occasione espone per la prima volta due matrici xilografiche dell’artista Iginio Zara, entrate di recente nelle collezioni museali grazie alla donazione degli eredi.
Potete ve**re a vederle anche domani: il museo effettuerà l’apertura straordinaria per Ferragosto.
A zent’anni!

Stanchi di mare e spiagge? Un Ferragosto d’arte e antiche architetture è quello che ci vuole per spezzare il solito tran...
13/08/2026

Stanchi di mare e spiagge? Un Ferragosto d’arte e antiche architetture è quello che ci vuole per spezzare il solito tran tran.
La Pinacoteca vi aspetta con i consueti orari - dalle 9 alle 19.30, ultimo ingresso alle 19 - anche il giorno di Ferragosto.

Le abilità da colorista di Gaetano Spinelli e la sua resa vivace e sciolta del movimento vengono notate e apprezzate anc...
12/08/2026

Le abilità da colorista di Gaetano Spinelli e la sua resa vivace e sciolta del movimento vengono notate e apprezzate anche dal celebre pittore Carlo Carrà. Dopo aver visto le opere “In chiesa” e “Alla fonte (Codrongianos)”, esposte nel 1929 alla Galleria d’arte Micheli di Milano, Carrà scriverà sul quotidiano L’Ambrosiano che “questi due piccoli dipinti meritavano da soli un viaggio in Sardegna”.

“Alla fonte (Codrongianos)” è ora esposta nella mostra “Nell’ombra di Sardegna. Opere di Gaetano Spinelli”.
Venite a vederla da vicino, saremo aperti anche a Ferragosto!

Graditissima visita oggi in Pinacoteca: è venuto a trovarci Giorgio, pronipote di Gaetano Spinelli, curioso di vedere la...
10/08/2026

Graditissima visita oggi in Pinacoteca: è venuto a trovarci Giorgio, pronipote di Gaetano Spinelli, curioso di vedere la mostra che abbiamo dedicato al suo bisnonno.
Siamo felici che gli sia piaciuta.

L’esposizione è la prima che in Sardegna propone di scoprire, attraverso una piccola raccolta di opere, il lavoro di questo ottimo pittore, così legato alla nostra isola.

E voi che aspettate a ve**re a vederla?
Dura fino a fine settembre, non perdetela.

Indirizzo

Piazza S. Caterina N. 4
Sassari
07100

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 19:30

Telefono

+39079231560

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