Casa Capra

Casa Capra Casa Capra è studio e artist-run space a cura di Saverio Bonato situato nel quartiere di Magrè a Schio (VI).

Alessandra Gervasio – Taranto, 2003 è una visual designer con una pratica ibrida e di ricerca che interseca graphic desi...
27/03/2026

Alessandra Gervasio – Taranto, 2003


è una visual designer con una pratica ibrida e di ricerca che interseca graphic design, fotografia, editoria e processi partecipativi. Studia Graphic Design e Comunicazione Visiva all’ISIA di Urbino e sta attualmente sviluppando la sua tesi presso l’ISDAT di Tolosa. Il suo lavoro indaga come le emozioni individuali si intreccino alle strutture collettive, con un focus su tematiche quali vergogna, desiderio, lavoro e pratiche di cura.

Nel 2023 progetta Di tutte le volte, il suo primo libro fotografico. Nel 2024 vince l’Isola Madre Award e presenta il progetto Scala 1:1 all’Artlab Eyeland Festival, ora in corso di pubblicazione con The Light Observer.

Di tutte le volte | Alessandra Gervasioa cura di Piero MartinelloCasa Capra, Schio (VI)  |  11 aprile – 23 maggio 2026Ca...
26/03/2026

Di tutte le volte | Alessandra Gervasio

a cura di Piero Martinello

Casa Capra, Schio (VI) | 11 aprile – 23 maggio 2026

Casa Capra di Schio è lieta di annunciare l’inaugurazione di Di tutte le volte, mostra personale di Alessandra Gervasio a cura di Piero Martinello. L’esposizione apre sabato 11 aprile 2026 alle ore 17:30 e resterà visitabile fino al 23 maggio 2026 presso gli spazi di Casa Capra, in Via Giambellino 16 – Magrè, Schio (VI). L’ingresso è libero.In questa occasione verrà presentato il volume edito da Skinnerboox. Verrà inoltre presentato il secondo fascicolo delle Edizioni di Casa Capra con un testo di accompagnamento di Rica Cerbarano.

Il progetto

Al centro della mostra è un’unica fotografia d’archivio: l’immagine anonima e funzionale di una stanza, estratta da una perizia immobiliare, che diventa il fulcro di un’indagine autobiografica intensa e stratificata. La camera da letto della madre dell’artista è il luogo e il pretesto attraverso cui Gervasio esplora il rapporto tra memoria, perdita e spazio domestico.

L’immagine ricorre circa quaranta volte nel libro fotografico omonimo — ogni volta la stessa, eppure ogni volta diversa, perché è il testo che cambia, stratificando narrazioni e memorie. L’immagine rimane un punto fermo nel tempo, un documento impersonale che Gervasio riconcettualizza come contenitore di ciò che preserviamo e di ciò che ci sfugge. Come scrive l’artista stessa: «L’intimità dell’ambiente domestico culla e nasconde quello che facciamo e che ci accade, a volte però è necessario mettere tutto alla luce, guardarlo e lasciarlo andare.»

 x  x  Grazie a chi è passato a trovarci e a Nicola Zolin, fotografo e presenza preziosa, che durante Lanerosse ha reso ...
25/03/2026

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Grazie a chi è passato a trovarci e a Nicola Zolin, fotografo e presenza preziosa, che durante Lanerosse ha reso possibile giorni intensi di partecipazione, visite e scambi.

Al suo quarto anno, attorno al festival si è creata una comunità viva fatta di incontri, sguardi e conversazioni che continuano a risuonare anche oltre questi giorni.

La mostra rimane aperta fino a domenica 5 aprile.
Chi volesse passare ci scriva o chiami per organizzare la visita.

Vi aspettiamo!

Venerdì 20 marzo | ore 18.10L’Iran dopo l’Iran – Presentazione delle foto di Zolin presso il Circolo Operaio Il Bruco.__...
13/03/2026



Venerdì 20 marzo | ore 18.10

L’Iran dopo l’Iran – Presentazione delle foto di Zolin presso il Circolo Operaio Il Bruco.
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Nicola Zolin, Marostica (1984)

Fotografo e giornalista lavora per quotidiani e magazine internazionali. Laureato in Scienze della Comunicazione (Padova-L’Aja) e in Relazioni Internazionali (Venezia-Pechino).

Le sue storie sono quelle dei giovani cresciuti in sistemi autoritari in Medio Oriente, di ragazzi e famiglie migranti in rotta verso l’Europa, dei conflitti ambientali tra i popoli indigeni in America Latina, delle donne ai margini, dei mondi utopici creati da individui visionari.

Collabora da anni con il quotidiano olandese de Volkskrant e il suo lavoro è stato pubblicato da The New York Times, Der Spiegel, Le Monde, Al Jazeera, Stern, GEO, Libération, Foreign Policy, El País, La Repubblica, Il Corriere della Sera, tra gli altri.

Ha pubblicato: “I passeggeri della Terra” (2017) per Polaris editore, “U paese è mondo intero” (2020) per Prospero editore e “Yunan”, autoprodotto.

nicolazolin.net

In occasione del festival Lanerosse, che si svolgerà dal 19 al 22 marzo al Circolo Operaio di Magrè, Casa Capra presenta...
13/03/2026

In occasione del festival Lanerosse, che si svolgerà dal 19 al 22 marzo al Circolo Operaio di Magrè, Casa Capra presenta la mostra fotografica Fiumi di speranza e lacrime del fotografo e giornalista Nicola Zolin.

