01/09/2026
Ausonio Tanda 1926_2026
Durante gli anni cinquanta Ausonio Tanda espone le sue opere in varie mostre tra la Sardegna e Roma (con una personale a Sassari nel 1959), raccogliendo un buon successo, anche di critica. Ed è alla Galleria Elmo a Roma nel 1960 che presenta la serie dei “Lupi”, in cui l’artista concentra la sua ricerca sul dramma della ferocia dei rapporti umani, rappresentato dalla predazione. Nelle tele trova spazio la primitiva lotta per non soccombere: primi piani di lupi con fauci aperte e occhi crudeli, che ghermiscono pecore o agnelli inermi, lupi che vengono uccisi dai pastori; qui i predatori sono espressione di un istinto primordiale feroce e incontrollabile, dominato dalla necessità.
Il “Lupo e pecora” della Pinacoteca (1959), che presto tornerà in esposizione, è parte di questa serie: il predatore è raffigurato con pennellate spesse e grumi di giallo e rosso accesi, mentre la preda è solo un abbozzo di forma, suggerita da pennellate bianche e rosse. La scelta della tavolozza, assieme al punto di vista ravvicinato, l’indeterminatezza dello sfondo e la compressione dello spazio contribuiscono ad assottigliare la distanza tra l’osservatore e la tensione violenta della lotta per la vita.