si tratta di un esposizione storico/etnoantropologica di manufatti appartenenti al territorio Ibleo,Con intenti di conservazione e valorizzazione della storia locale. Teresa, edificato nel Corso Umberto I all’angolo con la Via Carmine a Sortino, al di sopra di una alta gradinata in pietra lavica. Da alcuni documenti notarili, conservati nell’Archivio di Stato di Siracusa, apprendiamo che nel 1693,
dopo avere “l’ingegnero”, fatto ve**re da Palermo, designato il sito dei vari edifici del costruendo nuovo Sortino, il “capomastro”, incaricato dal Marchese Pietro II Gaetani e Beccadelli, assegnò nel gennaio 1694 la vigna di un certo Sebastiano Marino, ricevendo in cambio una chiusa in contrada “La Costa Lo Presti”. L’edificio conventuale, composto da un piano rialzato e dal primo piano, dove vi erano circa venti celle per i religiosi, si estendeva per tutta la via chiamata ancora oggi Carmine, nella quale si apriva l’ingresso al convento. Nel corso del 1700 questi religiosi vissero assai poveramente per la grande carenza dei mezzi finanziari, cosicché la comunità si ridusse a soli due componenti, motivo di tale situazione, il 17 settembre 1786, fu ordinata la chiusura definitiva del convento. Vi è un piccolo orto, con cisterna, che si accede dalla sagrestia. Una carta del catasto di Sortino risalente al 1875, ci fa conoscere che il convento possedeva una grande “selva”, a fianco della chiesa e a nord dell’edificio claustrale, delimitata dall’ex “strada nuova” e dalla via S. In seguito la selva fu tutta concessa per abitazioni private intervallate da strade, come vediamo oggi. Accanto al convento anzidetto, esisteva una grande ca****la od oratorio, con altare, che serviva a luogo di preghiera e di convegno dei confrati laici dell’ordine carmelitano maschile. Al di sotto in una grande cripta o ipogeo vi si praticava la sepoltura dei confrati e fedeli, in uso prima dell’istituzione dei cimiteri comunali. La Galleria Museografica Comunale si trova presso l’ex oratorio di Santa Teresa, dove dell’antico oratorio è rimasta solo la fonte per l’abluzione per il segno della croce, che si trova a destra della porta d’ingresso. La sala è suddivisa nella sua medianità da un arco di sostegno. Subito dopo varcato l’ingresso, nel pavimento, c’è una botola, in metallo, che serve per accedere all’ipogeo. La struttura è un monolocale di 100 mq circa, di forma rettangolare, il lato lungo misura 14,30m e il lato corto 7,50m; l'ingresso è dal lato corto rivolto ad ovest, al centro della parete. Ne lato lungo rivolto a sud si aprono due finestre balcone, di cui una è stata chiusa con una struttura in alluminio. Il lato corto opposto all'entrata è occupato da un deposito/laboratorio. I lati lunghi sono spezzati nella medianità da due pilastri che sostengono un arco di forma circolare. Uno spazio che dia la possibilità di poter lavorare le materie prime, utilizzando tecniche svariate, con l’ausilio di attrezzature e mezzi utili, per produrre attività di ricerca, tramite le più svariate tecniche artistiche e tecnologiche. Un laboratorio artistico artigianale, dove poter raccogliere restaurare schedare e studiare tutti beni demo etno antropologici. Appartenenti allo sviluppo antropico dell’area iblea. Un luogo dove poter raccogliere tutte le documentazioni: grafiche e letterarie, per facilitare il percorso di sviluppo dei nostri obiettivi. Un luogo dove esporre immagini e video, disegni e pitture, sculture e oggetti. Uno spazio dove far convergere diverse attività e attitudini, volte unicamente alla ricerca del nostro passato per saper progettare il futuro, cioè pianificare il presente, per star meglio domani. Un’esposizione è innegabilmente sede della vicenda storica degli oggetti che esibisce, ma anche la storia di se stessa, delle ragioni culturali e artistiche che la fecero nascere, delle decisioni che vi riunirono le cose, del modo col quale le cose vennero assommate, esposte, spiegate, e perfino dell’amministrazione che essa ebbe in sorte. Non bisogna tralasciare che il luogo è anche un posto dove si costruisce e si elabora, dove si realizza e si esegue un determinato prodotto che sia utile alla cognizione di un determinato argomento da mostrare al pubblico. Un plastico, un disegno, un grafico, una pianta topografica, una miniatura, uno spaccato, una sezione, una riproduzione in scala, un qual cosa che sia tridimensionale o bidimensionale, un qual cosa fatto con le mani, realizzato con lo studio e la sapienza, fatto per aiutare il visitatore alla conoscenza del tema trattato. Quindi sarà pure: studio, ateneo, bottega, atelier, laboratorio, officina, opificio, fabbrica di cose (foto, disegni, plastici ecc) realizzate con le cose (attrezzi, utensili, macchine, materie). Uno studio dove si elabora la culturale, dove si incontrano l'arte, l'archeologia, l'ambiente, la storia, la scienza, le professioni, l'artigianato, le tradizioni ecc.