La mostra raccoglie una selezione di reportage realizzati negli ultimi anni in America Latina e racconta la relazione sempre più drammatica tra crisi idrica globale, sfruttamento delle risorse naturali e violenza contro le comunità che difendono i propri territori. Attraverso immagini e storie raccolte sul campo, il progetto documenta le lotte dei popoli indigeni e delle comunità locali contro estrazioni minerarie, agribusiness e grandi progetti infrastrutturali che minacciano fiumi, foreste e falde acquifere.

Dai territori sacri del popolo Wixárika nel deserto di Wirikuta in Messico, alle comunità quilombola dell’Amazzonia brasiliana, fino alle mobilitazioni indigene in Guatemala contro la costruzione di dighe idroelettriche, le fotografie raccontano luoghi in cui la difesa dell’acqua e della terra coincide spesso con un rischio estremo. Secondo diversi rapporti internazionali, centinaia di difensori dell’ambiente vengono uccisi ogni anno, con l’America Latina tra le regioni più colpite.

“Fiumi di speranza e lacrime” intreccia testimonianza giornalistica e racconto visivo, restituendo volti, paesaggi e storie di resistenza che interrogano il nostro rapporto con le risorse naturali e con i modelli di sviluppo globali.

29.11.2025Ciò che lo sguardo esclude  a cura di  con  Inaugurazione 29.11 ore 17
18/11/2025

29.11.2025

Ciò che lo sguardo esclude


a cura di con

Inaugurazione 29.11 ore 17

Federico Borroni, Recanati - 1991Vive e lavora a Venezia.                                                               ...
11/11/2025

Federico Borroni, Recanati - 1991

Vive e lavora a Venezia.
                                                                                                                    Dopo una prima formazione all’Académie Royale des l Beaux-Arts di Liegi, prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 2017 consegue il diploma di II livello in Pittura con una tesi dal titolo Increato, realizzata sotto la guida del professor Aldo Grazzi. Dal 2017 al 2020 condivide Lo Spazio, studio d’artista a Marghera (VE), insieme al collega e amico Luca Marignoni. Collaborazione che riprende nel 2024 e continua tutt’ora.                                                                                    

Nel 2021 entra a far parte del progetto Venice Time Case, ideato da Luca Massimo Barbero.                                                       Esposto in diverse sedi europee, il progetto è oggi conservato presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia, dove rappresenta una significativa testimonianza della generazione di artisti attivi nella città lagunare.                                                     

Negli ultimi anni Borroni ha preso parte a numerose mostre collettive e progetti espositivi, tra cui Torn Curtain, a cura di Hélène de Franchis e Luca Massimo Barbero presso Studio la Città di Verona; Aldilà sarà, presentata presso lo spazio Berlendis in collaborazione con Marignana d’Arte a Venezia; Wind is in no Rush, coordinata da Luca Massimo Barbero e Arthur Duff, ospitata dalle gallerie Studio la Città di Verona e Galleria Antonio Verolino di Modena e Germinale, rassegna d’arte nel Monferrato, in collaborazione con la galleria Trium di Monza.
Il suo lavoro è stato inoltre presentato in diverse fiere d’arte, tra cui Mega Art Fair a Milano e ArtVerona.

Ciò che lo sguardo escludeOpening: sabato 29 novembre 2025, ore 17.00di Federico Borroni a cura di Edoardo Lo Cicerocon ...
06/11/2025

Ciò che lo sguardo esclude

Opening: sabato 29 novembre 2025, ore 17.00

di Federico Borroni

a cura di Edoardo Lo Cicero

con Saverio Bonato

Casa Capra | 29 novembre 2025 – 1 febbraio 2026

Casa Capra è lieta di presentare Ciò che lo sguardo esclude, la mostra personale di Federico Borroni con la prima curatela di Edoardo Lo Cicero. L’esposizione raccoglie una selezione di opere recenti che testimoniano l’evoluzione di un linguaggio pittorico unico, raffinato e profondamente concettuale.
La sua ricerca prende forma a partire dall’osservazione minuziosa della natura, rielaborata attraverso un processo di trasfigurazione pittorica che dissolve i confini tra reale e immaginario, tra il visibile e l’invisibile.
Le opere in mostra, frutto di un articolato lavoro tra studio e intuizione, sono il risultato di una tecnica pittorica stratificata che trasforma elementi naturali – foglie, rami, intrecci vegetali – in superfici cromatiche dense, cariche di tensione poetica e percettiva. Lo spettatore è invitato a immergersi in spazi visivi ambigui, in cui la pittura diventa esperienza sensoriale e campo aperto di interpretazione.
Edoardo Lo Cicero, al suo esordio curatoriale, propone una lettura sensibile del lavoro di Borroni, valorizzando il dialogo tra opera e ambiente espositivo. Casa Capra, con il suo carattere intimo e raccolto, diventa così uno spazio ideale per accogliere una pittura che chiede silenzio, attenzione e tempo.
La mostra è accompagnata da un testo critico del curatore e da un catalogo disponibile in sede.

Grafica di

06/11/2025

Katasterismós

Katasterismós di  Foto di
04/11/2025

Katasterismós
di

Foto di

16/10/2025

Indirizzo

Via Giambellino 16
Schio
36015

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