20/02/2026
Tra le calzature d’epoca esposte nel nostro museo compaiono i Lapti, umili scarpe intrecciate in fibre vegetali - spesso rafia di betulla o tiglio - diffuse per secoli nelle campagne della Russia e dell’Europa orientale. La loro origine documentata risale almeno al XII secolo, anche se gli archeologi ritengono che siano molto più antiche.
I Lapti sono stati sicuramente l’emblema della vita contadina. Eppure, dietro questa semplicità si nasconde un sapere complesso: la preparazione della corteccia, l’immersione in acqua, il taglio in strisce e le diverse tecniche di tessitura che variavano da regione a regione. Anche nelle fiabe slave, il guardiano della foresta è talvolta descritto mentre intreccia queste calzature, a testimonianza del loro profondo radicamento culturale.
Nella tradizione popolare, poi, possedevano anche un valore simbolico e protettivo: le paia logore venivano appese alle case come amuleti contro il malocchio o utilizzate per “trasportare” il domovoi, lo spirito domestico, durante i traslochi.
Rimasti in uso fino all’inizio del Novecento - e persino durante la Guerra civile russa - i Lapti raccontano oggi una storia di resilienza, ingegno e rapporto con la natura.
Nel tempo delle Olimpiadi Invernali, queste scarpe fragili ma ricche di significato ci ricordano quanto lungo sia il cammino che porta dalle fibre intrecciate agli scarponi tecnici contemporanei: un percorso fatto non solo di sport, ma di cultura, memoria e identità 👣